Le 32 protagoniste – Puntata no.27 – Grecia

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LA SQUADRA – (Το Πειρατικό – LA NAVE PIRATA; ETHNIKI – LA NAZIONALE)

Paese che versa in crisi economica, calcio che inverte la tendenza. Capita e se pensiamo all’assioma italico, peggio va il nostro calcio, meglio va la nazionale (vedasi 1982 e 2006, dopo due bufere da Calcioscommesse). Come se il calcio fosse un elemento di riscatto per un popolo intero e i giocatori ellenici ne fossero i portavoce.
E così, nonostante una qualificazione conquistata solo ai playoff, i greci centrano la partecipazione al mondiale brasiliano. Nel girone di qualificazione, Samaras e compagni avevano fatto quanto possibile per arrivare primi ma la Bosnia li ha relegati al secondo posto e i greci hanno dovuto eliminare la Romania nel doppio confronto. (4-2 il computo finale).
Squadra terribilmente noiosa e ostica da affrontare, la Grecia imposta il suo credo tattico sulla inibizione delle fonti di gioco avversarie, giocando di fatto di rimessa, in un eterno catenaccio non molto spettacolare ma tremendamente efficace.
Basti pensare che dei 4 goal subiti nelle dieci partite di girone, tre sono arrivati tutti contro la Bosnia, nell’unica partita persa dagli uomini di Fernando Santos. Uomo di grande intelligenza, dal suo arrivo ha cambiato poco e niente della mentalità e del gioco della nazionale che fu di Otto Rehhagel.
Molta acqua è passata sotto i ponti di quel trionfo europeo in terra portoghese, molti sono i calciatori che si sono ritirati per raggiunti limiti di età, ma Santos può contare sull’entusiasmo di nuove interessanti leve.
In porta Karnezis ha raccolto il testimone che fu di Nikopolidis, una vera icona del calcio greco. La linea difensiva vede la presenza di numerosi giocatori e la presenza del blocco Olympiakos (Manolas, Maniatis, Holebas) consente a Santos di avere giocatori rodati dalla loro esperienza quotidiana. Torosidis della Roma (buona la sua annata con i giallorossi), Papastathopoulos rincalzo nel Dortmund e Moras del Verona sono uomini di sicuro affidamento.
A centrocampo l’eterna promessa Tziolis (un passato con più ombre che luci a Siena) guida la pattuglia degli italiani: Karagounis, ex Inter, sarà titolare inamovibile nella squadra di Santos; Tachtsidis e Fetfazidis hanno disputato una stagione a corrente alternata, mentre Lazaros e Kone non sono riusciti ad impedire la retrocessione del Bologna.
L’attacco sterile, nonostante le promesse di Santos (“La mia Grecia giocherà un calcio molto offensivo”- disse il giorno della sua presentazione), ruota attorno ai chiari di luna di Samaras, Salpingidis e Gekas. Mentre Mitroglou non ha trovato giovamento dal suo passaggio al Fulham.
Inserita nel gruppo C con Colombia, Costa d’Avorio e Giappone, sembra essere la cenerentola del gruppo. La storia le ha gia regalato la sua scarpetta e il suo principe azzurro con la vittoria dell’Europeo2004.
Sono poche le chances di andare oltre il primo turno ma gli uomini di Santos, potrebbero addormentare tutti e tre i match, sperando di colpire in contropiede. La loro unica speranza di salvezza.

 

LA STELLA – GIORGOS KARAGOUNIS

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Classe 1977, una carriera straordinaria in giro per l’Europa: Panathinaikos, Inter, Benfica, ancora Panathinaikos e poi Fulham. Recordmen di presenze con la maglia della nazionale. Leader assoluto in campo, centrocampista geometrico, abile in entrambe le fasi, capace di giocare dietro le punte ma anche in posizione interna (talvolta anche in fascia, all’inizio della carriera). Dotato di un buon tiro e di una buona propensione per il goal, Giorgos Karagounis sarà l’uomo a cui Santos affiderà le chiavi del centrocampo ellenico.
Typaras, Il Grande Ragazzo, è un giocatore in perpetuo movimento. Motorino instancabile che si appresta al suo canto del cigno.
Questo sarà il suo ultimo Mondiale, nel quale proverà ancora una volta a ripulire palloni per servirli alle punte.
Inevitabilmente Karagounis, sarà lui il capitano della nazionale greca e il giocatore in grado di fare la differenza in una nazionale tecnicamente poco qualitativa.

