Le 32 Protagoniste – Puntata no.18 – Inghilterra

LA SQUADRA – (THREE LIONS)

Se i maestri fossero davvero maestri, avrebbero vinto una sola edizione dei Mondiali e per giunta davanti al proprio pubblico con un goal che ancora oggi suscita polemiche e dubbi?

Diciamo che il raccolto è sicuramente più florido quando si guarda ai club, piuttosto che alla loro nazionale, ma l’etichetta è rimasta a testimoniare che sono gli inventori di  questo sport, pur non essendo in grado di imporre la loro grande tradizione.

Gli inglesi parteciperanno a questo mondiale grazie alla sudata vittoria del girone H, vinto di misura ai danni degli Ucraini, secondi, costretti ai playoff continentali, persi contro la Francia.

Un ruolino apparentemente comodo con ventidue punti, trentuno goal fatti e quattro subiti, quattro pareggi e sei vittorie. Proprio i pareggi hanno impedito una qualificazione più tranquilla.

Roy Hodgson, allenatore dal 2012, però può guardare al futuro con discreto ottimismo.

La sua squadra ha notevoli margini di miglioramento e una serie di giocatori talentuosi, interessanti, giovani in grado di ben figurare in Brasile.

Atavico problema di tutte le ultime nazionali inglesi è quello legato al portiere. Sono lontani i tempi di Gordon Banks, Peter Shilton e Ray Clemence, ma per dirla tutta anche quelli un po’ più modesti di Seaman.

Ad oggi il titolare dovrebbe essere Joe Hart, portiere del Man. city, che quest’anno ha vissuto momenti altalenanti e difficili, vedendosi addirittura superato nel suo club, per un certo periodo, dal modesto romeno Pantilimon.

Forster del Celtic, nonostante lo scarso numero di presenze, potrebbe essere una valida alternativa: consideriamo che anche Capello fu costretto a raschiare il fondo del barile a causa dello scarso numero di portieri indigeni nei campionati professionistici inglesi.

Nel 2010 erano 5 in premier, a distanza di quattro anni, il numero non è cresciuto ma di quelli trovati, alcuni fanno i dodicesimi, mentre i titolari difendono i pali di squadre molto modeste.

La difesa a quattro in tipico stile british è composta dai terzini Cole e Johnson, anche se Baines è una valida alternativa, e dai centrali Cahill e Smalling vista la decisione inderogabile di John Terry che ha abbandonato la maglia dei Leoni.

Alternative Jagielka e Jones, qualche speranza anche per Luke Shaw, terzino diciottenne del Southampton.

La zona centrale del campo vede la presenza di mostri sacri a cui sarà difficile non garantire il pass per il Brasile. Gerrard, Lampard e Carrick sono al passo d’addio e, verosimilmente, questo sarà il loro ultimo mondiale. Insieme a loro i giovani Rodwell, Wilshere, Oxlade-Chamberlain, la velocità di Milner e Young, la novità Lallana e i geometrici Henderson e Cleverley. Hodgson, almeno a centrocampo, avrà l’imbarazzo della scelta.

In attacco il faro è ancora lui, Wayne Rooney. Da tenere d’occhio e da temere, la coppia Sturridge-Sterling, attaccanti del Liverpool. Il primo, rigenerato dalla cura Rodgers, sembra essere giunto alla svolta della sua carriera. Il secondo porta una ventata di freschezza e di sfrontatezza che potrebbe risultare decisiva nelle gerarchie del tecnico.

Out Walcott, cercano un posto Rickie Lambert e la sua favola, Denny Welbeck e Defoe.

Inserita nel girone D con Uruguay, Italia e Costa Rica, potrebbe risultare un avversario molto più ostico di quanto non si potesse immaginare al sorteggio di dicembre.

Lo scopriremo, visto che sarà subito Italia-Inghilterra: agli ultimi europei li battemmo solo ai rigori, in una gara a senso unico. Necessario non perdere, ma soprattutto necessario non concedere spazio alla velocità di un attacco molto pericoloso.

