Le affinità elettive

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«La scorsa stagione li abbiamo battuti ma abbiamo perso a Parigi. La qualificazione, inoltre, è maturata solo negli ultimi minuti. Non sto dicendo che abbiamo vinto perché siamo stati meglio del Paris, ma è piuttosto una questione di dettagli. Abbiamo segnato un gol in trasferta all’andata e non abbiamo concesso gol al ritorno»

José Mourinho

Se la vendetta è un piatto che va servito freddo, Laurent Blanc e il suo PSG attendono questo momento da circa un anno. Nella scorsa edizione della Champions furono Mourinho e i suoi a sbarrare le porte di una meritata semifinale ai franco-qatarioti. C’è da scommettere che Blanc abbia fatto tesoro di quella serataccia a Stamford Bridge e che la voglia di rivalsa sarà un motivo in più da tenere in conto in fase di pronostico: pronostico che, vogliamo sbilanciarci, vede comunque il Chelsea favorito. E se nel testa a testa targato 2014 all’andata il PSG seppe approfittare delle debolezze del Chelsea (3-1), quanto accadde a Londra fu un vero e proprio suicidio tattico dei francesi, aggravato da un clamoroso errore sotto porta di Cavani. Si era sul risultato di 1-0 per gli inglesi (Schurrle), che nei minuti finali trovarono il goal qualificazione grazie al senegalese Demba Ba.

2014_04_03_06_40_53PSG-Chelsea è la nostra scelta settimanale, la partita più interessante, più equilibrata e quella più affascinante di questo primo matchday. Seguiteci nel nostro viaggio tra Parigi e Londra, alla scoperta di una partita che non è ancora una classica in senso stretto, ma rischia di diventarlo, scardinando dall’interno le stanze dei bottoni del panorama calcistico europeo.

Paris e Chelsea hanno storie molto simili. Innanzitutto il numero dei titoli vinti nei confini patri (4 titoli per entrambe), mentre in ambito europeo i primi trionfi furono raccolti nell’ormai dimenticata Coppa delle Coppe (una per il Paris, 1996, due per il Chelsea, 1971 e 1998). Un po’ poco per le ambizioni di città come Parigi e Londra, franchigie che hanno sempre avuto scarso appeal, le belle senz’anima del calcio europeo. Ma poi, come succede in alcune favole, alle Cenerentole capita anche che arrivi un bel principe azzurro. E così il Chelsea viene acquistato da Roman Abramovich, ricco imprenditore russo, e il Paris viene rilevato da un gruppo cui fa capo lo sceicco qatariota Nasser Al-Khelaïfi.

Con l’avvento dei rubli, il Chelsea di Abramovich ha posto le basi per due successi storici: la Champions 2012 (contro ogni pronostico) e l’Europa League 2013, che hanno finalmente coronato il sogno del magnate russo e dei suoi tifosi. Nasser Al-Khelaïfi, nel suo piano quinquennale, ha dichiarato che l’obiettivo era quello di portare la squadra di Parigi in cima ai vertici del calcio francese e internazionali: se il primo è stato ampiamente centrato, sul secondo pesa più di un interrogativo. Scarso appeal, scarsa storia, scarso blasone: non sembrano bastare i petrodollari per colmare quel gap con i grandi club europei. La stampa francese insinua che il Paris altro non sia che un grimaldello per sedersi al tavolo che conta, quello dei diritti televisivi (Nasser Al-Khelaïfi è stato direttore di Al-Jazeera Sports). Lo sceicco ha investito ingenti somme nelle banlieue parigine per aiutare i piccoli imprenditori e continua ad investire su Qatar 2022 grazie alla “Aspire sports academy”: niente di così nobile stavolta, visto che si reclutano calciatori africani e si naturalizzano a suon di denari per alzare il livello tecnico della nazionale qatariota.

Paris Saint-Germain's Ezequiel Lavezzi celebrates with team mate Cavani after scoring against FC Nantes at the Beaujoire stadium in NantesIl cammino

La pausa invernale consegna alla Champions due squadre che attraversano periodi diversi ma, tutto sommato, positivi. Il Paris, nonostante il pareggio con il modesto Caen (2-2 da un vantaggio di 2-0), conferma il suo momento sì, grazie a 7 vittorie nelle ultime 10 partite (tra Ligue 1, coppa di Francia e coppa di Lega) e all’invidiabile ruolino stagionale che ha visto i parigini soccombere solo tre volte in partite ufficiali: due in campionato e una in Champions con il Barcellona. Nonostante tutto in Ligue 1 il cammino è più periglioso del previsto. Chi immaginava una passeggiata di salute si è dovuto ricredere e i 10 pareggi maturati nelle 25 partite disputate sono un fardello pesante per chi doveva recitare il ruolo di lepre e invece è costretto a rincorrere (Marsiglia prima e Lione adesso). Per la prima volta in quattro stagioni, la squadra di Blanc non si è laureata campione d’inverno. A metà della stagione di Ligue 1, infatti, i parigini erano terzi in classifica.