LA GRECIA AI MONDIALI

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RECORD

1 come la vittoria ai Mondiali, nel 2010: Grecia batte Nigeria 2-1

6 come le partite giocate, 6 come le volte in cui la Grecia ha concesso almeno un goal

71 anni e 317 giorni, l’età del tecnico Otto Rehhagel – Sudafrica2010

132 come le presenze con la maglia bianca della nazionale, sono quelle di Giorgos Karagounis

 

LA BANDIERA – Σημαία της Ελλάδας

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La Bandiera greca (Σημαία της Ελλάδας) è composta da nove strisce orizzontali di eguali dimensioni a colori alterni. Nella legge greca N 851 del 1978 si fa riferimento alla bandiera della repubblica come formata dai colori bianco e ciano (Art1/Comma1:Η Εθνική Σημαία της Ελλάδος είναι κυανόλευκος… λευκος, bianco e κυανό, ciano). La prima striscia partendo dall’alto è color ciano. Nell’angolo superiore sul lato dell’asta è presente un quadrato, color ciano anch’esso, con una croce greca bianca al centro. La croce simboleggia la chiesa greco-ortodossa, rappresentante del Cristianesimo ortodosso (religione ufficiale della Grecia) e in particolare la riconoscenza del popolo greco verso di essa, per l’importante ruolo giocato nel mantenimento di una certa identità nazionale, durante i secoli della dominazione ottomana, dove la chiesa era, fondamentalmente, l’unico mezzo attraverso il quale imparare a scrivere e a leggere in greco, grazie alle cosiddette “scuole nascoste” (cryfà scholìa), vere e proprie scuole fuorilegge, in cui gli uomini di chiesa mettevano la loro istruzione al servizio della popolazione.
Le nove strisce, invece, rappresentano le nove sillabe della frase “Libertà o morte” (Έλευθερία ή Θάνατος – E-lef-the-rì-a i Thà-na-tos). A questa interpretazione se ne aggiunge un’altra, dove le nove strisce rappresentano le nove lettere della parola Έλευθερία (Libertà). Infine, entrambi i colori sono quelli della Casa Reale, d’origine danese, regnante in Grecia fino al 1967 (si ricordi che agli inizi del XX secolo i re danesi cercarono di impedire all’Islanda di avere una sua propria bandiera con la scusa che quella proposta nel 1897 era troppo simile a quella greca). Più probabile un riferimento all’azzurro del mare e del cielo e al bianco della schiuma delle onde, delle nuvole e la purezza dell’anima greca.

IL PAESE

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Dati amministrativi
Nome completo                   Repubblica Ellenica
Nome ufficiale                     Ελλας-Ellas – Ελληνική Δημοκρατία-Ellinikí Dhimokratía
Lingue ufficiali                    greco
Capitale                                 Atene  (745.514 (comune), 4.013.368 (area metropolitana) ab. / 2007)

Politica
Forma di governo               Repubblica parlamentare
Presidente                            Karolos Papoulias
Primo Ministro                   Antonis Samaras
Ingresso nell’ONU              25 ottobre 1945
Ingresso nell’UE                 1º gennaio 1981
Superficie Totale                131.940 km² (94º)

Popolazione Totale            11.295.002 ab. (2010) (74º)
Densità                                 84 ab./km²
Tasso di crescita                 0,06% (2012)

Economia
Valuta                                    Euro
PIL (nominale)                    249 199milioni di $ (2012) (43º)
PIL pro capite (nominale) 22 072 $ (2012) (37º)
PIL (PPA)                             273 897 milioni di $ (2012) (46º)
PIL pro capite (PPA)          24 260 $ (2012) (42º)
ISU (2011)                            0,861 (molto alto) (29º)

