16 giugno – Giorno#5

Cristiano Ronaldo e il Portogallo all’esame Germania

La partita #13

Germania v Portogallo 4-0

Sarà ricordata come: Organizzazione teutonica contro fantasia portoghese. In mezzo un arbitro un po’ troppo fiscale.

Se al 45′ una partita dice che una delle due contendenti è in vantaggio per tre reti a zero, in superiorità numerica per l’espulsione di un avversario, credo sia lecito cambiare canale oppure bere una birra in più per far passare i secondi quarantacinque minuti.
Ci si aspettava un match combattuto, ne è venuta fuori una partita fortemente condizionata dall’arbitro e dai suoi assistenti, nella quale la Germania non ha avuto problemi a gestire il vantaggio e incrementarlo senza nessun rischio o problema alcuno.
Giornataccia per Cristiano Ronaldo che pur non essendo al 100% ha preferito giocare tutti i 90 minuti. Ma giornataccia anche per tutto il Portogallo: infortunio per l’impalpabile Hugo Almeida, rosso (esagerato quanto sciocco) per Pepe e, dulcis in fundo, infortunio anche per Fabio Coentrao, uno dei meno peggio.
Dicevamo dell’arbitro, il serbo Mazic che ha fischiato un generoso calcio di rigore realizzato da Muller (12′), poi la partita si è incanalata con il rosso a Pepe (37′). Di conseguenza arrivavano il 2-0 di Hummels e il 3-0 di Muller. Nella ripresa, ancora Muller sugellava la sua prestazione, portandosi a casa il pallone grazie alla tripletta che chiudeva i conti per il 4-0 finale.
Portogallo deluso e deludente, ma francamente danneggiato dall’arbitraggio: incredibile sullo 0-3 un rigore (ed espulsione) solare per fallo sul giovane Eder.
La solita terribile Germania che da subito mette le cose in chiaro. Ce ne fosse mai stato bisogno…

I protagonisti del match

In positivo: Mueller per la Germania
In negativo: Rui Patricio e Pepe per il Portogallo

La giocata del match

Muller

E’ un attaccante o un centrocampista? Una mezzapunta o una seconda punta esterna? Thomas Muller è tutto questo e anche molto di più. Innanzitutto è un bomber non bellissimo da vedere, ma terribilmente efficace. Non è un personaggio, anzi. Anche quando segna, esulta in maniera assolutamente contenuta. Felice, sì, ma senza esagerare. 
Muller sembra sempre terribilmente concentrato. Assomiglia vagamente ad un tennista. Uno di quelli che ti rimandano tutto dall’altra parte della rete senza mai sbagliare un colpo.
Così ha segnato il rigore che ha sbloccato il match con il Portogallo. Così, lo ha messo in ghiaccio con il 3-0; così lo ha mandato agli annali, con il 4-0. Stando sempre concentrato sul pallone.
E con il pallone, Thomas Muller ha un dannato feeling. 
Quando ha saputo che Klose non ce l’avrebbe fatta, Thomas Muller ha realizzato che gli sarebbe toccato inventarsi ancora una volta in un altro ruolo e sin dall’inizio della partita odierna ha giocato in posizione centrale, da vero numero nove. 
Sempre nel cuore dell’area, evitando le sgroppate che tanto ama, gli inserimenti da mezzapunta o da interno: niente di tutto ciò. Vai, là, Thomas! Vai in mezzo a dare un punto di riferimento ai tuoi compagni. E lui da bravo, ci è andato.
Nel recupero del primo tempo, Kroos ha centrato un pallone a mezza altezza. Muller, marcato da Bruno Alves e a qualche metro da Meireles, ha accorciato verso il pallone. Bruno Alves non è riuscito a rinviare in maniera felice e la palla è rimasta lì, un rimbalzo e bam! Sinistro nemmeno troppo potente che sorprende Rui Patricio.
Velocità di esecuzione pazzesca, che a molti ha ricordato un altro Muller, Gerd. Non belli da vedere, questi Muller ma terribilmente concreti e con un dannato feeling con il goal.

La statistica del match

 587 passaggi della nazionale tedesca

 

La partita #12

Iran v Nigeria 0-0

Sarà ricordata come: Il primo pareggio del Mondiale brasiliano

Equilibrio. Ecco in una parola come si può definire la sfida tra Iran e Nigeria. Troppo forte la difesa allestita da Queiroz, ingolfato l’attacco (già anemico di suo) delle Super Aquile.
Non è stata una partita memorabile per il pubblico, che non ha nascosto il disappunto alla fine di entrambi i tempi, fischiando le due squadre.
Difficile la preparazione al mondiale per l’Iran, giustificato in parte dai problemi interni creati dal proprio governo e dalla federazione. La Nigeria invece non ha avuto pazienza e ha sbattuto il naso contro l’organizzata difesa iraniana come una mosca contro un vetro.
Pochi sussulti, poche emozioni. Prima volta con 0 goal al passivo per l’Iran. Queiroz ha ben donde di festeggiare anche se la qualificazione resta un miraggio.
La Nigeria è andata via via spegnendosi e ha denotato scarsa qualità e un tasso tecnico inferiore alla sua storia.
Un’occasione persa per entrambe, anche se, alla fine i due tecnici sfoggiavano grandi sorrisi di soddisfazione.

