Diario #8 – Milonga triste

Il resoconto della giornata #8 – Milonga triste

Nel consueto menu giornaliero, i tre match dei giorni C e D, prevedevano le sfide tra Danimarca e Australia, Francia-Perù e il piatto forte di giornata, Argentina-Croazia con l’Albiceleste messa alle strette dal risultato dell’esordio.

UN CANGURO HIPSTER

Mile Jedinak è un centrocampista dell’Aston Villa. La sua carriera, piuttosto anonima, è cambiata dopo queste due partite giocate ai mondiali di Russia per via di quelle due reti (entrambe su rigore) siglate con grande freddezza.
Icona hipster per via della foltissima barba, capitano per acclamazione, è il vero trascinatore della compagine Aussie.
La Danimarca dal canto suo ha giocato una partita piuttosto anonima, illuminata solo da qualche lampo del suo calciatore migliore, al secolo Christian Eriksen.

La situazione delle due squadre è diametralmente opposta: la Danimarca a 4 punti mostrando un calcio modesto e di scarsa qualità.
All’Australia non resta che sperare di battere il Perù nel terzo match e allo stesso tempo avere notizie positive dalla sfida Francia-Danimarca con i danesi praticamente obbligati a fare almeno un punto per essere sicuri della qualificazione.

VALE (MENO DI) UN PERU’

Andare a Roma e non vedere il Papa. Fare trenta e non trentuno. Tanta qualità dalla cintola in su ma un problema grave e imperdonabile: 0 gol nelle due partite disputate che portano in dote 0 punti e una eliminazione che fa piangere di dolore il caloroso pubblico peruviano.
Tutto questo è il Perù visto nelle due partite del girone sin qui giocate.

Un peccato davvero per una compagine che avrebbe meritato ben altri risultati.

La Francia ha replicato lo scialbo match giocato contro l’Australia, ha speculato su un gol sporco di Mbappè e ha impegnato Gallese con un paio di iniziative assolutamente estemporanee.
Griezmann ancora sostituito e abulico, Pogba impalpabile e mai ispirato.
Deschamps va, la Francia non brilla ma vince.
Mondiale strano, dove, sorprese a parte, le squadre sembrano più o meno tutte sullo stesso piano, dove può accadere veramente di tutto e dove l’incertezza regna sovrana.

ADIOS ARGENTINA

Mario Brega interpreta l’Argentina

Cinque precedenti il 21 giugno nelle fasi finali del Mondiale per l’Argentina che non non aveva mai perso e non aveva mai nemmeno subito un gol.
“I tipi grossi come te mi piacciono perché quando cascano fanno tanto rumore!” e il rumore stasera a Nizhny Novgorod è stato sordo e potente.
Stasera si è compiuta la disfatta che apre (ammesso non fosse già aperta) la crisi argentina e rischia di chiudere con largo anticipo la Coppa del Mondo dell’Albiceleste.
Sampaoli non ne ha azzeccata mezza. Messi idem.
Il 10 del Barcellona non è mai entrato in partita e a dirla tutta, sin dall’inno nazionale, il fuoriclasse e capitano dell’Argentina non pareva serenissimo.

Il centrocampo argentino è stato sovrastato dalla qualità e dalla corsa dei croati che con Modric e Rakitic hanno dominato in lungo e in largo.
A spianare la strada alla schiacciante vittoria croata, un clamoroso errore di Caballero che sbaglia il rinvio e serve Rebic: voleé di prima intenzione e gol dell’1-0.
L’Argentina sparisce, Messi cammina per il campo mentre la regia internazionale indugia sui volti smarriti dei calciatori argentini: Sampaoli gioca le carte Higuain e Dybala e l’Albiceleste crollaper mano di Modric che inventa un tiro a giro sul quale l’estremo argentino sfiora soltanto.

