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Le 32 protagoniste – Puntata no.32 – Uruguay

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LA SQUADRA – (LA CELESTE; LA OLIMPICA)

Agli ordini del Maestro Oscar Tabarez, la Celeste è approdata in maniera più problematica del dovuto al Mondiale brasiliano.
Inclusa nel solito, infinito, “campionato” sudamericano di qualificazione, la squadra di Suarez (capocannoniere delle qualificazioni con 11 reti) ha concluso al quinto posto in classifica, quello utile per lo spareggio interzona con la squadra asiatica qualificatasi al barrage, ovvero la Giordania.
Ciò che doveva accadere è accaduto: troppo debole la squadra asiatica, troppo forte l’Uruguay e qualificazione avvenuta in extremis nel doppio spareggio (5-0 complessivo).
Squadra di grande tradizione nonostante il numero di abitanti presenti sul territorio nazionale (quasi 3,3 milioni di abitanti, cioè quanto Roma…), l’Uruguay torna sul luogo del delitto. Già, perchè nel 1950 proprio in Brasile, la Celeste battè in finale i padroni di casa, gettando un paese intero nello sconforto: fu il cosiddetto Maracanazo che ancora oggi resta un incubo indicibile per i verdeoro.
L’Uruguay di oggi è una squadra temibile e in crescita rispetto allo straordinario mondiale sudafricano, consapevole delle proprie possibilità e della propria forza.
Il portiere Muslera, in forza al Galatasaray ma con un passato italiano alla Lazio, è cresciuto moltissimo e ha alle sue spalle partite importanti nelle quali è stato all’altezza.
In difesa il totem Diego Lugano, una carriera da giramondo con la fama del duro dal goal facile, insieme alla rivelazione Godin, autore di una stagione da incorniciare, un gol che è valso una Liga e un gol nella finale di Champions che solo il cronometro ha reso vano e che stava per decretare un clamoroso doppio successo per i Colchoneros dell’Atletico.
Insieme a loro, sulle fasce, Fucile e Maxi Pereira, mentre Caceres può essere il jolly utile sia in fascia, sia in mezzo. Da tenere d’occhio Coates, un passato da grande promessa al Liverpool, senza entusiasmare.
A centrocampo tanti muscoli e qualche lampo di genio: Perez (inguardabile al Bologna di quest’anno) ha vinto il premio alla carriera, così anche Arevalo Rios (ex Palermo) e Alvaro Pereira disastroso nelle annate neroazzurre.
I lampi di genio possono venire da Lodeiro, l’eterna promessa del calcio uruguagio, Gaston Rodriguez che a Bologna rimpiangono ancora e Cristian Rodriguez, El Cebolla (perchè faceva piangere i difensori avversari, ma quando era al Benfica a piangere erano soprattutto i suoi tifosi), mentre Walter Gargano è il metronomo di centrocampo, in grado di dettare tempi e creare geometrie.
In attacco, la coppia meglio assortita e, in questo momento, più forte del mondo: Luis Suarez e Edinson Cavani. Suarez quest’anno ha giganteggiato in Premier League con 31 goal in 33 presenze. Cavani si è confermato nel Paris di Ibra ed è il classico giocatore da competizione breve: goal e prestazioni, esperienza e spirito di abnegazione.
A completare il reparto, il vecchio Forlan, un’altra eterna promessa, Abel Hernandez (Palermo) e un ex Reggina che stupisce ancora una volta per la sua convocazione: Cristian Stuani. Cosa ci faccia lui in Brasile è un mistero, ma voglio fidarmi del Maestro Tabarez: so che non si sbaglia.
Inserita nel girone D, con Italia, Inghilterra e Costa rica, è favorita al passaggio del turno e punta alla vittoria del girone. Con un attacco così e una difesa arcigna, può realmente pensare in grande.
Se poi, come molti dicono, la storia è ciclica, mi piacerebbe vedere un’altra finale Brasile-Uruguay. Non sottovalutare la Celeste e ricordate il motto tratto dall’inno nazionale: “La patria o la tumba!”
Loro sono pronti. C’è da scommetterci.

