Diario #20 – Europa, Europa!

Il resoconto della giornata #20 – Europa, Europa!

Primo giorno di quarti di finale ed Europa che fa la voce grossa. Escono Uruguay e soprattutto Brasile. La coppa resta in Europa.
La sorpresa più grande è quella di Kazan, con la verdeoro eliminata da un eroico Belgio.
Fuori l’elité del calcio, fuori in un giorno solo sei titoli mondiali.

Francia e Uruguay hanno dato vita ad una partita divertente, nella quale hanno prevalso il talento, la corsa e il fisico dei francesi, agevolati dall’assenza di Cavani e da un errore marchiano di Muslera che ha, di fatto, spianato la strada ai Blues.
La squadra di Deschamps sembra in crescita negli elementi di contorno: oggi Mbappé non ha fatto sfracelli ma sono venuti fuori Varane (suo il gol dell’1-0), Kanté e Pogba hanno mostrato i muscoli e Giroud si è dimostrato tatticamente utile.

“Siamo tristi, dispiaciuti, ma dobbiamo rialzarci. Molti Paesi del calcio d’elite hanno lasciato il torneo molto prima di noi. Non bisogna drammatizzare troppo, questa è la nostra realtà. Il nostro sogno è finito ma il fatto che il Mondiale sia finito non significa che non possiamo far bene in Coppa America. Abbiamo nuovi sogni che cercheremo di realizzare. Abbiamo fatto un grandissimo sforzo fisico nei primi 20 minuti, poi il loro gol ha avuto un enorme impatto sulla gara. Ho parlato con i ragazzi durante l’intervallo, ma non siamo riusciti a recuperare. La squadra ha dato tutto ma la Francia ha controllato la partita molto bene. Ha giocato meglio di noi, lo ammetto”.
Oscar Washington Tabarez

Gli Orientales escono a testa alta. Bellissime le parole di Oscar Tabarez, il mio personale Hombre del Mundial, che ha reso omaggio ad una squadra più forte e più completa.
Il match è stato deciso dalle prestazioni dei due numeri 1: Lloris, sull’1-0, ha negato la rete a Caceres con un fantastico intervento mentre l’uruguagio si è reso protagonista di una papera decisiva su tiro di Griezmann.
Troppo pesante l’assenza di Cavani, a fronte del suo sostituto Stuani, che ha costretto Suarez ad una partita di sacrificio.

La Francia raggiunge la semifinale dopo dodici anni (2006) e incontreranno, a sorpresa, il Belgio.
Nella partita serale, il Brasile superfavorito inciampava contro il Belgio dei ragazzi terribili De Bruyne, Hazard e Lukaku.
La squadra di Martinez ha giocato una partita tatticamente perfetta, partendo in contropiede, difendendosi senza troppi fronzoli davanti agli attacchi dei brasiliani.
Courtois si ergeva protagonista con alcuni interventi decisivi e mentre Neymar e soci insistevano centralmente sbattendo contro un vero e proprio muro, De Bruyne approfittava dell’assenza di Casemiro e galleggiava tra le linee aggredendo la difesa brasiliana.
Quando il Belgio fa male e il Brasile balla.
Il primo gol è una deviazione sfortunata di Fernandinho (partita disastrosa la sua) che batte Alisson su calcio d’angolo. Il Brasile accusa il colpo e quando De Bruyne scarica il suo destro alle spalle del portiere romanista, per i verdeoro è notte fonda.
Si va al riposo e dagli spogliatoi esce un Brasile arrembante.
Escono Willian e Paulinho, entrano Firmino e Renato Augusto, Neymar continua nel suo anonimato e rischia ancora una volta una ammonizione per simulazione.
Una volta per tutte, emerge la pericolosa problematica: Neymar è un campione ma rischia di pregiudicare la sua carriera con queste pantomime ridicole.
Il gol di Renato Augusto riapre il match, l’arrembaggio prosegue, il Belgio tiene, Courtois annulla tutte le palle gol compresa una velenosa conclusione di Neymar.
Martinez batte Tite giocando un calcio tanto semplice quanto remunerativo.
Il Belgio torna in semifinale come nel 1986 e in questo Mondiale arriva a 13 gol, record nella competizione, andando a segno con 9 marcatori diversi.
Il Brasile di Tite, alla seconda sconfitta da quando è alla guida della nazionale verdeoro, subisce per la prima volta due reti.
Sarà Francia-Belgio per un posto in finale.

 

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