La partita scivola via tra accenni di rissa e qualche fallo di troppo. Quando Rakitic coglie la traversa su punizione, sull’Argentina pende la banderilla dell’umiliazione.
Lo stesso tuttocampista blaugrana infierisce con un tocco sottomisura che chiude i giochi: 3-0.
Sampaoli è terreo in volto. La gente argentina sugli spalti, piange. La regia infierisce mentre i croati festeggiano.
Cinque gol fatti, zero subiti, sei punti e qualificazione in tasca.
Questa Croazia può andare lontano.
Dell’Argentina colpisce l’assoluta incapacità di reagire, la mancanza di quel carattere che ha sempre contraddistinto la nazionale albiceleste, la mancanza di uno o più leader.
Ok, Messi ha steccato ancora, ma gli altri?

I TABELLINI

DANIMARCA-AUSTRALIA 1-1 (primo tempo 1-1)
Marcatori: 7′ Eriksen, 38′ Jedinak (rig)
DANIMARCA (4-2-3-1): Schmeichel; Dalsgaard, Kjaer, Christensen, Stryger Larsen; Schone, Delaney; Poulsen (13′ st Braithwaite), Eriksen, Pione Sisto; N.Jorgensen (23′ st Cornelius).
A disposizione: 16 Loessl, 22 Ronnov, 2 Kron-Dehli, 3 Vestergaard, 5 Knudsen, 12 Dolberg, 13 M. Jorgensen, 15 Fischer, 18 Lerager, 7 Kvist.
Allenatore: Hareide.

AUSTRALIA 
(4-2-3-1): Ryan; Risdon, Milligan, Sainsbury, Behich; Jedinak, Mooy; Leckie, Rogic (37′ st Irvine), Kruse (23′ st Arzani); Nabbout (29′ st Juric).

A disposizione: 12 Jones, 18 Vukovic, 2 Degenek, 3 Meredith, 4 Cahill, 6 Jurman, 8 Luongo, 14 Maclaren, 21 Petratos
Allenatore: Van Marwijk.
ARBITRO: Lahoz (Spagna)

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FRANCIA-PERU’ 1-0 (primo tempo 1-0)
Rete: Mbappé 34′
FRANCIA: Lloris; Pavard, Varane, Umtiti, Lucas Hernández; Pogba (N’Zonzi 89′), Kanté, Matuidi; Griezmann (Fekir 80′); Mbappé (O. Dembélé 75′), Giroud.
Allenatore: Deschamps.

PERU’: Gallese; Advincula, C. Ramos, Alberto Rodríguez (Santamaría 46′), Trauco; Carrillo, P. Aquino, Cueva (Raúl Ruidíaz 82′), Flores, Yotún (Farfan 46′); Guerrero.
Allenatore: Gareca.

ARBITRO: M. Hassan (EAU)

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ARGENTINA-CROAZIA 0-3 (primo tempo 0-0)
MARCATORI: Rebic all’8’, Modric al 35’, Rakitic al 41’ s.t.

ARGENTINA 
(3-4-2-1): Caballero; Mercado, Otamendi, Tagliafico; Salvio (dal 11’ s.t. Pavon), Mascherano, Perez (dal 22’ s.t. Dybala), Acuña; Messi, Meza; Aguero (dal 9’ s.t. Higuain).

A disposizione: Armani, Guzman, Ansaldi, Fazio, Rojo, Biglia, Banega, Di Maria, Lo Celso.
Allenatore: Sampaoli

CROAZIA 
(4-2-3-1): Subasic; Vrsaljko, Lovren, Vida, Strinic; Rakitic, Brozovic; Perisic (dal 37’ s.t. Kovacic), Modric, Rebic (dal 12’ s.t. Kramaric); Mandzukic (dal 47’ s.t. Corluka).

A disposizione: Livakovic, L. Kalinic, Jedvaj, Caleta-car, Pivaric, Badelj, Bradaric, Pjaca
Allenatore: Dalic.

ARBITRO: Irmatov (Uzbekistan).

Diario #7 – Tutto il resto è noia

Il resoconto della giornata #7 – Tutto il resto è noia

Tre match e la noia la fa da padrona. Portogallo e Marocco giocano il match pennichella, quello delle 14, a seguire il match del tè tra Uruguay e Arabia.
Il consueto programma termina con l’inedito Iran-Spagna.
Due partite su tre sono state di una noia mortale. Poco gioco, pochissimo spettacolo, pochi gol.