LA STELLA – LUIS SUAREZ

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El Pistolero, all’anagrafe Luis Suarez, il bad boy del calcio uruguayano è esploso definitivamente quest’anno. Dopo un passato tra Nacional, Groningen e Ajax, il numero 7 dei Reds di Liverpool ha riportato i suoi in Champions dopo anni di assenza. Solo il City gli ha impedito di vincere la sua prima Premier.
Attaccante completo, formidabile fromboliere, veloce, spietato sotto porta e dal carattere terribile che lo ha condannato in più di una occasione: gli insulti razzisti ad Evra prima e il morso alla Tyson nei confronti del malcapitato Ivanovic, sono solo la punta dell’iceberg caratteriale di Suarez, spesso criticato anche per le sue simulazioni.
Scaltro e furbo, dimostrò tutta la sua genialità nei quarti di finale del Mondiale Sudafricano contro il Ghana. Il suo fallo di mano sulla linea, al 121esimo salvò l’Uruguay, visto che Asamoah Gyan sbagliò il rigore della vittoria.
Ovviamente ai rigori e nella partita successiva Suarez non potè giocare visto che venne espulso, ma di fatto quel gesto (antisportivo ma vitale) consentì all’Uruguay di giungere in semifinale regalando agli Orientales il miglior risultato dopo quarant’anni (anche nel 1970 arrivarono in semifinale): serve uno sforzo in più e il Pistolero è pronto a colpire.

L’URUGUAY AI MONDIALI

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RECORD

3 come le volte in cui l’Uruguay è finito al quarto posto (record – 1954, 1970, 2010)

+3 come la miglior differenza reti per match stabilita dall’Uruguay nel Mondiale del 1930

20 come i match necessari all’Uruguay per qualificarsi ai Mondiali del 2002 e del 2010

La miglior performance in un Mondiale: 1930, 4 vittorie su 4, 15 goal fatti, 3 subiti

11 come i match consecutivi in cui l’Uruguay ha segnato almeno due goal (1930-1954)

56 come i secondi necessari a José Batista per farsi espellere: Uruguay-Scozia, Messico86

199.854 spettatori al Maracanà è la più alta affluenza di pubblico mai vista per un Mondiale. Uruguay batte Brasile 2-1 (1950) E’ il Maracanazo.

Curiosità: La Celeste sfoggia sul petto 4 stelle. 2 sono quelle dei Mondiali (1930, 1950), le altre 2 sono quelle relative alle vittorie nelle Olimpiadi di Parigi (1924) e Amsterdam (1928)

LA BANDIERA – Bandera de Uruguay

bandiera-dell&-39;uruguay-clip-art_434827La bandiera dell’Uruguay è stata adottata per legge il 16 dicembre 1828. La bandiera è composta da nove strisce orizzontali in bianco (5 strisce) e blu (4 strisce) alternati. Nel cantone superiore sinistro è presente un quadrato bianco recante il sole di maggio a 16 raggi (8 dritti ed 8 ondulati). Fino al 12 luglio 1830, la bandiera contava diciassette strisce e il sole aveva 32 raggi.

IL PAESE

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Dati amministrativi
Nome completo                    Repubblica Orientale dell’Uruguay
Nome ufficiale                      República Orienta del Uruguay
Lingue ufficiali                      spagnolo
Altre lingue                            portoghese (Nel nord dello stato)
Capitale                                  Montevideo  (1.338.408 ab. / 2009)

Politica
Forma di governo                 Repubblica presidenziale
Presidente                              José Mujica Cordano
Ingresso nell’ONU               18 dicembre 1945
Superficie Totale                  176.215 km² km² (90º)
Popolazione Totale               3 251 526 ab. (stima 2011 — fonte: INE) (133º)
Densità                                   19 ab./km²
Tasso di crescita                   0,24% (2012)

Economia
Valuta                                     Peso uruguaiano
PIL (nominale)                    49 920milioni di $ (2012) (79º)
PIL pro capite (nominale) 14 767 $ (2012) (47º)
PIL (PPA)                              53 631 milioni di $ (2012) (91º)
PIL pro capite (PPA)           15 865 $ (2012) (61º)
ISU (2011)                             0,783 (alto) (48º)

