Le 32 protagoniste – Puntata no.26 – Algeria

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LA SQUADRA – (LES FENNECS, LE VOLPI DEL DESERTO; LES RENARDS, LE VOLPI)

Movimento in crescita, export di giocatori da fare invidia ad altre nazionali ben più titolate, allenatore esperto conoscitore del calcio e uomo di mondo. Cosa chiedere di più ad una delle nazionali africane più rappresentative di sempre?
Girone di qualificazione superato con facilità, lasciandosi alle spalle Rwanda, Benin e il quotato Mali, mentre nei playoff, le Volpi del deserto hanno dovuto sudare molto per eliminare i vicecampioni d’Africa del Burkina Faso (solo per i goal segnati in trasferta, 3-3 nel computo totale, 2-3 all’andata, 1-0 al ritorno).
Lontani gli anni d’oro dei grandi fuoriclasse come Belloumi (il Platini d’Algeria) o Rabah Madjer (il tacco di Allah), questa Algeria sembra avere meno talento e soprattutto meno possibilità di stupire il mondo come accadde nel 1982, tanto per ricordare la più forte nazionale Algerina di sempre.
Il tecnico Vahid Halilhodžić è un allenatore scaltro e preparato, abituato a fare risultati.
Le sue scelte dicono che uno tra Zemmamouche e Mbolhi sarà il portiere titolare, mentre la linea di difesa sarà formata da Bougherra (un passato ai Rangers), l’italiano Ghoulam vanamente inseguito dal Toro in estate e approdato al Napoli a gennaio, con Halliche e Mesbah che hanno buone possibilità di giocare titolari. Occhio a Belkalem del Watford.
In mezzo al campo il tecnico bosniaco non può lamentare qualità ed esperienza. Feghouli a Valencia ha già dimostrato di che pasta è fatto, mentre Taider dopo le annate di Bologna ha pagato il trasferimento all’Inter: annata in chiaroscuro per il centrale di centrocampo nerazzurro. Brahimi e Bentaleb sono tra i più interessanti nel reparto mentre Lacen e Kadir reclameranno spazio.
In attacco ci sono il bomber delle qualificazioni Sulimani, 8 goal nel buon campionato dei Leoni di Lisbona, insieme a Djebbour e Soudani che vanno a completare un reparto debole, che si trascina dietro le lacune realizzative dei suoi protagonisti.
All’Algeria serviranno goal pesanti da difesa e centrocampo, ma soprattutto servirà non prenderne. Inserita nel gruppo H con Belgio, Russia e Corea del Sud, sembra destinata al ruolo di vittima sacrificale.
Popolo abituato alla lotta e alle guerre, gli algerini venderanno cara la pelle. Una sfida che sembra impossibile, ma solo il campo darà il suo verdetto che, sulla carta, appare scontato.

LA STELLA – SAPHIR TAIDER

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Carattere. Personalità. Sfrontatezza. Rivelazione quando era poco più che maggiorenne, poi colpo a zero euro del Bologna nell’estate del fallimento del Grenoble. Trequartista, mezzala o regista. Taider ha fatto tutto al Bologna. Il finto trequartista per aggredire il regista avversario con il pressing, la mezzala o anche il regista davanti alla difesa.
Scoperto (insieme a Belfodili) da Salvatore Bagni, quando era Under19, Taider è un centrocampista aggressivo, che gioca per tutti ed è specialista nel recuperare palloni ma allo stesso tempo sa fare bene anche la fase offensiva. E’ il prototipo di giocatore che va di moda oggi, quello che nella pallavolo sarebbe considerato un universale.
Difficile dire se Taider diventerà un campione o resterà uno dei tanti. Le basi ci sono tutte. Forse, l’errore è stato quello di trasferirsi troppo presto in una squadra con grandi obiettivi. Taider, classe 1992, ha tutte le carte in regola per mostrare il meglio del suo calcio.
Il mondiale, in questo senso, è la vetrina ideale per dimostrare che è pronto al salto definitivo.

L’ALGERIA AI MONDIALI

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RECORD

5 come le partite consecutive senza segnare un goal (1986–2010)

Lakhdar Belloumi è il recordmen di presenza per la nazionale algerina, 101. Sulle presenze dei giocatori algerini pesa la decisione della FIFA di non riconoscere alcune delle partite come “Internazionali”.
Belloumi ha giocato 89 partite riconosciute dalla FIFA.
In questo senso, il recordmen è Meftah con 107.

Per quanto riguarda le segnature, Tasfaout Abdelhafid è il recordmen con 36.