 

LA STELLA – WAYNE ROONEY

Wayne Rooney, Wazza o The Wonder boy,  è il giocatore in grado di trascinare gli inglesi verso risultati importanti. Attaccante moderno, rapido, dotato di un gran tiro da fuori area e nonostante la sua altezza non propriamente eccelsa, abile nel gioco aereo.
Rooney può sostenere da solo il reparto offensivo o giocare in coppia con un attaccante di posizione: molto duttile, generoso, ama svariare su tutto il fronte d’attacco.
Non è strano vederlo ripiegare a centrocampo per aiutare la squadra, oppure per venirsi a prendere il pallone e organizzare il gioco d’attacco.
Uno dei veterani della nazionale anglosassone, autore di 38 reti, questo sarà il suo terzo mondiale dopo i due problematici tornei del 2006 e 2010 in cui non lasciò un ricordo indelebile.
E’ lui l’uomo in più della nazionale inglese.

L’INGHILTERRA AI MONDIALI

2

RECORD

3 come i tornei nei quali l’Inghilterra è stata eliminata senza perdere un match (1982, 1990, 2006)

40 anni e 292 giorni, il record del capitano più vecchio di sempre, Peter Shilton, Inghilterra v Italia, 1990

39 anni e 321 giorni, il record dell’esordio del giocatore più vecchio di sempre, David James, Inghilterra v Algeria, 2010

3 come i goal segnati da Geoff Hurst nella finale del 1966 (record)

8 come i secondi trascorsi dal fischio di inizio di San Marino v Inghilterra, 17 novembre 1993. E’ il goal più veloce nella storia delle Qualificazioni ai Mondiali. Lo segnò il sanmarinese Gualtieri, lo subì Seaman.

4-4 è il pareggio con più goal nella storia dei mondiali. Inghilterra v Belgio d.t.s, 1954

10 come le partite senza subire goal nelle edizioni che vanno dal 1982 al 1990. Il protagonista è ancora Peter Shilton

 

LA BANDIERA – ST GEORGE’S CROSS


La croce di San Giorgio è una bandiera costituita da una croce rossa in campo bianco; graficamente è complementare alla croce di San Giovanni Battista. Originariamente vessillo della Repubblica di Genova, venne poi utilizzata dai crociati e in seguito adottata dall’Inghilterra, nonché da molte altre nazioni e città tra queste la città di Milano. L’Inghilterra, la città di Londra e la Royal Navy issano tutt’oggi la bandiera di San Giorgio ed è la loro bandiera nazionale (in seguito alla creazione dell’odierno Regno Unito, si è creata la Union Flag, o Union Jack, risultata dalla sovrapposizione, delle bandiere di Inghilterra, Scozia e della vecchia bandiera adottata dalla corona britannica per l’Irlanda).

IL PAESE

inghilterra

Stato Regno Unito (con Irlanda del Nord, Scozia e Galles)
Capoluogo            Londra
Superficie             130 278,43 km²
Abitanti                 53 012 456
Densità                   406,92 ab./km²
Lingue                    Inglese
Valuta                    Sterlina