Inno nazionale – Himno Nacional de la República Oriental del Uruguay

IL MIO URUGUAY

Il mio Uruguay è un torneo di calcio per nazionali organizzato alla fine del 1980. Lo chiamarono Mundialito ed è uno dei primi ricordi calcistici che ho. La televisione in bianco e nero rimandava in onda la sconfitta della nazionale italiana, contro l’Uruguay e il nome che rimase impresso nella mia memoria di ragazzino fu quello di Victorino. Arrivò poi in Italia nell’estate successiva, al Cagliari senza lasciare traccia del grande bomber che fu. El Piscador fu uno dei bidoni che approdarono in Italia dopo la riapertura delle frontiere. E non fu l’unico.
Il mio Uruguay è un allenatore di Lipari, Sicilia. Lui era Franco Scoglio, il Professore, straordinario personaggio, funambolo della parola, grande tattico e grande oratore. Il suo mentore, uno tra gli altri, era proprio quell’Oscar Tabarez che allena la Celeste e del quale, nelle interviste a Franco Scoglio, ricorreva spesso il nome. Una volta, il Professore si vantò di aver oltrepassato l’Oceano per recarsi a Montevideo, a casa di Tabarez, per parlare un intero pomeriggio della posizione in campo di Santiago Ostolaza, “centromediano metodista alto 1e90. Uno spettacolo”.
Il mio Uruguay è un calciatore dalla classe cristallina che approda al Toro troppo tardi dopo una carriera straordinaria. Lui all’anagrafe è Enzo Francescoli, uno dei più talentuosi numeri 10 di sempre. El Principe era un giocatore elegante, non molto dinamico, ma straordinariamente divertente. Dopo Racing Club, Marsiglia e Cagliari, approda al Toro dove nonostante qualche lampo di classe purissima, non lascia il segno. Così, sul viale del tramonto va al River Plate dove invece giganteggia vincendo addirittura una Libertadores.
Il mio Uruguay è una serata di calcio a 7. Nel campo dove sto per entrare, c’è un giocatore di colore che viaggia ai 200 all’ora. Nessuno riesce a fermarlo. Lui è Franco Ramallo, acquisto miliardario del Toro di Cimminelli, 18 miliardi di lire, per la precisione. E la domanda è? Ma lui perchè è qui a fare il fenomeno contro panciuti impiegati e ragazzotti dai piedi di legno? Beh, facile. Lui è qui perchè il Toro è fallito e non riesce a trovare una squadra. Lo farà, dopo pochi mesi, tornando in Uruguay, al Penarol.
Il mio Uruguay è un articolo di giornale. Si parla di José Pepe Mujica, presidente dell’Uruguay. È un reportage sull’Uruguay (Internazionale no. 1049) con qualche domanda al Presidente. Personaggio sui generis, non ha scorta, vive in una catapecchia, devolve l’80 per cento del suo stipendio ad un fondo per le case popolari e al suo partito. Mujica ha dato speranza ad un paese che è stato scelto dall’Economist come paese dell’anno 2013.
Che sia un uomo di quasi 80 anni, con idee innovative, intraprendenza, vitalità e forza, a ricostruire un paese in grave difficoltà come l’Uruguay fa quanto meno riflettere. Il Presidente che tutti vorrebbero.

 

INNO NAZIONALE – Himno Nacional de la República Oriental del Uruguay

Orientales, la Patria o la tumba,
Libertad o con gloria morir!
Orientales, la Patria o la tumba,
Libertad o con gloria morir!

Es el voto que el alma pronuncia,
Y que heroicos sabremos cumplir.
Es el voto que el alma pronuncia,
Y que heroicos sabremos cumplir.
¡Que sabremos cumplir!

Es el voto que el alma pronuncia,
Y que heroicos sabremos cumplir!
¡Que sabremos cumplir!
¡Sabremos cumplir!
¡Sabremos cumplir!
¡Sabremos cumplir!

¡Libertad, libertad, Orientales!
Este grito a la patria salvó.
que a sus bravos, en fieras batallas,
De entusiasmo sublime inflamó.

¡Libertad, libertad, Orientales!
Este grito a la patria salvó.
que a sus bravos, en fieras batallas,
De entusiasmo sublime inflamó.

