Diario #13 – Dramma, sangue e biscotti

Il resoconto della giornata #13 – Dramma, sangue e biscotti

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Lo hanno rifatto di nuovo, nella migliore tradizione che li vede inventori di quei meravigliosi biscotti burrosi fragranti e deliziosi, dolci il giusto, accatastati in quelle belle scatole blu che, una volta vuote, diventano proprietà di di mamme e nonne che vi ripongono ago e filo. 

Biscotti danesi per tutti. Per eliminare l’Italia ad Euro2004, per garantirsi una anonima seconda piazza nel girone eliminatorio a Russia2018.
Non c’è stato bisogno di impegnarsi più di tanto, visto l’harakiri australiano contro un orgoglioso Perù e così la Danimarca si è limitata a contenere una Francia votata al minimo sindacale (e sono tre su tre).
Lo 0-0 con i galletti è il primo match che finisce a reti inviolate dall’inizio del torneo.

Uno schifo, insomma. Non si capisce perché all’ultima partita, con la possibilità di arrivare primi nel proprio girone, i danesi scelgono scientemente di non giocare, e di andare a incrociare la temibile Croazia.
Sarà…ma per quanto mi riguarda, c’è del marcio in Danimarca.

Il rimpianto di giornata è quello del Perù. La bella e netta vittoria contro l’Australia acuisce i rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato.
Due sconfitte di misura con Danimarca e Francia senza mai demeritare e per la Blanquirroja, la vittoria di oggi ha il sapore amaro dell’eliminazione.
Il girone C era davvero alla portata della squadra di Ricardo Gareca.

Delusione Aussie
Delusione Aussie


Menzione finale per Paolo Guerrero: fortemente voluto alla fase finale dopo la spiacevole questione cocaina/doping che, in un primo momento pareva averlo estromesso dai giochi.

Il capitano del Perù ha dimostrato grande cuore e soprattutto grande attaccamento ai colori: il gol con cui si chiude il Mondiale del Perù (e la relativa esultanza) sono il giusto premio ad una nazione che aspettava questo momento da trentasei lunghi anni.
Chiosa sull’Australia: non è bastato Jedinak e Tim Cahill non ha fatto miracoli. Pochissima cosa questa compagine Aussie.

Paolo Guerrero
Paolo Guerrero

Il girone D, in notturna, offriva il potenziale dramma argentino e la prima altrettanto potenziale clamorosa eliminazione.
In contemporanea Croazia e Islanda (con i primi imbottiti di riserve) e i secondi alla ricerca di un successo e di notizie positive da Pietroburgo.
La partita dell’Argentina è stata un’altalena di emozioni che sintetizziamo qui di seguito con alcune foto esplicative.

Diapositiva 1-2-3 
Lo stop di Messi, coscia e piede, poi il tiro (di destro) di rara bellezza che finisce alle spalle del portiere Uzoho. Maradona, diapositiva 3, “esulta” a modo suo.

La Nigeria non si da per vinta e grazie ad un rigore generoso, pareggia con Moses.
La partita diventa drammatica. Un VAR grazia l’Argentina e la Nigeria sfiora il gol del vantaggio. Il dramma sembra compiersi con l’Albiceleste incapace di reagire. Entrano Meza, Pavon e Aguero, Higuain fallisce una buona occasione e quando il match sta per morire, Rojo inventa la voleé vincente per il 2-1 finale.

Finisce con Maradona che esulta sempre a modo suo, con Sampaoli che urla e con Mascherano e Messi che si abbracciano a metà campo. La Nigeria esce a testa alta e l’Argentina dopo aver visto l’inferno si rilancia nella notte più buia.
Solo il futuro sa cosa accadrà alla truppa ammutinata di Sampaoli, oramai delegittimato dallo spogliatoio che ha imposto giocatori e formazione.

Nell’altro match, la Croazia si impone per 2-1 sull’Islanda che finisce la sua corsa mondiale con un solo punticino.
Non è bastato puntare sulla favola islandese e l’esperienza a questi livelli resta un fattore.
La Croazia vince il girone a punteggio pieno ed è più di un outsider. Il difficile arriva adesso dovendo proseguire a fari spenti e non esaltandosi più di tanto per quanto fatto finora.

Gli highlights di giornata
Australia-Perù
Danimarca-Francia
Islanda-Croazia
Nigeria-Argentina

Gli incroci degli ottavi:
Uruguay-Portogallo
Francia-Argentina
Spagna-Russia
Croazia-Danimarca

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