CRISTIANO E NIENTE PIU’

Prendete il calciatore più forte del mondo, dategli un pallone (al massimo due) e poi rintanatevi nella vostra metà campo.
Con un pizzico di buona sorte e con un paio di parate del vostro portiere, potreste anche portare a casa un risultato positivo.
Tutto questo per riportare la cronaca fedele di Portogallo-Marocco.
Un gol del solito, inossidabile e anche noiosissimo, Cristiano Ronaldo che inzucca un pallone rischiando il suo faccino molto fotogenico. Siamo al 4′.
La partita del Portogallo finisce qua.

Il Marocco gioca e meriterebbe qualcosa di più ed è Rui Patricio a salire in cattedra e salvare a più riprese la porta lusitana.
Finisce 1-0, Marocco eliminato più dall’autogol del match precedente contro l’Iran che non da Ronaldo e co.

GARRA E VINCI

La garra, la grinta, e poco altro.
Attaccanti abulici, poche idee e una sofferenza esagerata per aver ragione della modesta Arabia Saudita. Tutto questo è stato l’Uruguay, oggi in quel di Rostov.
I sauditi dal canto loro ci hanno provato con scarsa qualità e convinzione e Muslera non ha dovuto compiere parate complicate.
Il gol che decide il match è una uscita a vuoto del portiere saudita, Suarez ne approfitta e deposita comodamente in rete per il gol vittoria.

Certo è che ci vorrà ben di più e ben di meglio per affrontare la seconda fase ad eliminazione diretta, sperando di vedere una squadra diversa: il potenziale c’è, Cavani e Suarez sono un patrimonio che poche squadre possono vantare e la difesa con Godin e Gimenez è ben attrezzata.
Esce senza particolari sussulti l’Arabia. Vista in amichevole contro gli Azzurri sembrava un morbido sparring partner e i fatti hanno confermato l’impressione scaturita dal match di San Gallo.

CINEMA IRANIANO

Un primo tempo di difesa ad oltranza. Una resistenza a tratti eroica, con un muro eretto davanti all’estremo difensore Beiranvand.
Un cinematografo degno della grande tradizione iraniana con interventi plastici e perdite di tempo, calzettoni che vengono aggiustati, scarpe che si slacciano, rimesse dal fondo che diventano un racconto lungo un giorno.
Il tempo passa, la Spagna si innervosisce, Diego Costa diventa irascibile nei confronti del dinoccolato portiere iraniano.

Ogni tanto l’Iran si affaccia timidamente dalle parti di De Gea ma il buon Sardar Azmour è troppo solo e non riesce ad avere la meglio sulla coppia Piqué-Ramos.
L’arbitro uruguaiano (perché un arbitro madrelingua spagnola?) altrettanto cinematograficamente e platealmente (in alcune situazioni) si adegua all’andazzo e gestisce male alcune situazioni, con il piglio tragico di forte con i deboli e debole con i forti.

Il fischio finale del primo tempo fa felice l’Iran che parte più spavaldo e sfiora la rete con una botta in mischia di Karim.
Poi ecco la Spagna con una rete tanto voluta quanto fortunata: rimpallo vincente e Diego Costa fa 3 in 2 in partite.
L’Iran pareggia ma l’arbitro annulla per fuorigioco. C’è ancora il tempo per qualche occasione ma finisce come tutti i film della cinematografia iraniana: sguardo triste in macchina, nero.

L’Iran nelle sette partite contro squadre europee nella storia dei mondiali è 0-7.
La Spagna festeggia la 400esima vittoria della sua storia.

I TABELLINI

 

PORTOGALLO-MAROCCO 1-0 (primo tempo 1-0)
Rete: Ronaldo (P) al 4’ p.t.
PORTOGALLO (4-4-2): Rui Patricio; Cedric, Pepe, Fonte, Guerreiro; Bernardo Silva (dal 14’ s.t. Gelson Martins), William Carvalho, Moutinho (dal 43’ s.t. Adrien Silva), Joao Mario (dal 25’ s.t. Bruno Fernandes); Gonçalo Guedes, Cristiano Ronaldo
A disposizione: Beto, Anthony Lopes, Bruno Alves, Manuel Fernandes, André Silva, Ruben Dias, Ricardo, Mario Rui, Ricardo Quaresma.
Allenatore: Fernando Santos.

