Diario #17 – Rigorosi

Il resoconto della giornata #17 – Rigorosi

Due ottavi di finale. Due partite sulla carta chiuse dal pronostico (a favore di Spagna e Croazia), lo spettro dei rigori (per qualcuno), l’unica, o quantomeno una via plausibile per passare il turno.
Protagonista del giorno: la difesa. Russi e danesi l’hanno messa giù così. Senza tanti fronzoli. 
Difesa arcigna, dura, rigorosa.

Il secondo protagonista è stato un onesto terzino sinistro in forza all’Ipswich Town: da ieri, il mondo sa che Knudsen batte delle rimesse laterali a lunga gittata, tanto che uno degli schemi danesi è volto alla ricerca della touche, in pieno spirito rugbistico.
Altri protagonisti del giorno, Igor Akinfeev e Danijel Subasic, portieri che nella lotteria dei rigori si esaltano e trascinano le loro squadre al turno successivo.
Per il russo, una vera e propria rivincita dopo una lunga serie di amarezze e di scivoloni che gli hanno impedito di essere ricordato come l’erede della grande scuola sovietica.
Akinfeev fino a ieri era il portiere dei 43 match consecutivi con gol subito, in Champions League; il colpevole del fallimento della spedizione 2014: la parata su Iago Aspas lo ha rilanciato e ovviamente il numero uno russo è diventato l’eroe nazionale.
Insieme agli altri due estremi, ecco l’ottimo Schmeichel, anche se le sue prodezze non sono bastate nell’impresa di qualificare la Danimarca.

La foto del giorno – Cuore di papà Schmeichel

Ed ecco come papà, ha vissuto la sua serata in tribuna. Qui.

Ultimi protagonisti del giorno, i numeri 10. Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore, diceva il Principe De Gregori e ieri, Modric e Eriksen, i due talenti di Croazia e Danimarca, quella paura l’hanno vinta. Si sono presentati sul dischetto con alterne fortune.
Il primo, sul morire dei supplementari ha avuto il pugno della buonanotte ma Schmeichel ha bloccato il suo tentativo dagli undici metri, rimandando tutti all’epilogo dei calci di rigore.

Eriksen si è presentato per primo sul dischetto e Subasic ha dovuto superarsi per respingere la massima punizione del danese. Il ragazzo ha mostrato lampi di classe ma il suo mondiale non è stato all’altezza delle aspettative. 
La Danimarca poteva solo salvarla lui, perché lui è la Danimarca.
A questo punto, dopo che tutti e due i numeri dieci avevano mostrato la loro debolezza nel momento clou, ecco che Modric ha preso nuovamente il pallone, novello Beccalossi, e lo ha adagiato nuovamente sul dischetto.
Non oso immaginare cosa sia passato per la testa al giocatore croato.
Eppure Modric ha tirato (male, a dire il vero) e segnato, ed è riuscito a evitare una doppia beffa. 
Il rigore finale di Rakitic manda la Croazia ai quarti di finale.

Un passo indietro e fatemi riparlare della Spagna.
Gli indizi, soprattutto in questo sport, diventano facilmente una prova.
La Spagna (come l’Argentina e la Germania) non aveva destato impressione positiva durante le partite del girone e pur essendo squadra piena di campioni (perché lo è), ha mostrato che il superamento del tiki-taca (o come diavolo si scrive) è qualcosa che va elaborato.
Lenti, orizzontali, senza guizzi e soprattutto senza idee, gli spagnoli bissano la prestazione di Brasile 2014 ed escono tra mille dubbi e polemiche. Unica nota a favore degli spagnoli, la tragicomica situazione legata alla cacciata di Lopetegui…roba non da poco, sia chiaro.
Piaccia o non piaccia, la Russia ha fatto quanto poteva e doveva fare e la Spagna si è avvitata su se stessa battendo, anzi sbattendo, sul muro russo.

Chiosa
Però, in conclusione, questa è la bellezza di questo gioco. Vedete, prima di ogni partita mio figlio mi chiede “chi è più forte tra le due squadre?”. Ho fatto mia una frase che ha anche una valenza “educativa” che è utile per chi vuol spiegare ai propri figli i valori dello sport in generale.
Io rispondo sempre che è più forte chi riesce a fare del suo meglio mettendo in difficoltà gli avversari. Poi però, il calcio mi smentisce. 
Il calcio ha livellato i suoi valori. Lineker diceva che vincevano sempre i tedeschi, e sbagliava. 
A vedere le partite di questo mondiale, pare che paghi, e molto, essere organizzati. 
Non ci sono squadre da stropicciarsi gli occhi, i soliti favoriti sono usciti malamente, e adesso ci sono anche i rigori, dove contano mille fattori che spesso, con il calcio, non hanno nulla da spartire.

Ps. Non c’entra nulla ma mio figlio Francesco ha fatto la sua profezia. La finale del 15 luglio sarà Brasile-Croazia.
Segnatevelo.

Gli highlights del giorno
Spagna-Russia
Croazia-Danimarca

 

Quarti di finale
Uruguay-Francia

Croazia-Russia

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