In Premier il cammino dei Blues è di una regolarità quasi impressionante: due sole sconfitte (contro Newcastle e Tottenham) a fronte di 18 vittorie e 5 pareggi, 55 goal segnati e sette punti in più del Manchester City, diretta concorrente nella corsa al titolo. Unica pecca della stagione, la sconfitta inattesa e incredibile subita dal piccolo Bradford in FA Cup: 2-4 casalingo senza attenuanti e addio ai sogni di triplete. In Champions entrambe hanno passato il turno senza alcun tipo di problema: primi gli inglesi nel girone G (vinto con 14 punti), secondi i francesi nel girone F (13 punti) alle spalle del Barcellona.

Costa---1200Nei quattro precedenti tra le due compagini, sempre in Champions, il bilancio è a vantaggio dei londinesi con 2 vittorie, una sconfitta e un pareggio. Si riparte dall’anno scorso, da quel 3-1 al Parco dei Principi, in una serata con molta Italia protagonista: prima Lavezzi, poi il fallo da rigore di Thiago Silva e il goal decisivo di Pastore, per l’illusorio vantaggio ribaltato poi nel ritorno dai comprimari e, ipse dixit, dalla “fortuna” Mourinhana.

Intervistatore: «Entra Schurrle e segna. Entra Demba Ba e segna. Questo si chiama?»
Mourinho: «Culo (ride, ndr)»

Statistiche alla mano

Il Chelsea europeo è la squadra che tra le sedici qualificate agli ottavi necessita del minor numero di attacchi per segnare una rete (16,2): un indice di pericolosità tarato sulle folate offensive e sulla capacità realizzativa. Dal canto suo il Paris subisce una rete ogni 38 azioni offensive concesse. Ciò significa che i francesi non sono del tutto impermeabili nonostante le grandi individualità che compongono la propria difesa,Thiago Silva e David Luiz in primis. E se i numeri non mentono, sarà interessante vedere se ci saranno conferme o sonore smentite, a partire dal numero di tiri necessari per segnare una rete: i londinesi ogni 3.8 tiri bucano i portieri avversari, mentre il Paris subisce un goal ogni 5.1 tiri. Al contrario i londinesi subiscono un goal ogni 20.5 tiri (!), a testimonianza di una eccellente fase difensiva. I parigini, ogni 6 tiri vanno in goal: ai due portieri, Sirigu (46% di salvataggi) e Courtois (quasi 90%) il compito di chiudere la saracinesca alle artiglierie pesanti. Attacco stellare del Chelsea e difesa blindata: 16 goal all’attivo, 2 al passivo. Per il Paris, capace di battere il Barcellona nella fase a gironi, 10 goal segnati e 7 subiti nelle 6 partite finora disputate.

Paris Saint Germain's coach Blanc watches their French League Cup soccer semi-final match against Lille in Villeneuve d'AscqChe tipo di partita sarà?

«Penso che la difesa sia la chiave della sfida di domani»
Laurent Blanc

Conoscendo Mourinho e il suo Chelsea, non ci stupiremmo affatto se vedessimo una squadra molto attenta, pronta a gestire il match nella gara di andata (probabilmente molto bloccata) per poi colpire nel ritorno davanti al pubblico amico. Blanc arriva a questa partita dovendo fare i conti con tanti infortuni: Marquinhos, Aurier, Lucas e Yohan Cabaye, mentre restano in forte dubbio anche le presenze di Pastore, Thiago Motta e Matuidi, tutti e tre non al meglio. Dal canto suo, Mourinho, dopo il mercato di gennaio, si ritrova con un Cuadrado in più e uno Schurrle in meno: niente male se si considera che sono usciti comprimari (anche Salah è stato ceduto) ed è entrato un giocatore in grado di aumentare il tasso tecnico di una squadra che sembra più forte di quella dell’anno scorso, o quantomeno più imprevedibile. Il Chelsea sembra più forte e più sicuro soprattutto se si considerano la maturità dei suoi uomini migliori, Hazard su tutti, e la grande esperienza dei cosiddetti rincalzi, anche se chiamare Drogbarincalzo fa un certo effetto.

