Le 32 protagoniste – Puntata no.7 – La Corea del sud

La Squadra – 태극전사 I guerrieri Taegeuk o 붉은 악마 I diavoli rossi

La Corea del Sud allenata da Shin Tae-Yong si è qualificata al secondo posto del Girone A asiatico alle spalle dell’Iran e parteciperà per la decima volta alla fase finale di un Mondiale.
Dopo l’exploit del mondiale casalingo del 2002, la K-League (la massima divisione calcistica coreana) sperava di trarre benefici dai risultati della nazionale, attirando maggiori contratti di sponsorizzazione e la benevolenza del pubblico, interessato maggiormente a campionati come Premier e Liga.

In Corea il calcio ha una importante valenza sociale ed è sicuramente lo sport maggiormente seguito.
Curioso come i risultati migliori li stia però ottenendo la scomoda (ma comunque amata e rispettata) dirimpettaia Corea del Nord che in campo giovanile, soprattutto femminile, domina da qualche anno.

Un derby che molti vorrebbero non vivere, una rivalità inesistente, utilizzata a fini propagandistici ma che le due popolazioni non sentono minimamente: a dirla tutta, le cronache riportano reciproco sostegno tra le due popolazioni che, seppur divise da un muro invisibile, durante i mondiali del 2002 (storicamente il punto più alto dello sport coreano)  festeggiavano entrambe i risultati della truppa di Hiddink.

Il calcio coreano vive una fase difficile. La nazionale non è leader in Asia dove Iran, Australia e Giappone la superano nel ranking, anche se i club sono all’altezza della situazione e dal 2003 ad oggi hanno conquistato ben 5 “Champions” asiatiche.

Shin Tae-yong il “Mourinho d’Asia” è subentrato al tedesco Uli Stielike (sì, proprio lui) quando mancavano due partite alla fine delle qualificazioni. Serviva serrare i ranghi e soprattutto affrontare la temibile trasferta uzbeka proprio nell’ultima sfida del girone.
Lo 0-0 thriller con cui i coreani sono usciti indenni da Tashkent ha consegnato la qualificazione ed evitato il playoff a cui è approdata la Siria.

Gli ultimi impegni della nazionale coreana non hanno sciolto i tanti dubbi legati alla forza della squadra. Nelle ultime nove amichevoli disputate sono arrivate 3 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte, un cammino non certo esaltante, intervallato dal successo nel Campionato dell’Est asiatico, vinto ai danni degli “odiatissimi” giapponesi.

I protagonisti

Son Heung-min

La rosa su cui sta lavorando il tecnico Shin ha comunque solide basi su cui poggiarsi.
Giocatori d’esperienza e giovani formano un mix interessante con alcuni protagonisti assoluti tra cui spicca sicuramente il gioiello Son Heung-min in forza al Tottenham.

Ma partiamo con ordine. Tra i pali il titolare sarà Kim Seung-gyu con Kim Jin-hyeon e Cho Hyun a completare il reparto portieri.
In difesa il ct coreano ha alternato schieramenti a 4 e a 3, ma considerando l’impegno e la forza degli avversari immaginiamo una Corea più coperta e non escludiamo in partenza l’eventualità di un 5-4-1.

I centrali titolari saranno Jang-Hyun Soo e il veloce Hong Jeong-ho con Kim Min-jae che sta scalando le gerarchie. Terzino a destra sarà Lee Yong mentre a sinistra ballottaggio aperto tra l’offensivo Park Joo-ho e Kim Jin-su (più abile nei 4).
Kim Young-gwon in forza al Guangzhou Evergrande è uno dei più esperti difensori coreani e non escludiamo la sua presenza tra i 23 convocati.

Ki-Sung-yueng

A centrocampo il capitano, alle soglie della 100ª presenza, Ki Sung-yueng che milita nello Swansea, il “tedesco” Koo Ja-cheol (Augusta) e il “francese” del Digione Kwon Chang-hoon sono gli elementi più rappresentativi.
Da tenere d’occhio gli autoctoni Lee Jae-sung e Yeom Ki-hum che giocano nelle “multinazionali” Jeonbuk e Suwon.
Centrocampisti dinamici, di grande corsa e inserimento, vantano tutti una buona propensione al gol.

