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Le 32 Protagoniste – Puntata no.20 – Ecuador

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LA SQUADRA – LA TRI

Qualificatasi quarta nel girone CONMEBOL, a pari punti con l’Uruguay (ma in vantaggio negli scontri diretti) e con un fattore campo decisivo ai fini dell’approdo ai Mondiali – imbattuta tra le mura amiche – la nazionale guidata dal colombiano Rueda è il classico oggetto misterioso che in un Mondiale, può rivelarsi un pericoloso osso duro.
I pochi giocatori conosciuti al grande pubblico potrebbero determinare in maniera positiva, un impensato fattore sopresa.
La rosa di questa squadra ruota attorno ad uno zoccolo duro di giocatori che sono protagonisti del campionato ecuadoriano.
Partiamo dalla difesa dove Banguera e Dominguez si giocano il ruolo di estremo difensore titolare. Il pacchetto arretrato a quattro vede protagonisti il roccioso Guagua (uno su cui Lombroso avrebbe da dire frasi) ed Erazo del Flamengo. Baguì e Paredes completano, sulle fasce, il reparto difensivo. Walter Ayovì, bandiera e leggenda del calcio ecuadoriano farà parte della spedizione e sulle sue tracce, per ricalcarne la gloriosa carriera, il promettentissimo Cristian Ramirez che, non ancora ventenne, gioca già in Europa nel Fortuna Dusseldorf.
A centrocampo troviamo il meglio della nazionale sudamericana. Noboa della Dinamo Mosca, dopo la grande esperienza nelle Coppe Europee con il Rubin Kazan, è il cervello pensante del settore nevralgico. Castillo fa coppia con lui in mezzo, mentre sulle fasce agiscono A.Valencia (di cui parlerò in seguito) e Fidel “Neymar” Martinez (chiamato così per la straordinaria somiglianza con la stella brasiliana).
Il centrocampo viene completato con i comprimari Saritama, Gruezo, Quinonez e Ibarra.
L’attacco è il regno di Felipe Caicedo. L’ex Sporting Clube de Portugal e Manchester City, dopo un passaggio alla Lokomotiv Mosca è approdato ad Abu Dhabi, nell’Al-Jazira.
Potente e dotato di gran fisico, non ha grande fiuto per il goal, ma è l’attaccante più forte di questa nazionale e sarà lui a guidarne l’attacco: Rueda potrebbe optare per una soluzione più coperta, affiancandogli un centrocampista offensivo (Rojas), oppure scegliere l’artiglieria pesante e sistemare Ayovì, Jaime nonchè cugino di Walter, al suo fianco.
L’attacco non offre grandi scelte e Montero, Enner Valencia e Wila, sembrano indietro nelle gerarchie del tecnico colombiano.
Inserita nel girone E con Francia, Svizzera ed Honduras, la nazionale ecuadoriana sembra destinata ad un mesto ritorno in patria dopo solo tre partite.
Il passaggio del turno sembra un compito proibitivo ma la voglia di emergere e di mettersi in mostra alla ricerca di ingaggi importanti, potrebbe essere un’arma decisiva per la truppa di Rueda.

LA STELLA – ANTONIO VALENCIA

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È, statistiche alla mano, il calciatore più veloce del mondo. Più del gallese Bale, più di Cristiano Ronaldo. Ala destra tutta corsa e dribbling del Man. United, tornato a livelli più o meno simili a quelli precedenti, dopo il grave infortunio che lo colpì nel 2010.
Fu Sir Alex Ferguson a volerlo a tutti i costi per la sua grande capacità di puntare e superare l’uomo in velocità e recapitare in area palloni interessanti per le punte.
Giocatore molto generoso, classe 1985, uno dei pochi a salvarsi nella drammatica annata dei Red Devils, sessantotto presenze e 8 goal in nazionale per Toño Maravilha il ragazzo di Nueva Rojas che scaricava le bottiglie nel negozio di papà.
La sua velocità è l’arma per scardinare le difese avversarie e servire le punte: se lo farà alla velocità massima l’Ecuador tutto, decollerà con lui.
Dotato anche di un discreto tiro, Antonio Valencia, è il fuoriclasse indiscusso della Tri.

L’ECUADOR AI MONDIALI

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RECORD

68 come i match di qualificazione giocati da Ivan Hurtado (1994-2010)

Ivan Hurtado è il recordmen di presenze, 167. In attività Edison Mendez è terzo a 107. Mentre Walter Ayovì è a 87.

Agustin Delgado è il capocannoniere di tutti i tempi, con 31 reti in 71 presenze. Felipe Caicedo è a 15, in 45 match.

LA BANDIERA DELL’ECUADOR

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La bandiera dell’Ecuador è stata adottata il 26 settembre 1860 (ma ufficialmente il 10 gennaio 1861).

In quanto derivata dallo storico tricolore colombiano blu, giallo e rosso, è simile alla bandiera del Venezuela, ma più ancora a quella della Colombia, dalla quale differisce per le sole proporzioni.