MAROCCO 
(4-3-3): El Kajoui; Dirar, Benatia, Da Costa, Hakimi; Boussoufa, El Hamadi (dal 41’ s.t. Harit), Belhanda (dal 30’ s.t. Carcela); N. Amrabat, Boutaib (dal 25’ s.t. El Kaabi), Ziyech

A disposizione: Bounou, Tagnaouti, Mendyl, Saiss, Fajir, En Nesyri, Bouhaddouz, S. Amrabat.
Allenatore: Renard.

ARBITRO
: Geiger (Usa).

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URUGUAY-ARABIA SAUDITA 1-0 – (primo tempo 1-0)
Rete: Suarez (U) al 23’ p.t.
URUGUAY (4-4-2): Muslera; Varela, Gimenez, Godin, Caceres; Sanchez (dal 37’ s.t. Nandez), Vecino (dal 13’ s.t. Torreira), Bentancur, Rodriguez (dal 13’ s.t. Laxalt); Suarez, Cavani. 
A disposizione: Campana, M. Silva, G. Silva, Pereira, Coates, De Arrascaeta, Stuani, Gomez, Urretaviscaya).
Allenatore: Tabarez.
ARABIA SAUDITA (4-5-1): Alowais; Alburayk, Os. Hawsawi, Albulayhi, Alshahrani; Bahbri (dal 30’ s.t. Kanno), Alfaraj, Otayf, Aljassam (dal 44’ p.t. Almoqahwi), Aldawsari; Almuwallad (dal 33’ s.t. Alsahlawi).
A disposizione: Almuaiouf, Almosaleim, Alarbi, Om. Hawsawi, M. Hawsawi, Alkhaibri, Alkhaibari, Asiri Alshehri.
Allenatore: Pizzi.
ARBITRO: Turpin (Francia)

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IRAN-SPAGNA 0-1 (primo tempo 0-0) 
Rete: Diego Costa (S) al 9′ s.t.
IRAN (4-5-1): Beiranvand; Razaeian, M. Hosseini, M. Pouraliganji, Hajisafi (dal 23′ st M. Mohammadi); Ebrahimi, Ezatolahi, Ansarifard (dal 29′ st A. Jahanbakhsh), Taremi, Amiri (dal 41′ st Ghoddos); Azmoun.
A disposizione: Rashid, Abedzadeh, Torabi, Shojaei, Khanzadeh, P. Montazeri, Reza, Dejagah, Abedzadeh, R. Cheshmi.
Allenatore: Queiroz.SPAGNA (4-2-3-1): De Gea; Carvajal, Piqué, Sergio Ramos, Jordi Alba; Busquets, Iniesta (dal 26′ s.t. Koke); Silva, Isco, Vazquez (dal 33′ s.t. Asensio); Diego Costa (dal 44′ s.t. Rodrigo).
A disposizione: Kepa, Reina, Nacho, Saul, Thiago, Odriozola, Azpilicueta, Monreal, Aspas.

Allenatore: Hierro.

ARBITRO: Cunha (Uruguay).

Diario #6 – Io sono giapponese

Il resoconto della giornata #6 – Io sono giapponese

Tre match anche oggi. Si chiude la prima giornata con Giappone-Colombia e Polonia-Senegal, si apre la seconda con l’impegno dei padroni di casa che sfidano l’Egitto di Salah.
Anche oggi sorpresissime perché il Mondiale non concede sconti a nessuno, così accade che le super favorite del gruppo H siano ultime nel girone e Asia e Africa festeggino le loro prime vittorie.
Egitto praticamente fuori dopo due partite e Russia scatenata sotto porta con otto reti nelle prime due gare, punteggio pieno e passaggio del turno praticamente opzionato: la certificazione potrebbe arrivare domani dopo l’incontro tra Arabia e Uruguay.

samurai blue

Con una vittoria convincente, ma figlia di un tragico errore di valutazione dell’esperto Carlos Sanchez (ex Fiorentina), il Giappone parte con il piede giusto nel girone H, battendo la più quotata Colombia orfana per oltre un’ora di James Rodriguez.
I giapponesi hanno approfittato dell’inferiorità numerica colombiana e grazie a Kagawa sono andati in vantaggio su rigore.