Son Heung-min sulle orme dei giganti
In senso orario da sx Cha Bum, Son Heung-Min, Kim Joo-Sung e Park Ji-Sung

Son Heung-min si accoda idealmente alle grandi stelle del calcio coreano. Trascinati in Messico dall’esperienza di Cha Bum, aggrappati ai capelli punk di Kim Joo-Sung in Italia e Stati Uniti, i coreani, dopo i sette polmoni di Park Ji-sung (uno dei giocatori preferiti da Sir Alex Ferguson, per dire) ritrovano finalmente un fuoriclasse di livello mondiale per sognare traguardi insperati.

Come abbiamo anticipato in precedenza il fuoriclasse di questa squadra è lui, Son Heung-min, venticinque anni, in forza agli Spurs di Londra.
Cresciuto nell’accademia del Seoul FC e trasferitosi giovanissimo in Germania all’Amburgo e poi al Leverkusen, proprio con le Aspirine è esploso nel 4-2-3-1 di Schmidt: 5 gol in 10 partite di Champions, 17 in 42 nella stagione.

Se la Germania lo ha reso uomo, l’Inghilterra lo ha reso un calciatore più completo: abile nel dribbling, bravo con entrambi i piedi, Son è un giocatore moderno in grado di ricoprire più ruoli.
Un “piccolo” intoppo alla sua carriera potrebbe arrivare dalla legge coreana, tuttora in vigore, che obbliga i ragazzi alla leva entro il 28esimo anno di età.

Unico modo per salvarsi da 21 mesi in divisa militare, il raggiungimento di un importante risultato sportivo come ad esempio la vittoria in una competizione internazionale: ultima chiamata in termini di tempo, la Coppa d’Asia 2019.

Per il ruolo di punta ecco l’eclettico Kim Shin-wook che ha già fatto coppia con Son e potrebbe essere il titolare. Attenzione a Hwang Hee-chan, carnefice della Lazio in Europa League. Potrebbe essere lui il crack di questa Corea del Sud.

I record della Corea del Sud (clicca per vedere l’infografica)


Testa a testa – Il Gruppo F

Sorteggiata nel gruppo F, la Corea del Sud sembra essere il fanalino di coda del raggruppamento e realisticamente sembra difficile immaginare i coreani alla seconda fase del Mondiale.
Attenzione però al primo match, forse quello più alla portata dei Diavoli Rossi, contro la Svezia.

Un risultato positivo potrebbe essere un ottimo viatico e creare i presupposti per una sorpresa che non mi sento di indicare come possibile.
Messico alla seconda partita e Germania alla terza sembrano essere scogli troppo grandi per la Corea del Sud.
Pronostico chiuso e quarto posto? Al campo la sentenza.

Corea del Sud v Svezia
nessun precedente in Coppa del Mondo
Bilancio totale: 3 matches
Corea del Sud 0 vittorie
Pareggi 1
Messico 2 vittorie

Corea del Sud v Messico
1 match disputato in Coppa del Mondo:

Messico-Corea del Sud 3-1, Francia98, Gruppo E
Bilancio totale: 12 matches
Corea del Sud 2 vittorie
Pareggi 4
Messico 6 vittorie

Corea del Sud v Germania
nessun precedente


Storie – Il panzer coreano

Chissà che strano posto doveva essere la provincia della Germania ovest nel 1978 per un coreano e chissà quali pensieri dovevano passare per la testa di un ragazzo di venticinque anni che arriva in Europa, non fa in tempo ad ambientarsi e deve ritornare in patria per svolgere il servizio militare.

Chiunque si sarebbe demoralizzato, qualcuno avrebbe immaginato che il suo sogno si stava infrangendo, ma non lui, Cha Bum-kun, soprannominato Tscha bum per via della sua capacità di colpire la palla in maniera molto potente.