Il significato dei colori è il seguente:

  •    Giallo: rappresenta l’abbondanza e la fertilità delle terre.
  •    Blu: rappresenta i colori del mare e del cielo.
  •    Rosso: rappresenta il sangue versato dai soldati e martiri durante la guerra di indipendenza.

La legge 5 dicembre 1900 (Registro Oficial n. 1272) dispone che l’insegna civile e l’insegna di stato differiscano per lo stemma, previsto solo nella seconda. Di fatto però la bandiera di stato viene spesso usata come bandiera civile. L’insegna di guerra è identica a quella di stato salvo avere una proporzione di 2:3 anziché di 1:2. È infine prevista (ma solo sulla carta) una bandiera speciale, riservata agli edifici municipali: essa è uguale alla bandiera civile ma aggiunge un anello di 19 stelle bianche (una per provincia) alla banda blu centrale.

IL PAESE

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Dati amministrativi
Nome completo                                          Repubblica dell’Ecuador
Nome ufficiale                                            República del Ecuador
Lingue ufficiali                                            spagnolo
Capitale                                                       Quito  (2.215.820 ab. / 2010)

Politica
Forma di governo                                      Repubblica presidenziale
Presidente                                                   Rafael Correa
Ingresso nell’ONU                                    21 dicembre 1945

Superficie Totale                                       283.561 km² (71º)
Popolazione Totale                                   15,444,634 ab. (2013) (66º)
Densità                                                        54 ab./km²
Tasso di crescita                                        1,419% (2012)

Economia
Valuta                                                          Dollaro statunitense
PIL (nominale)                                          84 040milioni di $ (2012) (64º)
PIL pro capite (nominale)                       5 743 $ (2012) (92º)
PIL (PPA)                                                   149 484 milioni di $ (2012) (61º)
PIL pro capite (PPA)                                10 215 $ (2012) (89º)
ISU (2011)                                                  0,720 (alto) (83º)

Inno nazionale – Salve, oh Patria

IL MIO ECUADOR

Il mio Ecuador è la fantasia di un bambino. A guardarla adesso non fui molto fantasioso, ma del resto che importava? Era il 1985 o giù di lì e come spesso capitava le mie competizioni internazionali giocate nella cucina di Via Breglio, necessitavano di nuovi protagonisti da vergare sui miei quaderni.
Un po’ a Subbuteo con gli amici, un po’ con la piccola pallina di spugna e via, i pomeriggi (soprattutto quelli invernali) trascorrevano che era un piacere. Così, mi ritrovai a inventarmi un paio di nomi per l’Ecuador. Non era un paese molto conosciuto, calcisticamente parlando, e difficilmente si conoscevano i protagonisti.
Nacque così Miguel Angel Quito, centravanti del Barcelona Guyaquil e bandiera della nazionale ecuadoriana. Avevo fantasia, ma non tanto fervida da trovare un cognome più originale se non quello della capitale dello stato sudamericano.
Del resto, se le tue fonti sono un atlante e un mappamondo, non è che ti puoi inventare chissàche…
Segnava sempre, Quito. Segnava sempre lui. Una specie di magia.
Il mio Ecuador è un terzino. All’anagrafe Ulisses de La Cruz. Si può avere paura di un terzino? Beh, no.
Eppure, nell’anno di grazia 2002, ai Mondiali di Giappone e Corea, l’Italia, inserita nel girone con il modesto Ecuador, la Croazia e il Messico, passò giorni ad interrogarsi su come fermare questa forza della natura.
Ci informammo sulle prestazioni dell’esterno dell’Aston Villa, cercando di capire il motivo di tanta preoccupazione. Ancora oggi, mi sfugge il perchè, un paese intero si preoccupò di cercare le contromisure per limitare un calciatore tanto modesto: Trapattoni sacrificò uno stralunato Doni, per limitare i danni. Una doppietta di Vieri fece il resto.
Il mio Ecuador è un centravanti. Un bomber. In patria era un Dio. Gragnuole di reti e il Perugia del Presidente Gaucci lo volle a tutti i costi. Arrivò nel 1998 e fu un mezzo flop. Solo che il mio ricordo è legato al suo nome sulla maglia, Nine.
Pensai che fosse un soprannome derivato dal suo nome. Ma no, si chiamava Ivan.
Era Nine perchè lui era un numero nove, solo che la maglia era già occupata da Sandro Tovalieri, (un bomber vero) pertanto l’unico modo per averla sulle spalle era mettere il numero in lettere. All’inglese.
Anche lui, a fantasia non era messo benissimo.

INNO NAZIONALE – SALVE, OH PATRIA!
SALVE, OH PATRIA!

Indignados tus hijos del yugo
que te impuso la iberica audacia,
de la injusta y horrenda desgracia
que pesaba fatal sobre tí,
santa voz a los cielos alzaron,
voz de noble y sin par juramento
de vengarte del monstruo sangriento,
de romper ese yugo servil.

