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Le vittorie imperfette – URSS v USA 1972

Come si racconta una storia incredibile?
Partendo dal paradosso che l’irrealizzabile è diventato qualcosa di tangibile.
Banale forse, certo. Ma come fare del resto?
Nello sport come nella vita le storie che diventano magiche sono come le favole che leggiamo ai nostri bimbi prima di addormentarli.
Eppure, sfidando ogni sorta di retorica, inevitabilmente, lo sport consegna agli annali storie di questo genere.
Su questo blog, nella sezione Storie di sport e anche in Miti e leggende, potete trovare esempi del genere.
Proprio su questo blog ho avuto modo di paragonare questa storia ad altri piccoli o grandi (lo decida il lettore) miracoli sportivi.
Questo evento che ha lasciato strascichi nell’immaginario collettivo dell’intero pianeta è legato alle Olimpiadi del 1972, quelle di Monaco di Baviera.
Le Olimpiadi del terrorismo, quelle che dovevano essere The Happy Games e divennero tragiche per via dell’attentato all’interno del Villaggio Olimpico da parte del gruppo terroristico Settembre nero .
Morirono 17 persone.
Quelle Olimpiadi sono state, per fortuna, anche quelle del nuotatore americano Mark Spitz, capace di vincere 7 medaglie d’oro in 8 giorni; quelle di Novella Calligaris vince ben tre medaglie; le Olimpiadi del grande Teofilo Stevenson che vince la sua prima (ne vincerà tre) medaglia d’oro nel pugilato.
I giochi di Mennea che lotta ma raggiunge solo il bronzo nei 200 metri, appannaggio del russo Borzov (vincitore anche dei 100) vero dominatore della velocità davanti agli atleti statunitensi.

Ma quelle Olimpiadi saranno ricordate per l’incredibile vittoria dell’URSS nella finale del torneo maschile di pallacanestro ai danni degli Stati Uniti.
Una vittoria incredibile, ottenuta per un solo punto, 51-50, dai sovietici trascinati da Belov, in uno dei finali più convulsi e controversi che la storia del basket e dello sport ricordi.
Una vittoria che interruppe una striscia positiva di 63 partite consecutive per gli atleti americani imbattuti alle Olimpiadi, sin dal 1936.

A 10 secondi dal termine lo statunitense Doug Collins realizzò due tiri liberi, portando per la prima volta in vantaggio gli Stati Uniti. Si era 50-49.
L’Unione Sovietica effettuò allora una disperata rimessa in gioco a 3 secondi dalla fine, che però venne intercettata dagli USA. L’allenatore sovietico Vladimir Kondrašin era di fronte al tavolo degli arbitri e reclamava un time-out; a questo punto l’arbitro brasiliano Righetto fischiò interrompendo il gioco, a un secondo dal termine. Kondrašin reclamava l’assegnazione di un time-out richiesto, a suo parere, durante i tiri liberi effettuati da Collins ma la decisione dell’arbitro Righetto fu quella di far ripartire il gioco con una nuova rimessa sovietica, con un solo secondo da giocare.
Fu effettuata una seconda rimessa: la sirena della fine del tempo suonò dopo un secondo e gli americani iniziarono a festeggiare. A quel punto il segretario generale della FIBA, il britannico Jones, il quale ordinò (pur senza averne il diritto) di effettuare una terza rimessa gioco e ripartire da 3 secondi perché, nel momento in cui i sovietici avevano ricominciato il gioco, il cronometro non era stato riposizionato sui 3 secondi, ma lasciato a un secondo.
Ivan Edeško effettuò un passaggio lungo tutto il campo per Aleksandr Belov, che da sotto canestro segnò i punti decisivi della vittoria sovietica, con il punteggio di 51-50.

Qui il video di quell’incredibile partita.

Gli amici di Assemblea Teatro, presentano uno spettacolo incentrato su questo epico scontro sportivo.

Due squadre. Due mondi contrapposti. Due culture. Usa contro Urss.
Una partita che sarà per sempre legata ai tre secondi più leggendari, contraddittori e ingarbugliati della storia dello sport.
Le vittorie imperfette è uno spettacolo che alterna epica sportiva e racconto intimista, canzoni americane e ninne nanne russe, tragedia e spigliata commedia d’amore.
Una storia in cui il palleggio echeggia come il battito del cuore.

Le vittorie imperfette
con Giovanna Rossi, Enrico Dusio, Gianluca Gambino
e con Carlo Roncaglia: voce e piano
costumi ed elementi scenici: Carola Fenocchio
disegno luci e fonica: Andrea Castellini
regia: Carlo Roncaglia
è al Teatro Agnelli, Via Paolo Sarpi 117, Torino dal 15 al 17 febbraio prossimi

 

Pubblicato da Danilo Baccarani

Di Torino, amante di calcio e sport, laureato in storia del Cinema, innamorato di Caterina e Francesco, sposato con il Toro. Se rinascessi vorrei la voleè di McEnroe e il cappotto di Bogart. Ché non si sa mai.

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