Il Paris sembra una squadra senza un’anima definita. Certo, i suoi interpreti offensivi Lavezzi (sempre in rotta con il club e con Blanc), Cavani e Ibrahimovic sono giocatori in grado di fare la differenza, ma manca qualcosa per compiere il salto di qualità. Sembra essersi rotto qualcosa nello spogliatoio, come i media francesi hanno più volte rimarcato analizzando le parole di Ibrahimovic, e la divisione in clan non aiuta di sicuro il lavoro di Blanc.

Eden Hazard of Chelsea celebrates scoring against Aston Villa during their English Premier League soccer match at Villa Park, BirminghamL’uomo in più

Quando si incontrano vere e proprie corazzate come Paris e Chelsea, è difficile e ingeneroso mettere in luce uno solo dei tanti campioni presenti in campo. Il gioco però è divertente e stimolante e ci vogliamo provare. L’uomo in più del Chelsea potrebbe essere Eden Hazard. Trequartista brevilineo (173cmx74kg), molto veloce, tecnico, capace di saltare con grande facilità l’uomo, è in possesso anche di un gran tiro dalla distanza. Fresco di rinnovo contrattuale, il giovane belga ha firmato per altre cinque stagioni e rimarrà a Londra fino all’estate del 2021, magari facendosi raggiungere da suo fratello Thorgan (in prestito dal Chelsea al Borussia Monchengladbach).

Per i francesi, l’uomo in più potrebbe essere Zlatan Ibrahimovic. Non che ci voglia grande fantasia, ma Ibra ha spesso steccato nelle occasioni più importanti. A quasi 34 anni questo è uno degli ultimi treni per vincere la tanto sospirata Champions League. Attaccante fisicamente straripante e dotato di una tecnica sopraffina nonostante le sue caratteristiche fisiche (195cmx95kg), Zlatan ha dalla sua l’esperienza necessaria per caricarsi sulle spalle un gruppo in difficoltà, ma comunque dotato di grandi individualità e qualità tecniche. Con le dovute proporzioni il Paris ricorda il Chelsea versione Di Matteo. A febbraio sembrava una squadra alla deriva, tre mesi dopo trionfava in Champions dopo aver eliminato Napoli (per il rotto della cuffia), Benfica, Barcellona e in finale il Bayern. Servirà uno Zlatan stratosferico e non la versione impaurita già vista più volte in Champions quando la posta in gioco si alzava pericolosamente.

1366500-29323952-1600-900A caricare il suo campione ci ha pensato Blanc nella conferenza stampa pre-partita: «Tutte le squadre si affidano ai loro leader, e Zlatan Ibrahimović è assolutamente il nostro punto di riferimento. Nelle partite importanti sono proprio questi giocatori a consentire alle squadre di fare il salto di qualità. Contro il Chelsea abbiamo bisogno del miglior Zlatan,. Lo stesso vale per Mourinho e per Hazard, che è in grado di decidere qualsiasi partita».

Le probabili formazioni

PSG: Sirigu; Maxwell, Luiz, Silva, Van der Wiel; Matuidi, Motta/Pastore, Verratti; Cavani, Ibrahimovic, Lavezzi.

• Indisponibili: Serge Aurier, Yohan Cabaye, Lucas Moura
• In dubbio: Thiago Motta, Blaise Matuidi, Marquinhos

Chelsea: Courtois; Azpilicueta, Terry, Cahill, Ivanovic; Matić, Fàbregas; Hazard, Oscar, Willian; Costa.

• Indisponibili: Mikel

Arbitro: Cakir (Turchia)

Qualche curiosità

Il Paris è imbattuto in casa, in Europa, da 32 partite (22 vittorie e 10 pareggi) e contro le squadre inglesi ha un bilancio di due vittorie, tre pareggi e quattro sconfitte. Il Chelsea ha già vinto al Parco dei Principi nel 3-0 del 2004 ed è quella l’unica vittoria in terra transalpina su sei tentativi. La compagine anglosassone cercherà di raggiungere i quarti per la quarta volta in cinque anni. Ex della partita: David Luiz. In passato hanno vestito entrambe le casacche Alex (ora al Milan), Makelele, Anelka e Kežman.

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