I protagonisti del match

In positivo: Sadeghi, Montazeri e Ghoochannejad per l’Iran, Enyeama per la Nigeria
In negativo: Obi Mikel per la Nigeria

La giocata del match

0 1

I duelli mi hanno sempre affascinato. E quando un duello si ripete diventa qualcosa di viscerale con i protagonisti che si immedesimano nel loro antagonista, in un continuo scambio di emozioni e sentimenti. Stasera durante Iran-Nigeria c’è stato un solo duello, finito pari. Protagonisti Ghoochannejad e Enyeama. Uno attaccante, l’altro portiere. Il secondo durante i Mondiali 2010 disse no a Messi almeno cinque o sei volte, fino a capitolare ma non per mano del 10 argentino.
“Niente di personale Leo, ma la vita è così! E io da te, non voglio prendere goal”.
Enyeama è un portiere molto spettacolare, ama tuffarsi per i fotografi, è molto plateale come spesso accade ai portieri africani.
Ghoochannejad, per tutti Gucci, è un attaccante moderno, gioca in Inghilterra, ed è entrato nella storia del calcio iraniano poichè è l’autore del goal che è valso la qualificazione al Mondiale.
Il duello tra i due è durato lo spazio di un secondo. Un solo botta e risposta non come ne I duellanti di Joseph Conrad e nemmeno come in un western di Sergio Leone.
I due si sono incontrati sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto con traiettoria a rientrare da Dejagah. Il centravanti iraniano staccava di testa sul primo palo, imprimendo forza e incrociando il bel cross del compagno.
Sulla sua strada però c’era quel gatto di Enyeama, posizionato al centro della porta, reattivo come sempre e pronto a respingere di puro istinto il colpo di testa dell’avversario.
Un botta e risposta fulmineo e intenso che non vede nè vincitori, nè vinti.

La statistica del match

192 passaggi completati dall’Iran e ben 28 clearances (quelle che noi chiamiamo spazzate)

 

 

La partita #14

Ghana v USA 1-2

Sarà ricordata come: La cicala e la formica

Il Ghana gioca proprio bene a calcio e questo è assodato. Tecnica e fisico non mancano, una buona qualità, estro e fantasia. Solo che ieri sera a Natal, il Ghana è entrato in campo con circa 45 minuti di ritardo, consegnando agli ordinati statunitensi le chiavi del match. 
Non avevo ancora aperto la birra che gli USA si portavano in vantaggio con Dempsey che entrava in area dal lato destro della difesa ghanese e batteva con un sinistro il malcapitato portiere Kwarasey. Erano passati trenta secondi scarsi.
La reazione ghanese era di scarsa qualità e il primo tempo si chiudeva sullo 0-1.
Nella ripresa la musica cambiava e il tasso tecnico decretava che il Ghana comandava le operazioni, schiacciava gli americani nella loro metà campo e, complice l’ingresso di Kevin Prince Boateng macinava gioco e sfiorava a più riprese il gol del pareggio, prima con Muntari (gran botta dalla distanza) poi con Gyan il cui colpo di testa che sarebbe terminato fuori veniva deviato in corner da Howard.
Dai e dai il pareggio arriva. 82′ e gol di Andrè Ayew che concludeva in rete una splendida azione corale partita dai piedi di Asamoah (Kwadwo) e cesellata da Gyan con un gran colpo di tacco.
Ma non finiva qui perchè su angolo da destra, il gigantesco Brooks svettava imperiosamente e chiudeva i conti. Vincono gli USA (che dovranno fare a meno di Altidore, strappatosi ieri al 20′) e il Ghana mastica amaro.
Ancora una volta il gioco molto speculativo ha la meglio: ai Mondiali (e in generale quando i punti contano) qualche calcolo in più mi sembra necessario.

I protagonisti del match

In positivo: Dempsey e Brooks per gli Usa, Muntari per il Ghana
In negativo: Jordan Ayew eper il Ghana

La giocata del match

gyan_1 Gyan_2

Gyan_4

 

Asamaoah Gyan è un giocatore con un grande potenziale. Ogni tanto lo esprime al cento percento, ogni tanto se lo dimentica nella soffitta dei suoi pensieri, nel suo girovagare per il campo, nel suo mancare l’appuntamento con il goal; oppure è semplicemente stanco per il troppo lavoro che è costretto a svolgere durante i novanta minuti.
Ecco, Asamoah Gyan è un generoso pigro.
Dopo una partita in cui per l’ennesima volta si era divorato un paio di occasioni ma si era messo al servizio della squadra, prendendo falli, facendo salire i suoi e giocando di sponda, il pigro Gyan ha regalato l’assist del momentaneo pareggio ad un impalpabile Andrè Ayew.
Tutto nasceva dai piedi di Kwadwo Asamoah che di esterno sinistro pescava il buon Gyan in area. Gyan non aveva molte possibilità di girarsi e nemmeno di portarsi sul fondo, visto che lui non è mancino. Quindi quel diavolo di un pigro con un no-look gratifica l’inserimento di Andrè servendolo con un sontuoso colpo di tacco, di destro, che smarca il numero dieci pronto a fulminare Howard con un esterno sinistro sul primo palo.

La statistica del match

21 i tiri del Ghana verso la porta statunitense

 

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