 

LA BANDIERA – DRAPEAU DE L’ALGÉRIE

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La bandiera dell’Algeria (Araba: علم الجزائر) è un bicolore verde (lato dell’asta) e bianco, al centro del quale sono presenti una mezzaluna rossa e una stella, anch’essa rossa. La bandiera venne adottata il 3 luglio 1962. Essa è simile a quelle precedenti usate dal Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) e trarrebbe ispirazione dai colori usati da Abdel Kadir nel XIX secolo. Il bianco simboleggia la purezza, mentre il verde è per l’Islam. La mezzaluna è diventata un simbolo islamico, e prende origine dalla bandiera ottomana.

 

IL PAESE

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Dati amministrativi
Nome completo                                    Repubblica Democratica Popolare di Algeria
Nome ufficiale                                      Al-Jumhūriyya al-Jazāʾiriyya al-Dīmuqrāṭiyya al-Shaʿbiyya
Lingue ufficiali                                     arabo, lingua berbera o tamazight (lingua nazionale); francese
Capitale                                                 Algeri  (4.400.000 ab. / 2008)

Politica
Forma di governo                               Repubblica presidenziale
Capo di Stato                                       Abdelaziz Bouteflika
Capo di Governo                                 Ahmed Ouyahia

Ingresso nell’ONU                             8 ottobre 1962
Superficie Totale                                2.381.741 km² (10º)
Popolazione Totale                           36.300.000 ab. (Cens. 2011) (35º)
Densità                                                16 ab./km²
Tasso di crescita                                1,92% (2012)

Economia
Valuta                                                  Dinaro algerino
PIL (nominale)                                  209 329 milioni di $ (2012) (49º)
PIL pro capite (nominale)               5 583 $ (2012) (94º)
PIL (PPA)                                           272 509 milioni di $ (2012) (47º)
PIL pro capite (PPA)                        7 268 $ (2012) (106º)
ISU (2011)                                          0,698 (medio) (96º)
Consumo energetico                        0,08 kWh/ab. anno

Inno nazionale – Qassaman

 

LA MIA ALGERIA

La mia Algeria è una copertina di un settimanale, il Guerin Sportivo, di maggio 1987. Nella copertina c’è una foto, quella di Rabah Madjer. Lui è l’uomo del giorno. Il suo gol, di tacco, in finale di Coppa Campioni contro il Bayern, lo ha reso famoso e così, l’Inter di Pellegrini, l’anno seguente decide di acquistare il nuovo fenomeno del calcio mondiale.
Peccato che le cose non vadano nel verso giusto e durante le visite mediche, Madjer risulti “rotto”. Un serio infortunio muscolare non convince l’Inter che si rifiuta di chiudere la transazione.
Lui, il tacco di Allah, diventa automaticamente il pacco di Allah.
La mia Algeria sono ottanta minuti di torello. Ottanta minuti di tacito accordo tra due nazionali rivali, che più rivali di così, si muore. Quel giorno a Gijon, Mondiali di Spagna82, Germania e Austria diedero vita ad una delle più brutte giornate di sport di sempre. Ai tedeschi per qualificarsi bastava un risultato favorevole (vittoria con 1 o 2 goal di scarto) e gli austriaci non fecero opposizione: il risultato stava bene anche a loro perchè si sarebbero qualificati come secondi. A rimetterci fu la splendida Algeria di Belloumi e Madjer che nella prima partita aveva sorpreso i tedeschi per 2-1.
Il regolamento aiutava le teste di serie che potevano giocare un giorno dopo rispetto alle altre due squadre del girone.
Il patto di Gijon, secondo la versione tedesca, o la vergogna di Gijon secondo quella del resto del mondo, portò una rivoluzione nella disputa del terzo turno delle partite del mondiale che, dall’edizione successiva ovvero Messico86, si sarebbero giocate in contemporanea, per evitare altri episodi simili: il giorno prima, infatti, l’Algeria battè il Cile 3-2.
Il coro di tifosi tedeschi e austriaci che intonano Algeria!Algeria! e bruciano le bandiere delle loro nazionali fa capire, se mai ce ne fosse bisogno, lo scempio che si consumò, quel giorno a Gijon.
Mi ricordo perfettamente mio nonno, seduto davanti alla televisione che disse: “Che schifezza.” – si alzò e andò in balcone.
Non capii. Eppure, esattamente vent’anni dopo, mi toccò mangiare un biscotto scandinavo ancora più amaro che nemmeno la contemporaneità rese più digeribile.

INNO NAZIONALE – QASSAMAN

Qasaman bi-n-nāzilāti l-māḥiqāt
Wa-d-dimāʾi z-zākiyāti ṭ-ṭāhirāt
Wa-l-bunūdi l-lāmiʿāti l-khāfiqāt
Fi-l-jibāli sh-shāmikhāti sh-shāhiqāt
Naḥnu thurnā fa-ḥayātun ʾaw mamāt
Wa-ʿaqadnā al-ʿazma ʾan taḥyā l-Jazāʾir
Fa-shhadū! Fa-shhadū! Fa-shhadū!

