12 luglio – Giorno#31

Il disastro è compiuto. La panchina brasiliana è ammutolita.

Il disastro è compiuto. La panchina brasiliana è ammutolita.

La partita #63

Brasile v Olanda 0-3

Sarà ricordata come: La partita che nessuno vuole giocare.

Louis Van Gaal ha ragione, questa partita è inutile e anacronistica.
Detto ciò, al 17esimo al goal di Blind, Van Gaal aveva un sorriso enorme, segno che sarà anche una partita inutile, ma è meglio vincerla.
Il Brasile devastato dalla partita di martedì scorso, ricomincia da dove aveva lasciato. Scolari prova una mezza rivoluzione e ne cambia 6 su 11, ma cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non è diverso e al 17esimo il Brasile è sotto 2-0.
I fischi del pubblico durante il riscaldamento, gli applausi alla lettura della formazione olandese, l’ambiente ostile ancora sotto shock per la disfatta del Mineirao, tutto ha contribuito a questa sconfitta.
Ha contribuito anche l’errore al terzo minuto commesso dall’arbitro algerino Haimoud che assegnava un calcio di rigore (fallo fuori area) e ammoniva Thiago Silva (il fallo era da rosso): decisione che consegna alla storia di questa partita due errori tecnici di buon conto.
Il Brasile a parte qualche sporadica sortita offensiva è apparso disorientato dall’uno-due olandese, come se imbarcate come quella subita dalla Germania non si potessero ripetere.
Nel secondo tempo, i brasiliani hanno fatto quanto dovevano fare contro i tedeschi: ovvero giocare in maniera dura, rude, al limite della cattiveria e così a farne le spese sono stati Robben e compagni vittime di alcuni interventi da codice penale.

L’Olanda si è limitata all’ordinaria amministrazione, l’arbitro Haimoud ha continuato a fare errori (un rigore per parte non visto) fino a quando nel recupero, Wijnaldum ha messo il sigillo sulla partita e ha scritto l’epigrafe del Mondiale dei verdeoro.
Senza anima, senza stimoli, senza orgoglio ecco cosa è stato il Brasile di queste ultime due partite, una squadra che ha dimenticato la gioia ed è in uno stato di depressione tale che, tutto il paese è in discussione: la politica in primis e non solo l’amato futebol. Chiedere alla presidentessa Roussof i cui sondaggi parlano di una flessione coincisa con la Caporetto di martedì scorso.
L’Olanda continua a mancare il bersaglio grosso, ma è stata comunque artefice di ottime prestazioni e capace di un gioco divertente e a tratti esaltante.
Van Gaal con la sua idea di giocare a 5 ha capito che con questi difensori era meglio giocare con meno spavalderia e, in fondo, non ha avuto torto.
Olanda terza, Brasile quarto. Il fallimento è compiuto.

 

I protagonisti del match

In positivo: Robben e Blind per l’Olanda
In negativo: Jo e David Luiz per il Brasile, l’arbitro Haimoud

La giocata del match

1_1 2_1

Suo padre è stato un terzino di spinta negli anni Novanta, lui è il terzino-ala che farebbe felici tutti gli amanti del 3-5-2. Danny papà, Daley figlio, passato e presente dell’Ajax e della nazionale olandese, calciatori di gran corsa e di gran piede.
Il mondiale di Daley è stato positivo. Un assist da favola per il goal di Van Persie contro la Spagna, un goal da attaccante di razza nella finalina che nessuno voleva giocare.
La partita di stasera è iniziata da diciassette minuti. L’Olanda è già in vantaggio e Blind ha appena disegnato una diagonale difensiva che, di fatto, ha salvato la porta di Cillessen impedendo a Ramires di segnare il goal dell’1-1.
Blind dimostra grande duttilità tattica in entrambe le fasi e su una sortita offensiva degli Oranje, il cross di De Guzman taglia l’area mettendo in ambasce l’intera difesa brasiliana; David Luiz di testa libera malamente verso il centro dell’area e Blind, ancora autore di una diagonale (offensiva, questa volta), si trova liberissimo sul dischetto del rigore: aggancio di sinistro, ancora un altro palleggio sempre di sinistro e botta al volo di destro sotto la traversa lì, dove Julio Cesar non ci può arrivare.
Tecnica, fiuto del goal e tanta corsa per il giovane figlio d’arte classe novanta.
Classe da vendere, più di papà Danny. Un bel po’ in più di papà.

La statistica del match

58-42 il possesso palla per i brasiliani

 

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