22 giugno – Giorno#11

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Belloumi è stato tra i protagonisti dell’ultima vittoria dell’Algeria ai Mondiali di calcio. Spagna1982

La partita #31

Belgio v Russia 1-0

Sarà ricordata come: La qualità paga

I telecronisti di Belgio-Russia, versione Sky, erano indignati. Ma come si permette questo Belgio di battere la squadra di Fabio Capello? Beh, la spiegazione è semplice. Marc Wilmots i talenti li ha e li fa giocare, mentre Capello li ha e li tiene in panchina.
Ai punti avrebbe meritato la Russia, incapace comunque di concretizzare le occasioni (poche) piovute dalle parti di Courtois, ma se Kerzhakov e Dzagoev marciscono in panchina, goal e fantasia se ne vedranno sempre pochi.
Il Belgio dal canto suo appare spaurito. Il talento qui c’è eccome, anche se si accende per brevi tratti e purtroppo solo un giocatore alla volta.
Manovra lenta, involuta, in generale il Belgio trova difficoltà contro squadre molto chiuse e, ovviamente la Russia di Capello lo era.
Kokorin si divorava un goal già fatto e pochi minuti prima l’arbitro non vedeva un chiaro fallo in area belga che sarebbe valso il rigore per i russi: Samedov, Kanunnikov e Shatov non riescono a creare per l’unica punta e così nel finale viene fuori il Belgio.
Si infiamma Eden Hazard e la partita cambia. Prima guadagna un fallo dal limite: va a battere Mirallas che coglie il palo (quello più vicino ad Akinfeev) poi inizia una serie di serpentine e di sgroppate che mettono in ambasce la difesa russa.
Sull’ultima il suo dribbling secco e l’assist per il classe 1995 Origi, valgono il goal del vantaggio e della qualificazione.
E’ 1-0, Capello mastica amaro e Wilmots va agli ottavi con la sua banda di giovani campioncini a cui manca ancora un po’ di continuità.

I protagonisti del match

In positivo: Hazard e Origi per il Belgio, Kombarov per la Russia
In negativo: Lukaku per il Belgio, Kokorin per la Russia

La giocata del match

Assentarsi per 84 minuti e poi spaccare la partita in due. E’ riuscito a fare questo, Eden Hazard, oggi contro la Russia. Un pisolino profondo, qualche serpentina, qualche dribbling, molti birignao, ma niente che assomigliasse ad un colpo ad effetto.
Hazard oggi è stato Godot. Tutti lo aspettavano e lo invocavano.
Solo che nell’opera Beckettiana l’uomo sarà atteso invano e alla fine non arriverà.
Ed è questa la grande differenza perchè alla fine, Hazard si paleserà eccome.
Lo farà con un colpo di magia. Un dribbling stretto sul laterale russo, l’ingresso in area dal lato corto e poi il cross basso all’indietro proprio su Origi, chiudendo così quel triangolo aperto dallo stesso giovanotto pochi istanti prima.
L’assist di sinistro, con la caviglia bloccata, l’angolo di passaggio stretto e la facilità di compiere tutte queste operazioni in corsa e palla al piede, fanno di Eden Hazard un artista del passaggio vincente.
Aspettando Eden. Ma poi, Eden arriva.

La statistica del match

7 gli offsides del Belgio. 0 per la Russia

 

La partita #32

Corea del Sud v Algeria 2-4

Sarà ricordata come: Peccato non averla vista e la maledizione dei 32 anni.

Lo so che bisogna fare delle scelte. Puntualmente le faccio e sbaglio. Questo Corea del Sud-Algeria era una di quelle partite che si potevano anche perdere per mancanza di interesse. Non amo la Corea quando si gioca a pallone e l’Algeria solletica poco le mie fantasie calcistiche.
Per fortuna però l’ho vista e posso testimoniare che l’assoluta assenza di un disegno tattico ben definito, fa saltare il banco: e l’Algeria in 45 minuti, giocando un calcio bello e pratico, ha annichilito la Corea segnando tre goal uno più bello dell’altro.
L’Algeria non vinceva una partita ai Mondiali da Spagna1982 (sempre il 1982!!) quando guidata in campo dal suo faro Belloumi, venne eliminata dalla porcata austro-tedesca.
Oggi la squadra allenata da Halilhodžić è stata superiore in ogni parte del campo. Ha dominato in mezzo e ha legittimato la vittoria a partire dall’uno-due che ha indirizzato il match. Prima Slimani, poi Halliche su calcio d’angolo, ed era 0-2.
Quando Djebou segnava il goal dello 0-3, la partita sembrava chiusa ma i coreani rientravano dagli spogliatoi con un altro spirito e provavano il tutto per tutto.
Accorciavano le distanze grazie a Son e si buttavano in avanti all’arma bianca. Come spesso accade, nel miglior momento coreano era ancora l’Algeria a chiudere i conti con Brahimi (bellissima azione in area).
Il 2-4 di Koo arrotondava soltanto il punteggio.
Algeria che sogna di vendicare quel maledetto biscotto del 1982, Corea con un piede e mezzo fuori dal mondiale.
Passo indietro clamoroso del calcio coreano rispetto alle belle nazionali delle edizioni scorse.

