Il pensierino della sera – versione Champions

8 partite.

6 vittorie esterne.

1 pareggio.

1 sola vittoria per le squadre che giocavano in casa, merito dell’Olympiacos.

20 gol esterni contro 6.
Fattore campo che se ne va a pallino.
Si evince che le prime classificate dei gironi sono nettamente più forti delle seconde.
Se togliamo il Manchester United che sta attraversando una profonda crisi, tutte le altre “prime” hanno un piede ai quarti.

Impressionante il Real di Ancelotti.
26 goal in 7 partite.
Quello di stasera più che un ottavo di finale sembrava un allenamento.
Ronaldo stratosferico come sempre.
Numeri da capogiro per il portoghese:
– 41 goal in stagione, 36 con il Real
– 231 presenze con il Real, 235 goal totali.

Quello che imbarazza rispetto al nostro campionato, ancora una volta, è l’intensità. Il ritmo.
Sembra un altro sport in relazione al fatto che noi siamo abituati ad estenuanti pipponi tattici mentre gli altri senza troppe alchimie, sembrano più liberi di giocare il pallone, sembrano più attenti ad aggredire che non ad attendere. Questione di caratteristiche, per carità, ma la differenza con Real, Barca, Bayern e Dortmund (solo per citare le migliori) che hanno stritolato i loro avversari pensando a vincere la loro partita e chiudere i conti prima possibile anche per dare fiato ai titolarissimi, è netta: le panchine lunghe verranno utili per i ritorni, praticamente segnati, di marzo.

Le partite ancora aperte sono tre.
Il Manchester United che deve ribaltare lo 0-2 per salvare la prima stagione post Ferguson.
Chelsea v Gala, che scontata non è, anche se gli inglesi davanti al loro pubblico partono favoriti.
Atletico v Milan, solo per il minimo scarto dell’andata (anche se penso che il Milan non sia in grado di ribaltare il passivo) ma temo che i rossoneri non abbiano la solidità difensiva necessaria per uscire indenni dal Calderon.

I giocatori di qualità fanno la differenza.
E la qualità paga.
Hazard, Bale, Benzema, Ronaldo, Mueller, Lewandowski, Ibrahimovic, Messi…parliamoci chiaro, in Italia non ci sono tutti questi fenomeni.
In passato abbiamo avuto Maradona, Zico, Platini, Van Basten, Gullit, Rijkaard ma adesso faccio fatica a pensare ai fuoriclasse del nostro campionato.
Sarebbe necessario pescare dei giovani facendoli crescere in tranquillità, senza forzare la mano: i prospetti interessanti ci sono.
La differenza è che da noi, non giocano, mentre altrove sono una risorsa.

Da noi sono un peso.

E’ vero che i maggiori campionati europei normalmente sono appannaggio delle solite note ma una piccola inversione di tendenza c’è.
In Spagna lottano in tre.
In Inghilterra in quattro.
Germania e Italia sono campionati praticamente chiusi.
In Portogallo ci sono tre squadre in sette punti.
Cito il Portogallo perchè se le cose continueranno così, l’anno prossimo i portoghesi ci supereranno nella graduatoria UEFA.
Non un bel segnale.
L’ennesimo del degrado del nostro calcio.

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