Cha Bum e Johnny Rep, amichevole Eintracht v Saint Etienne

Finito il servizio militare, il centravanti coreano tornò in Germania per proseguire la sua esperienza non con il Darmstadt (che lo aveva portato in Europa) bensì con il più quotato Eintracht di Francoforte.

Al termine della stagione 1979-80, Cha Bum trascina le Aquile ad uno storico successo nella finale tutta tedesca di Coppa UEFA contro il Borussia Moenchengladbach di un giovanissimo Lothar Matthaus.

Cha viene eletto Man of the match della finale e nel 1980 è il terzo giocatore più pagato di tutta la Bundesliga.

La sua carriera in Bundesliga prosegue. Altri tre anni sul Meno, poi il trasferimento alle Aspirine in quel di Leverkusen.
Dal 1983 al 1989 conclude una carriera straordinaria con il successo con un’altra Coppa UEFA in una delle finali più drammatiche ed emozionanti che si siano mai disputate.

La finale di Coppa UEFA 1987/88

E’ una storia strana quella della Coppa UEFA 1988. La potremmo definire, la rivolta dei peones per le cadute di molte tra le squadre più blasonate del lotto, a vantaggio di insospettabili outsider.

Cade il Milan (Espanyol), cade la Juve (Panathinaikos), viene eliminata al primo turno la vincitrice dell’edizione precedente l’IFK Goteborg, cadranno Aberdeen, Dundee e Borussia Dortmund insieme al Barcellona, vero favorito per la vittoria finale.
Continua l’embargo ai danni delle squadre inglesi dopo i tragici eventi dell’Heysel.

I blaugrana escono nei quarti di finale per mano della mina vagante Bayer Leverkusen, squadra di una città industriale nata come dopolavoro della nota azienda farmaceutica, la Bayer appunto.

Il Bayer è una squadra che vende cara la pelle. Tra i pali ha il funambolico Vollborn, il capitano è il veterano Rolff (già vincitore di una Coppa Campioni con l’Amburgo) e poi vecchi marpioni come Tita, il brasiliano ex Flamengo (un passato a Pescara), il tedesco Waas che farà una comparsata a Bologna, il polacco Buncol e Cha Bum, oramai 35enne.

Quella dei tedeschi è una vera e propria cavalcata trionfante che rischia di interrompersi proprio sul più bello. 
All’epoca la finale di UEFA era disputata in due partite e il Leverkusen, nell’andata a Barcellona contro i Periquitos dell’Espanyol, esce sconfitto per 3-0.
Sembra la fine.

Ribaltone

Quindici giorni dopo, a Leverkusen, al termine del primo tempo il risultato è fermo sullo 0-0 ma quando le squadre escono dagli spogliatoi, succede la magia.
Tita fa 1-0 al 57′, il baffuto Götz raddoppia al 63′ e all’81’ Cha Bum sigla il 3-0 che porta il match ai supplementari.

Si finisce ai rigori dove si consuma la tragedia sportiva di Javier Clemente e del suo Espanyol, capace di segnare i primi due rigori e sbagliarne tre in fila, consegnando alla storia un fallimento epico (guardate i giornalisti che chiedono una dichiarazione al tecnico basco dopo i gol dei tedeschi).

Cha Bum è uno dei nove calciatori ad aver vinto la Coppa UEFA con due squadre differenti. Detiene record importanti per il calcio tedesco, è il calciatore asiatico che ha segnato più reti in una singola edizione di Bundesliga (17) e per anni è stato il capocannoniere straniero della Bundesliga, record battuto da Chapuisat nel 1999. Cha Bum ha segnato 98 gol in Bundesliga, 13 in Coppa di Germania e 10 nelle Coppe Europee per un totale di 121 reti.

Incredibile la statistica relativa ai gol segnati con la maglia della nazionale coreana, 58. In corrispondenza di queste marcature, la Corea ha perso solo 1 volta nelle 48 partite in cui il bomber è andato a segno. 
Giocatore asiatico del XX secolo, pioniere di un calcio che non c’è più, Cha Bum ha raccolto molto meno di quanto avrebbe meritato.

I convocati della Corea del Sud a Russia2018

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