Diario #21 – Mr.Pickford, I suppose / Sangue freddo, Ivan Rakitic

Il resoconto della giornata #21 – Mr.Pickford, I suppose

Finalmente è uscita la Svezia.
Niente di personale ragazzi ma vi si aspettava al varco e prima o poi, anche voi lo sapevate, sarebbe dovuto accadere.
Esce la Svezia di giallo vestita, per mano di una quadrata e coriacea Inghilterra, che adesso sogna e sogna in grande.
Tocchino ferro i britannici, ma la storia parla chiaro: ogni volta che ci sono quattro europee in semifinale, a trionfare sono o l’Italia o l’Inghilterra. (1934, 1966, 1982, 2006)

Ibra e Beckham si punzecchiano su twitter
Ibra e Beckham si punzecchiano su twitter

La Svezia che si era arrampicata fino ai quarti di finale era, senza timore di smentita, la squadra meno divertente del mondiale, perfino peggiore della Russia.
Una squadra mediocre, composta da giocatori di medio-basso livello (tra i noti alle nostre latitudini, Granqvist, Ekdal, Krafth e Jansson) e alcuni discreti pedatori quali Forsberg, Toivonen e Berg.
Non abbastanza per prenderli in simpatia, non abbastanza per poterli vedere avanzare ancora nel tabellone.
Eppure la Svezia è la dimostrazione che il calcio, più che mai, è sport di squadra, di organizzazione e di corsa, di determinazione. Dove non arrivi con il talento, puoi sopperire con altre caratteristiche.

Con Kane stranamente abulico, ci hanno pensato MacGuire e Alli che, entrambi di testa, hanno battuto il non irreprensibile Olsson.
Quando gli svedesi ci hanno provato, sulla loro strada si è materializzato un giovanotto che sta entrando nella storia del calcio inglese: Jordan Pickford.
Il portiere più caro nella storia del calcio inglese (25 mil. di sterline), il secondo acquisto più costoso per l’Everton (squadra in cui milita) è stato il man of the match della partita.
Almeno tre interventi decisivi hanno sigillato una vittoria più che meritata.
Dispiace un po’ per gli svedesi, anzi, per le svedesi in tribuna: della spedizione scandinava qua in Russia, l’unica nota positiva.
Addio senza rimpianti. Il miracolo è stato arrivare fin qua.

Sangue freddo, Ivan Rakitic

In serata, la sfida (che sembrava non finire mai) tra Croazia e Russia.
Una partita drammatica, piena di colpi di scena che ha premiato i croati ai rigori.
Emozioni continue, ribaltamenti di fronte, risultato sempre in bilico e alla fine, i russi si devono arrendere proprio quando l’inerzia del match sembrava dalla loro parte.
I croati dal canto loro, paiono fortissimi ma solo a sprazzi e gigioneggiano senza mai affondare il colpo: errore imperdonabile a questi livelli e russi che restano in partita, attaccati al match con le unghie e con i denti.
Ne esce bene la Russia che pur con un tasso tecnico modesto, getta il cuore oltre l’ostacolo e lottando trascina il match ai rigori.

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Eroe della partita, ancora una volta, Ivan Rakitic. E’ di nuovo lui l’incaricato dell’ultimo tiro e ancora lui spiazza il portiere avversario mettendo il sigillo alla seconda vittoria in fila ai rigori per le Fiamme.
Cheryshev si è confermato uomo in più della Russia è ha aperto le marcature con un bellissimo tiro da fuori area, poi la Croazia ha pareggiato con Kramaric su assist di Mandzukic. 

Perisic colpiva un palo clamoroso, Subasic (menomato) parava due volte su conclusioni russe a botta sicura.

Ai supplementari succedeva di tutto. Prima Vida insaccava di testa per il vantaggio croato, poi Fernandes pareggiava sempre di testa, per il gol che significava rigori.
L’altalena di emozioni non finiva. Ma non contava più nulla di nulla. Ai rigori c’è solo da recuperare lucidità e forze fisiche. Questione di psicologia e di nervi saldi.
Partiva Smolov. Errore, assurdo. Brozovic gol, Dzagoev gol, Kovacic errore.
L’inerzia era nuovamente dalla parte dei padroni di casa, ma Mario Fernandes calciava malamente a lato.
Quando Modric segna con il brivido per i russi è ora di rincorrere ma Ignashevic non trema e spiazza Subasic.
Non trema nemmeno Vida, mentre Kuziaev tiene in vita le residue speranze russe ma Rakitic annulla tutto e sigla il gol vittoria.

Russia ogni oltre aspettativa, Croazia che approda in semifinale dove incontrerà l’Inghilterra e miglior risultato della storia croata, eguagliato (semifinale 1998).
Finisce il mondiale russo. Ribadisco il mio scetticismo sulla compagine russa ma almeno la squadra di Cherchesov non ha goduto di nessun tipo di vantaggio occulto e questo è un merito non da poco dato che aleggiava più di un sospetto sul cammino dei russi.

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