Inno nazionale – God save the Queen

LA MIA INGHILTERRA

La mia Inghilterra è soprattutto tanto lavoro. Gli inizi allo stadio (negli stadi di Manchester e Liverpool), poi il lavoro in ufficio a Londra, dove ho imparato che la professionalità non è una roba per tutti e che spesso noi italiani soffriamo di esterofilia.
La mia Inghilterra è l’urlo di Anfield Road, il suo tifo, la sua gente, il suo You’ll never walk alone cantato a squarciagola da tutti e quarantaepassamila tifosi.
La mia Inghilterra è Anfield Road. La passerella sospesa sopra i distinti, il viaggio omerico per raggiungerla, le passeggiate sul tetto dello stadio a tirar cavi mentre in lontananza, come diceva Stewie, il tuttofare targato Liverpool, …you can see the garbage, rubbish. Ovvero, lo stadio dell’Everton.
La mia Inghilterra è un viaggio in auto, attraverso la Manica, per il trasloco definitivo di mia cugina dopo cinque lunghi anni nella perfida Albione: tappe a Calais, Rugby, Preston, un giro a Manchester, uno a Blackpool a vedere il mare.
La mia Inghilterra è la discografia completa dei Queen. Ero ragazzo e li trovavo straordinari. A distanza di vent’anni, ho qualche riserva in più, ma la colonna sonora della mia adolescenza li vide tra i protagonisti e pertanto il ricordo mi tiene legato al quartetto capitanato dal baffuto Freddie Mercury.
La mia Inghilterra è il torneo di tennis più bello del mondo, Wimbledon.
Un rituale ipnotico, conservatore, tradizionale, terribilmente snob.
Guardare Wimbledon è come andare a trovare una vecchia zia: sai che sarà sempre uguale, ma non ne puoi fare a meno, anche solo per cortesia.
Lunghi pomeriggi davanti alla televisione, mentre con il passare dei giorni, il colore dell’erba cambia da verde a marroncino e quel viola-verde che fa da sfondo a tutto ti resta impresso come un refrain di una canzone.
La mia Inghilterra è una pinta di birra, Boddington possibilmente. Al limite una Cains.
Eppure al bancone del pub, quasi sempre mi veniva proposta una Peroni.
No, dico…una Peroni. Ecco, la mia Inghilterra è una serie di contraddizioni, di incomprensioni, di scontri.
Non li amo, non li ho mai amati. Non mi piace il loro modo di vivere, non mi piace Londra, non mi piace il cibo, non mi piace il clima.
Non sono luoghi comuni. Ma pratica e conoscenza.
Conti alla mano, per il sottoscritto, l’Inghilterra, nella mia personale classifica è terza per giorni vissuti.
Troppi.

INNO NAZIONALE – GOD SAVE THE QUEEN

God save the Queen

TESTO ORIGINALE
God Save our gracious Queen!
Long live our noble Queen,
God save the Queen!
Send her victorious, happy and glorious,
long to reign over us,
God save the Queen!

O Lord, our God, arise,
scatter her enemies,
and make them fall.
Confound their politics,
frustrate their knavish tricks,
on thee our hopes we fix,
God save us all.

Thy choicest gifts in store
on her be pleased to pour,
long may she reign!
May she defend our laws,
and ever give us cause
to sing with heart and voice,
God save the Queen!

TRADUZIONE IN ITALIANO
Dio salvi la nostra benevola Regina!
Viva a lungo la nostra nobile Regina,
Dio salvi la Regina!
Mandala vittoriosa, felice e gloriosa
a regnare a lungo su di noi,
Dio salvi la Regina!

O Signore, nostro Dio, rivelati,
disperdi i suoi nemici,
e falli crollare.
Confondi i loro intrighi,
ostacola le loro manovre disoneste,
in te riponiamo le nostre speranze,

Dio salvi tutti noi.
I regali più preziosi che conservi,
sii disposto a riversarli su di lei;
possa regnare a lungo!
Possa difendere le nostre leggi,
e darci sempre l’occasione
di cantare col cuore e con la voce,
Dio salvi la Regina!

I CONVOCATI

Ecco i 23 convocati dell’Inghilterra.
Da segnalare l’assenza di Ashley Cole.

PORTIERI
Hart (Manchester City)
Forster (Celtic)
Foster (WBA)

DIFENSORI
Johnson (Liverpool)
Cahill (Chelsea)
Smalling (Manchester Utd)
Jones (Manchester Utd)
Jagielka (Everton)
Baines (Everton)
Shaw (Southampton)

CENTROCAMPISTI
Gerrard (Liverpool)
Lampard (Chelsea)
Henderson (Liverpool)
Milner (Manchester City)
Wilshere (Arsenal)
Lallana (Southampton)
Sterling (Liverpool)
Oxlade-Chamberlain (Arsenal)
Barkley (Everton)

ATTACCANTI
Rooney (Manchester Utd)
Welbeck (Manchester Utd)
Sturridge (Liverpool)
Lambert (Southampton)

 

LE DIVISE UFFICIALI DELLA NAZIONALE INGLESE

England 2014 World Cup Home Kit (1)

England 2014 World Cup Away Kit (1)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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