I protagonisti del match

In positivo: Slimani, Brahimi, Bolhi per l’Algeria
In negativo: Jung per la Corea

La giocata del match

Carl Medjani era uno dei preposti da mister Halilhodžić. Quando potete, lanciate le nostre punte.
Il goal del temporaneo 0-1 nasceva proprio così. Grazie a un lancio.
Non un tracciante. Ma un interno destro di prima intenzione, abbastanza alto e profondo, indirizzato nel cuore della difesa coreana.
L’ordine era preciso, lancia le punte. E lui lo ha fatto. Ha mandato quel pallone in mezzo al sandwich coreano composto dai due centrali con gli occhi a mandorla e la sua punta, Islam Slimani.
La sua punta addomestica il pallone, la difende, entra in area e con un delizioso tocco sotto batte l’incolpevole Jung.
Ha corso molto Slimani e Medjani lo ha invitato a nozze, lanciando con grazia quel pallone accarezzato dal suo interno piede.
Lanciate le punte. Come un mantra lo avranno ripetuto mille volte e messo in pratica una decina.
E ogni volta, le punte correvano dietro quei palloni che restavano sempre invitanti.
Medjani ha fatto il suo lavoro. Slimani pure.

La statistica del match

15 i tiri in porta dell’Algeria

 

La partita #30

USA v Portogallo 2-2

Sarà ricordata come: L’eterna incompiuta, ancora una volta fallisce.

Quando sono usciti dal campo i portoghesi avevano le facce di chi sa che oramai il dado è tratto. Servirà un mezzo miracolo per riuscire a qualificarsi e, sinceramente, non penso possa accadere.
Seppur falcidiati da infortuni e squalifiche, con il giocatore più rappresentativo chiaramente menomato e non al 100%, i portoghesi hanno cominciato con il piglio giusto. Il goal del vantaggio di Nani dopo soli 5 minuti era un ottimo viatico.
Ma al solito i portoghesi cadevano nel classico stato di catalessi che spesso li coglie e gli organizzati statunitensi prendevano il comando delle operazioni e pareggiavano con un golasso di Jones e un tap-in da vero opportunista del solito Clint Dempsey.
Portogallo sull’orlo del baratro e Cristiano Ronaldo sempre più nervoso: CR7 in un impeto di volontà, forza e classe, trovava Varela con un cross preciso per il goal del 2-2 segnato proprio allo scadere.
Klinsmann, allenatore USA, era incredulo per aver sprecato una simile occasione ma adesso manca solo un punto, da conquistare nella sua partita del cuore contro la Germania di Low.

I protagonisti del match

In positivo: Dempsey e Beasley per gli USA, Varela e Nani per il Portogallo
In negativo: Bruno Alves per il Portogallo

La giocata del match

Se possiamo accontentarci di un cross, beh, allora facciamolo perché ieri tutto quanto di buono è stato prodotto dagli scarpini fosforescenti di Cristiano Ronaldo, è un cross.
Un cross effettuato all’ultimo minuto di una partita che, in buona percentuale, decreterà l’eliminazione del Portogallo. Un cross effettuato con la sicurezza del fuoriclasse. Un cross pennellato quasi a volersi liberare dal peso della sua scarsa prestazione.
Un cross che diventa assist e si trasforma in rete per il colpo di testa vincente di Varela.
Ci siamo accontentati di un cross.
Sembra una maledizione ma anche questo non è stato il mondiale di Cristiano Ronaldo. Sembra il destino di George Best, Ibrahimovic, Cantona, Weah, fino ad arrivare a Di Stefano e Kubala, grandi campioni che in nazionale non hanno ottenuto riconoscimenti e trofei. 

La statistica del match

76 palle perse sia per gli USA, sia per il Portogallo

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