Le 32 protagoniste – Puntata no.4 – Il Giappone

La Squadra – サッカー日本代表 Sakkā Nippon Daihyō, la Nazionale giapponese, サムライ・ブルー Samurai blu

Quarta nazionale a qualificarsi (terza sul campo) in ordine di tempo, il Giappone di Vahid Halilhodžić ha centrato l’obiettivo di Russia 2018 senza particolari patemi.
Delle 18 partite disputate i Samurai Blu ne hanno perse appena due, di cui una ininfluente in quanto arrivata a qualificazione avvenuta.

Nonostante ciò, media e tifosi restano scettici sull’operato del tecnico bosniaco, reo di aver trasformato il sistema di gioco e di aver gestito male le convocazioni escludendo a più riprese, Honda, Kagawa e Okazaki, pescando addirittura dalla seconda serie giapponese.

L’apice della contestazione è sfociata dopo le amichevoli dello scorso autunno contro Haiti, Belgio e Brasile (pareggio contro i caraibici e due sconfitte) e dopo la debaclê (definita “umiliante” dai media nipponici) nella Coppa delle nazioni dell’Est Asiatico, contro gli storici rivali della Corea del Sud per 1-4.
Proprio in questi giorni il tecnico bosniaco è stato sollevato dall’incarico per far posto al direttore tecnico Akira Nishino. Secondo quanto ha spiegato il presidente federale Kozo Tashima, “c’erano problemi di comunicazione con i giocatori, che avevano perso la fiducia in lui”.
Tashima ha inoltre spiegato che “al Mondiale mancano solo due mesi e pensiamo che a questo punto serva uno che conosca la squadra dal di dentro. Con un nuovo allenatore ciò non sarebbe stato possibile, non avrebbe avuto il tempo di ambientarsi”.

La rincorsa verso Russia 2018 ha vissuto due tappe interlocutorie: il pareggio con il Mali e la sconfitta con l’Ucraina hanno acuito i dubbi attorno alla nazionale del Sol Levante.
Che cosa aspettarci da questo Giappone e da questa nuova gestione?

I protagonisti

Keisuke Honda

Il tempo ha stabilito che la miglior generazione di calciatori giapponesi da Nakata a Nakamura, passando per Endo, Ono, Inamoto e Hasebe, non ha prodotto risultati significativi a livello internazionale.
Talento, grande corsa, una certa duttilità e ordine tattico non sono bastati a colmare il gap con le grandi nazionali.

Nella rosa che approda al sesto mondiale consecutivo, spicca su tutti Keisuke Honda che dopo l’esperienza europea (Venlo, CSKA Mosca, Milan) si è trasferito nelle fila del Pachuca (Messico) per cercare fortuna e una definitiva consacrazione.
Talento dotato di gran tiro dalla distanza, non molto rapido ma fisicamente dotato, Honda dovrà trascinare la sua nazionale a suon di gol, a supporto (forse) di Okazaki (terzo marcatore nipponico di sempre).

Eiji Kawashima

Il modulo è un 4-2-3-1 (o 4-5-1) che prevede in porta il decano Kawashima, ora in forza al Metz in Francia, dopo i trascorsi in Belgio e Scozia. In seconda battuta il ventitreenne Kosuke Nakamura e Higashiguchi, che militano nei confini patri, si giocano il ruolo di dodicesimo.

Da sinistra verso destra, la difesa prevede Yuto Nagatomo (ex Inter), Ueda e Makino coppia centrale e Sakai terzino destro. Bene la coppia di laterali, molto abili in fase di spinta (un po’ meno in fase di copertura), mentre i centrali non paiono essere irresistibili e rischiano di essere insidiati dal più esperto Morishige.

Makoto Hasebe

A centrocampo Hasebe, nonché capitano, è sicuramente il faro dell’intero reparto. Calciatore esperto, formatosi e miglioratosi nella Bundesliga tedesca, detta i tempi in un centrocampo che vede Yamaguchi e Haraguchi tra i sicuri protagonisti.
Shibasaki e Honda giocano a supporto della punta che potrebbe essere Okazaki o Osako, anche se nelle gerarchie sta salendo Sugimoto, attaccante del Cerezo Osaka.

I record del Giappone (clicca per vedere l’infografica)


Testa a testa – Il Gruppo H

Inserito nel gruppo H, il Giappone pare esserne la terza forza. La prima partita che vedrà i nipponici opposti alla Colombia è sicuramente il modo peggiore per iniziare l’avventura iridata.
Nel secondo match, ecco il più classico dei dentro-fuori. Realisticamente l’incontro con il Senegal rischia di essere crocevia di speranze o di dannazione.
Bilancio sfavorevole al Giappone che in tre partite ufficiali non ha mai vinto con i Leoni de la Teranga.
Infine nella terza giornata, l’incontro con la Polonia. Insomma, la qualificazione appare difficilmente raggiungibile, a meno che una delle due big del girone stecchi clamorosamente, lasciando spazio alle outsider. Il Giappone ci proverà.