Il primo espulso del Mondiale, Carlos Sanchez

Il primo espulso del Mondiale, Carlos Sanchez

Seppur in undici contro dieci, la Colombia è riuscita a pareggiare con un gol tanto bello quanto intelligente di Quintero, abilissimo nel battere una punizione sotto la barriera giapponese troppo lesta a saltare.
Il pareggio sembrava chiudere il discorso ma complice un errore di Ospina i Samurai Blue segnavano su calcio d’angolo, il gol che vale tre punti e un passo avanti nel girone H.

DELUSIONE POLACCA

Polonia disastrosa, Senegal che ne approfitta e così, cade la seconda delle otto teste di serie del Mondiale.
Squadra priva di idee con Zielinski distante da Lewandowski e Milik, svagata in difesa dove Cionek e Bendarek hanno fatto rimpiangere Kamillo Glik.
Polacchi anche sfortunati sul gol, sull’autogol, che spiana la strada al Senegal: tiro debole dal limite dell’area da parte di Gueye che incoccia sulle gambe di Cionek. Spiazzato il portiere della Juve Szczesny e 0-1.

Lo 0-2 mette in risalto la pochezza del pacchetto arretrato polacco. Una specie di gara a chi commette la sciocchezza più grossa: inizia Krychowiak con un retropassaggio drammatico, ci si mette Bendarek che lascia rimbalzare la palla e non si avvede dell’arrivo di Niang.
Chiude il pasticcio Szczesny, intempestivo nell’uscita.
L’1-2 di Krychowiak accorcia le distanze ma la Polonia mastica amaro.
Niang fa volare il Senegal e Cairo già pregusta una succulenta plusvalenza proprio in extremis, vista l’annata disastrosa dell’attaccante granata.

PADRONI A CASA NOSTRA

Certo il girone e il calendario hanno aiutato ma la Russia dopo due partite ha convinto anche il più scettico detrattore.
6 punti, otto gol fatti, uno subito (su rigore), qualificazione ad un passo.
L’Egitto è stato vittima sacrificale, Cuper non è riuscito a fare miracoli e Salah a mezzo servizio non può certo trascinare la squadra.
Intanto la Russia va. Cheryshev da riserva diventa titolare e segna ancora, un pizzico di fortuna (vedi autogol di Fathi) spiana la strada, mentre Golovin fa vedere sprazzi di classe e Dzyuba, rubato il posto a Smolov continua a segnare.
Presagi?

I TABELLINI

COLOMBIA-GIAPPONE 1-2 (
primo tempo 1-1)
MARCATORI: Kagawa (G) su rigore al 6’, Quintero (C ) al 39’ p.t.; Osako (G) al 28’ s.t.
COLOMBIA (4-2-3-1): Ospina; Arias, Da. Sanchez, Murillo, Mojica; Ca. Sanchez, Lerma; Ju. Cuadrado (dal 31’ p.t. Barrios), Quintero (dal 14’ s.t. J. Rodriguez), Izquierdo (dal 25’ s.t. Bacca); Falcao.
Allenatore: Pekerman.
GIAPPONE (4-2-3-1): Kawashima; G. Sakai, Yoshida, Shoij Nagatomo; Hasebe, Shibasaki (dal 35’ s.t. Yamaguchi); Haraguchi, Kagawa (dal 25’ s.t. Honda), Inui; Osako (dal 40’ s.t. Okazaki). Allenatore: Nishino.
ARBITRO: Skomina (Slovenia)