De este don sacrosanto la gloria
Merecimos. Tiranos ¡temblad!
Tiranos ¡temblad!
Tiranos ¡temblad!

¡Libertad! en la lid clamaremos.
Y muriendo, también ¡Libertad!
¡Libertad! en la lid clamaremos.
Y muriendo, también ¡Libertad!
Y muriendo, también ¡Libertad!
También ¡Libertad!
También ¡Libertad!

Orientales, la Patria o la tumba,
Libertad, o con gloria morir!
Orientales, la Patria o la tumba,
Libertad, o con gloria morir!

Es el voto que el alma pronuncia,
y que heroicos, sabremos cumplir.
Es el voto que el alma pronuncia,
y que heroicos, sabremos cumplir!
¡Que sabremos cumplir!

Es el voto que el alma pronuncia,
y que heroicos, sabremos cumplir!
¡Que sabremos cumplir!
¡Sabremos cumplir!
¡Sabremos cumplir!
¡Sabremos cumplir!

Traduzione in italiano

Orientali, la Patria o la tomba,
Libertà o morire con gloria!
Orientali, la Patria o la tomba!
Libertà o morire con gloria!

È il voto che l’anima pronuncia
e che eroici sapremo compiere!
È il voto che l’anima pronuncia
e che eroici sapremo compiere!
Che sapremo compiere!

È il voto che l’anima pronuncia
e che eroici sapremo compiere!
Che sapremo compiere!
Sapremo compiere!
Sapremo compiere!
Sapremo compiere!

“Libertà, libertà Orientali!”
Questo grido la Patria salvò.
Che i suoi prodi nelle fiere battaglie
Di sublime entusiasmo infiammò.

“Libertà, libertà Orientali!”
Questo grido la Patria salvò.
Che i suoi prodi nelle fiere battaglie
Di sublime entusiasmo infiammò.

Di questo dono sacrosanto la gloria
Meritiamo: tiranni tremate!
Tiranni tremate!
Tiranni tremate!

“Libertà!” nella lotta grideremo,
E anche morendo “Libertà”!
“Libertà!” nella lotta grideremo,
E anche morendo “Libertà”!
E anche morendo “Libertà”!
Anche “Libertà”!
Anche “Libertà”!

Orientali, la Patria o la tomba,
Libertà o morire con gloria!
Orientali, la Patria o la tomba!
Libertà o morire con gloria!

È il voto che l’anima pronuncia
e che eroici sapremo compiere!
È il voto che l’anima pronuncia
e che eroici sapremo compiere!
Che sapremo compiere!

È il voto che l’anima pronuncia
e che eroici sapremo compiere!
Che sapremo compiere!
Sapremo compiere!
Sapremo compiere!
Sapremo compiere!

 

I CONVOCATI DELLA CELESTE

Portieri: Fernando Muslera (Galatasaray), Martin Silva (Vasco Da Gama), Rodrigo Munoz (Libertad).

Difensori: Diego Lugano (West Bromwich Albion), Diego Godin (Atletico Madrid), José Maria Gimenez (Atletico Madrid), Martin Caceres (Juventus), Maximiliano Pereira (Benfica), Jorge Fucile (Porto), Sebastian Coates (Nacional)

Centrocampisti: Egidio Arevalo Rios (Morelia), Walter Gargano (Parma), Diego Perez (Bologna), Alvaro Gonzalez (Lazio), Alvaro Pereira (San Paolo), Cristian Rodriguez (Atletico Madrid), Gaston Ramirez (Southampton), Nicolas Lodeiro (Botafogo)

Attaccanti: Luis Suarez (Liverpool), Edinson Cavani (PSG), Diego Forlan (Cerezo Osaka), Cristian Stuani (Espanyol), Abel Hernandez (Palermo, Ita)

 

LE DIVISE UFFICIALI DELLA NAZIONALE URUGUAYANA

Uruguay+2014+World+Cup+Home+Kit+(1)Uruguay+2014+World+Cup+Away+Kit+(1)

Pubblicato da Danilo Baccarani

Di Torino, amante di calcio e sport, laureato in storia del Cinema, innamorato di Caterina e Francesco, sposato con il Toro. Se rinascessi vorrei la voleè di McEnroe e il cappotto di Bogart. Ché non si sa mai.

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