Giappone v Colombia
1 match disputato in Coppa del Mondo, Colombia v Giappone 4-1, Brasile2014, Gruppo C
Bilancio totale: 3 matches
Giappone 0 vittorie
Pareggi 1
Colombia 2 vittorie

Giappone v Senegal
Bilancio totale: 3 matches
Giappone 0 vittorie
Pareggi 1
Senegal 2 vittorie

Giappone v Polonia
Bilancio totale: 2 matches
Giappone 2 vittorie
Pareggi – 
Polonia 0 vittorie


Storie – Io sono il più grande

Kamamoto nella sua partita d’addio. Lo portano in trionfo Pelé e Overath

80 gol in 84 presenze in nazionale A, un bronzo, alle Olimpiadi del 1968 a Città del Messico, conquistato anche grazie a 7 gol nelle 6 partite disputate, fanno di Kunishige Kamamoto, il più grande calciatore giapponese di tutti i tempi.

Recordmen di presenze e gol nell’allora Japanese Soccer League (252/202), Kamamoto fa parte di quella cerchia ristretta di grandi campioni che non hanno partecipato ad un Mondiale: gente come Best, Di Stefano, Kubala, Giggs, Cantona e Weah, tra quelli più significativi.
Dopo il trionfo olimpico messicano, una brutta epatite lo tenne fuori per parecchie partite di qualificazione al mondiale del 1970, danneggiando la nazionale nipponica, incapace di reagire all’assenza del suo alfiere principe.

Kamamoto palleggia a petto nudo

Nonostante Kamamoto sia sempre rimasto un calciatore dilettante, ha avuto modo di segnare contro grandi squadre professioniste di alto livello come Palmeiras, Arsenal, Borussia Monchengladbach e Benfica.
Ha giocato contro Pelé, Franz Beckenbauer, Johan Cruyff e Wolfgang Overath e successivamente Michel Platini e Bernd Schuster.

Calciatore dotato di un destro potente, abile nello stacco di testa, Kamamoto è stato un bomber preciso, concreto e spietato.
Nel suo libro Kunishige Kamamoto – Striker Techniques and Strategies, una sorta di compendio del centravanti, Kamamoto viene analizzato ai raggi x, fotogramma per fotogramma, per un intero anno.
Vengono studiate la postura, la tecnica di tiro, le movenze, lo stacco di testa: Hiroshi Kagawa, curatore dell’opera, rimane strabiliato dalla grande tecnica, dalla capacità di ripetere gli stessi gesti, dalla bravura nel prevedere dove andrà a finire la palla fino al posizionamento in area, suo luogo preferito. 

In Giappone Kamamoto è tuttora una vera e propria istituzione. I 7 titoli di capocannoniere (record imbattuto) e le onorificenze ottenute per meriti sportivi fanno di lui un vero e proprio mito, ma quel che pesa maggiormente, un calciatore mai più visto alle latitudini di Tokyo.

Il suo carisma e la sua importanza all’interno della società giapponese, gli hanno permesso di rivestire ruoli istituzionali nella Camera dei Consiglieri (l’equivalente della Camera dei Lord in Inghilterra).
Prima della carriera politica e dopo il ritiro, Kamamoto è stato allenatore e dirigente di importanti squadre giapponesi per poi diventare vice presidente della Federazione nipponica.
Ha fatto parte del comitato organizzativo del campionato del mondo 2002.

I convocati del Giappone a Russia2018

Portieri: Eiji Kawashima (Metz), Masaaki Higashiguchi (Gamba Osaka), Kosuke Nakamura (Kashiwa Reysol)

Difensori: Yuto Nagatomo (Galatasaray), Tomoaki Makino, Wataru Endo (both Urawa Reds), Maya Yoshida (Southampton), Hiroki Sakai (Marseille), Gotoku Sakai (Hamburg), Gen Shoji, Naomichi Ueda (both Kashima Antlers)

Centrocampisti: Makoto Hasebe (Eintracht Frankfurt), Keisuke Honda (Pachuca), Takashi Inui (Eibar), Shinji Kagawa (Dortmund), Hotaru Yamaguchi (Cerezo Osaka), Genki Haraguchi, Takasi Usamai (Dusseldorf), Gaku Shibasaki (Getafe), Ryoto Oshima (Kawasaki Frontale),

Attaccanti: Shinji Okazaki (Leicester), Yuya Osako (Werder Bremen), Yoshinori Muto (Mainz).

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