Naḥnu jundun fi sabīli l-ḥaqqi thurnā
Wa ʾila stiqlālinā bi-l-ḥarbi qumnā
Lam yakun yuṣğā lanā lamā naṭaqnā
Fa-ttakhadhnā rannata l-bārūdi waznā.
Wa-ʿazafnā nağamata r-rashshāshi laḥnā
Wa-ʿaqadnā al-ʿazma ʾan taḥyā l-Jazāʾir
Fa-shhadū! Fa-shhadū! Fa-shhadū!

Yā Faransā, qad maḍā waqtu l-ʿitāb
Wa-ṭawaynāhu kamā yuṭwā l-kitāb
Yā Faransā ʾinna dhā yawmu l-ḥisāb
Fa-staʿiddī wa-khudhī minnā l-jawāb
ʾInna fī thawratinā faṣlu l-khiṭāb
Wa-ʿaqadnā al-ʿazma ʾan taḥyā l-Jazāʾir
Fa-shhadū! Fa-shhadū! Fa-shhadū!

Naḥnu min ʾabṭālinā nadfaʿu jundā
Wa-ʿala ʾashlaʾinā naṣnaʿu majdā.
Wa-ʿala ʾarwāḥinā naṣʿadu khuldā.
Wa-ʿala hāmātinā narfaʿu bandā.
Jabhatu t-Taḥrīri ʾaʿṭaynāki ʿahdā.
Wa-ʿaqadnā al-ʿazma ʾan taḥyā l-Jazāʾir
Fa-shhadū! Fa-shhadū! Fa-shhadū!

Ṣarkhatu l-ʾawṭāni min sāḥi l-fidā
Ismaʿūhā wa-stajībū li-n-nidā
Wa-ktubūhā bi-dimāʾi sh-shuhadāʾ
Wa-qraʾūhā li-banī l-jayli ğadā.
Qad madadnā laka yā majdu yadā
Wa-ʿaqadnā al-ʿazma ʾan taḥyā l-Jazāʾir
Fa-shhadū! Fa-shhadū! Fa-shhadū

Traduzione in italiano

Giuriamo sulla luce che annienta,
Sul virtuoso e profumato sangue,
Sugli scintillanti e fluttuanti stendardi,
sulle ripide e maestose montagne,
che alla rivoluzione sollevammo in vita o in morte
e scegliemmo che l’Algeria dovesse vivere
Ne siate testimoni! Ne siate testimoni! Ne siate testimoni!

Siam soldati in nome della giustizia che si rivoltò
per la nostra indipendenza si sollevò la guerra.
non ne parlammo con nessuno che non volesse ascoltare
prendemmo i tamburi delle pistole com’ nostro ritmo
il suono dei fucili com’ nostra melodia,
e decidemmo che l’Algeria dovesse vivere –
Ne siate testimoni! Ne siate testimoni! Ne siate testimoni!

Francia, l’era della sottomissione è passata
La chiudemmo come un libro;
Francia, l’ora della riscossa è vicina
Preparati alla nostra risposta!
nella nostra rivoluzione finiscono le chiacchere vuote;
e decidemmo che l’Algeria dovesse vivere-
Ne siate testimoni! Ne siate testimoni! Ne siate testimoni!

Dai nostri eroi faremo un esercito
sui nostri morti avemmo la gloria
Le nostre anime saranno immortali
Leveremo in alto sulle teste la nostra bandiera
Al fronte di liberazione giurammo fedeltà
e decidemmo che l’Algeria dovesse vivere
Ne siate testimoni! Ne siate testimoni! Ne siate testimoni!

Il grido della Patria dai campi di battaglia.
Ascoltate e ottemprate!
che sia scritto col sangue dei martiri
e leggibile dalle generazioni future.
Gloria, ti porgiamo la nostra mano,
e decidemmo che l’Algeria dovesse vivere
Ne siate testimoni! Ne siate testimoni! Ne siate testimoni!

 

I CONVOCATI DELLA NAZIONALE ALGERINA

Portieri: Zemmamouche (USM Alger), Mbolhi (CSKA Sofia), Si Mohamed (CS Constantine)

Difensori: Medjani (Valenciennes), Mandi (Reims), Bougherra (Lekhwiya), Ghoulam (Napoli), Halliche (Coimbra), Belkalem (Watford), Cadamuro (Maiorca), Mesbah (Livorno), Mostefa (Ajaccio)

Centrocampisti: Feghouli (Valencia), Taider (Inter), Lacen (Getafe), Djabou (Club Africain), Brahimi (Granada), Bentaleb (Tottenham), Yebda (Udinese), Mahrez (Leicester City)

Attaccanti: Slimani (Sporting Lisbona), Soudani (Dinamo Zagabria), Ghilas (Porto)

LE DIVISE UFFICIALI DELL’ALGERIA

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