Inno nazionale – Imnos Is Tin Eleftherian

LA MIA GRECIA

La mia Grecia è un tifoso. Uno che parte da Atene, attraversa il Mediterraneo per fare invasione di campo, prima dell’inizio di una partita di Coppa UEFA allo stadio Comunale di Torino: è la mia prima partita di Coppa. Una bella sera di settembre, distinti centrali, il bandierone della Maratona che va da parte a parte, le lucine che lo illuminano. Toro batte Panathinaikos 2-1.
Il tipo stende una bandiera verde e si inginocchia nemmeno fosse un musulmano a La Mecca.
La mia Grecia è un silenzio. Quello della partita di ritorno, quando il Toro segna il gol che vale la qualificazione. Succederà di tutto quella sera ad Atene, compreso Pileggi inseguito da un’orda di greci inferociti e Zaccarelli che torna a Torino con un timpano lesionato.
Non era facile (e non lo è tuttora) giocare contro i greci.
La mia Grecia è una serie di libri di scuola. Atene contro Sparta, la democrazia, il popolo, i filosofi. La culla della civiltà. Solo che come spesso accade, a scuola, non tutto passa con la passione necessaria, e le imposizioni dovute ai voti fanno sì, che argomenti straordinariamente belli ed entusiasmanti finiscano per essere noiose nozioni da imparare a memoria.
La mia Grecia è un tiro in sospensione. Lo scaglia con costante regolarità un signore con la maglia numero 4 della nazionale greca, all’anagrafe Nikos Galis, playmaker dell’Aris e condottiero nell’Europeo (generosamente consegnato da arbitraggi casalinghi) del 1987.
Assistman straordinario, eccellente marcatore, sfuggente e terribilmente antipatico. Nella semifinale dell’Europeo1989 ne fece 45 su 81, portando la Grecia in finale.
La mia Grecia è un film italiano, vincitore di un Oscar nel 1992. La storia di un manipolo di soldati italiani durante la seconda guerra Mondiale, dimenticati su un’isola – dell’Egeo che non conta un cazzo – e tagliati fuori dal conflitto bellico.
Mediterraneo è un film generazionale, non è un capolavoro di regia o di sceneggiatura. Non è nemmeno recitato in maniera indimenticabile ma è uno dei film dell’anima e del cuore.
Divertente e a tratti amaro, rappresenta un popolo italiano straccione e pezzente che piace tanto agli americani dell’Academy.
L’ultima scena con il re-incontro dei tre ex soldati mi fa sempre commuovere.
La mia Grecia è un ristorante, greco, in Polonia, a Bydgosczcz, di fronte allo stadio Zawisza. Ero lì per i Mondiali di Atletica juniores e il ristorante greco a pranzo ci sfamava con grande soddisfazione. Il problema era la grande quantità di cibo che si mangiava. I pomeriggi di luglio, sotto il sole, con le melanzane che ti pesano sullo stomaco. E buona pennichella.

INNO NAZIONALE – IMNOS IS TIN ELEFTHERIAN

Se gnorízo apó tin kópsi
tou spathioú tin tromerí,
Se gnorízo apo tin opsi
pou me viá metrá[i] ti[n] ji.
Ap’ta kokkala vgalméni

ton Ellínon ta ierá,
Ke san próta andrioméni,
khére, o khére,
Eleftheria!

Traduzione letterale

Ti conosco dal taglio
tremendo della spada
ti conosco dal volto
che con fretta misura la terra
Risollevata dalle ossa
sacre dei Greci,
e valorosa come prima,
ave, o ave, Libertà

 

I CONVOCATI DELLA NAZIONALE GRECA

Portieri: Orestis Karnezis (Granada), Panaglotis Glykos (PAOK), Stefanos Kapino (Panathinaikos)

Difensori: Kostas Manolas (Olympiakos), Giannis Maniatis (Olympiakos), Jose Holebas (Olympiakos), Sokratis Papastathopoulos (Borussia Dortmund), Giorgios Tzavellas (PAOK), Loukas Vyntra (Levante), Vasilis Torosidis (Roma), Vangelis Moras (Hellas Verona)

Centrocampisti: Alexandros Tziolis (Kayserispor), Andreas Samaris (Olympiakos), Kostas Katsouranis (PAOK), Giorgos Karagounis (Fulham), Panagiotis Tachtsidis (Torino), Ioannis Fetfatzidis (Genoa), Lazaros Christodoulopoulos (Bologna), Panagiotis Kone (Bologna)

Attaccanti: Dimitris Salpingidis (PAOK), Giorgios Samaras (Celtic), Konstantinos Mitroglou (Fulham), Theofanis Gekas (Konyaspor)

 

LE DIVISE UFFICIALI DELLA NAZIONALE GRECA

Greece+2014+World+Cup+Home+Kit+(1)Greece+2014+World+Cup+Away+Kit+(1)

 

 

 

 

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