Los primeros los hijos del suelo
que, soberbio; el Pichincha decora

te aclamaron por siempre señora
y vertieron su sangre por tí.
Dios miró y aceptó el holocausto,
y esa sangre fue germen fecundo
de otros héroes que atónito; el mundo
vió en tu torno a millares surgir.

De estos héroes al brazo de hierro
nada tuvo invencible la tierra,
y del valle a la altísima sierra
se escuchaba el fragor de la lid;
tras la lid la victoria volaba,
libertad tras el triunfo venía,
y al leon destrozado se oía
de impotencia y despecho rugir.

Cedió al fin a fiereza española,
y hoy, oh Patria, tu libre existencia
es la noble y magnífica herencia
que nos dió, el heroismo felíz;
de las manos paternas la hubimos;
nadie intente arrancárnosla ahora,
ni nuestra ira excitar vengadora
quiera, necio o audaz, contra sí.

Nadie, oh Patria, no intente. Las sombras
de tus héroes gloriosos nos miran
y el valor y el orgullo que inspiran
son augurios de triunfos por tí.
Venga el hierro y el plomo fulmíneo,
que a la idea de guerra, y venganza
se despierta la heroica pujanza
que hizo al fiero español sucumbir.

Y si nuevas cadenas prepara
la injusticia de bárbara suerte,
¡gran Pichincha! prevén tú la muerte
de la Patria y sus hijos al fin:
hunde al punto en tus hondas extrañas
cuanto existe en tu tierra: el tirano
huelle sólo cenizas y en vano
busque rastro de sér junto a tí.

TRADUZIONE IN ITALIANO

Indignati i tuoi figli dal giogo
che t’impose l’iberica audacia
dell’ingiusta ed orrenda disgrazia
che pesava fatale su te,
voce santa ai cieli alzarono,
voce di giuramento nobile e senza pari
di vendicarti del mostro sanguinario,
di rompere quel giogo servile.

Per primi i figli della terra
che, superbo, il Pichinchadecora
ti acclamaron per sempre signora
e versaron il loro sangue per te.
Dio guardò e accettò l’olocausto,
e quel sangue fu germoglio fecondo
di altri eroi che, attonito, il mondo
vide attorno a te sorgere a migliaia.

Per questi eroi dal braccio di ferro
niente di invincibile c’era sulla terra
e dalle valli alle altissime montagne
si ascoltava il fragore della lotta
dietro la lotta la vittoria volava,
libertà dopo il trionfo veniva,
e il leone distrutto si udiva
di impotenza e disperazione ruggire.

Cedette alla fine la fierezza spagnola
e oggi, oh Patria, la tua libera esistenza
è la nobile e magnifica eredità
che ci diede l’eroismo felice;
dalle mani paterne la ottenemmo;
nessuno provi a strapparcela via ora,
né la nostra ira suscitare vendicatrice
voglia, stolto o audace, contro di sé.

Nessuno, oh Patria, ci sfidi. Le anime
dei tuoi eroi gloriosi ci guardano
e il valor e l’orgoglio che ispirano
son auguri di trionfo per te.
Venga il ferro ed il piombo fulmineo,
che all’idea della guerra, e vendetta
si sveglia l’eroico vigore
che fece soccombere il fiero spagnolo.

E se nuove catene prepara
l’ ingiustizia di un barbaro destino,
gran Pichincha! previeni tu la morte
della Patria e dei suoi figli al fin.
sprofonda all’istante nelle tue profonde viscere
tutto quanto esiste nella tua terra: il tiranno
senta solo la cenere e invano
cerchi un modo di starti accanto.

I CONVOCATI

PORTIERI

Maximo Banguera (Barcellona, Ecuador)
Alexander Dominguez (LDU)
Adrian Bone (El Nacional)

DIFENSORI
Jorge Guagua (Emelec)
Gabriel Achilier (Emelec)
Oscar Bagui (Emelec)
Juan Carlos Paredes (Barcellona Guayaquil)
Frickson Erazo (Flamengo)
Walter Ayovi (Pachuca)

CENTROCAMPISTI
Fidel Martínez (Tijuana)
Pedro Quinonez (Emelec)
Luis Fernando Saritama (Barcelona Guayaquil)
Carlos Gruezo (Stoccarda)
Antonio Valencia (Manchester United)
Segundo Castillo (Al Hilal)
Cristian Noboa (Dinamo Mosca)
Renato Ibarra (Vitesse)

ATTACCANTI
Armando Wila (Universidad Catolica)
Jefferson Montero (Morelia)
Jaime Ayovi (Tijuana)
Enner Valencia (Pachuca)
Joao Rojas (Cruz Azul)
Felipe Caicedo (Al Jazira)

LE DIVISE UFFICIALI DELLA NAZIONALE ECUADORIANA

Ecuador+2014+Away+Kit

Pubblicato da Danilo Baccarani

Di Torino, amante di calcio e sport, laureato in storia del Cinema, innamorato di Caterina e Francesco, sposato con il Toro. Se rinascessi vorrei la voleè di McEnroe e il cappotto di Bogart. Ché non si sa mai.

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