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POLONIA-SENEGAL 1-2 (primo tempo 0-1)
MARCATORI: Cionek (P) autogol al 38’ p.t.; Niang (S) al 15’, Krychowiak (P) al 41’ s.t.
POLONIA (4-4-2) : Szczesny; Piszczek (dal 38’ s.t. Bereszynski), Cionek, Pazdan, Rybus; Blaszczykowski (dal 1’ s.t. Bednarek), Krychowiak, Zielinski, Grosicki; Milik (dal 29’ s.t. Kownacki), Lewandowski
A disposizione: Fabianski, Bialkowski, Jedrzejczyk, Glik, Goralski, Linetty, Peszko, Kurzawa, Teodorczyk
Allenatore: Nawalka

SENEGAL (4-4-2) K. Ndiaye; Wague, Sané, Koulibaly, Sabaly; Sarr, Gueye, A. Ndiaye (dal 42’ s.t. Kouyaté), Mané; Diouf (dal 16’ s.t. Ndoye), Niang (dal 31’ s.t. Konaté)
A disposizione: Diallo, Gomis, Mbengue, Mbodji, Sow, Ndoye, Sakho, Ndiaye, Keita, Gassama). Allenatore: Cissé.

ARBITRO: Shukralla (Bahrein).

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RUSSIA-EGITTO 3-1 (primo tempo 0-0)
MARCATORI: Autogol di Fathy (E) al 2′, Cheryshev (R) al 14′, Dzyuba (R) al 17′, Salah (E) su rig. al 28′ s.t.
RUSSIA (4-2-3-1): Akinfeev; Mario Fernandes, Kutepov, Ignashevich, Zhirkov (dal 41′ s.t. Kudriazov); Zobnin, Gazinsky; Smedov, Golovin, Cheryshev (dal 29′ s.t. Kuziaev); Dzyuba (dal 34′ s.t. Smolov).
A disposizione: Lunev, Gabulov, Semenov, Granat, Miranchuk, Anton, Miranchuk, Erokhin, Smolnikov 
Allenatore: Cherchesov

EGITTO (4-2-3-1): El Shenawy; Fathy, Gabr, Hegazy, Abdelshafy; Hamed, Elneny (dal 19′ s.t. Warda); Salah, Said, Trezeguet (dal 23′ s.t. Sobhy); Mohsen (dal 37′ s.t. Kahraba)
A disposizione: El Hadary, Ekramy, Elmohamady, Gaber, Morsy, Ashraf, Hamdy, Ekramy, Shikabala, Saad
Allenatore: Cuper

ARBITRO: Caceres (Par)

Diario #5 – Leoni indomabili

Il resoconto della giornata #5 – Leoni indomabili

Oggi in scena due delle squadre più “odiate” sportivamente alle latitudini italiche: si sfidavano infatti i mobilieri svedesi e i coreani del sud, quelli del biscotto e quelli della porcata di Corea e Giappone 2002.
Nel secondo match, il Belgio battezzava l’esordio di Panama mentre nella partita serale Inghilterra e Tunisia completavano il programma di giornata.

Rigore nordico

La Svezia ha avuto la meglio di una giovanissima Corea del Sud grazie al rigore dell’ex Genoa Granqvist.
Migliore in campo il portierino coreano (sulla carta il terzo per gerarchia) Cho ha parato tutto quello che passava dalle sue parti.
E’ lui l’hombre del partido, con il suo ciuffo rosso e la sua tecnica, diciamo così, artigianale.
La Corea ha combinato poco e niente: Son, deludente, e Lee entrato tardivamente, non hanno inciso e per il portiere svedese Olsen solo un brivido al 95′ sul colpo di testa di Hwang.
Non granché l’arbitraggio del salvadoregno Aguilar salvato dal VAR sul calcio di rigore che ha deciso il match.

LUCI E OMBRE

Romelu Lukaku

La notizia è che il Belgio ha vinto con un rotondo 3-0. Il primo tempo sembrava la brutta copia delle edizioni precedenti: manovra lenta, giocatori statici e difficoltà a centrare la porta dell’ex Cagliari, Penedo.
Alcune parate del portiere panamense tenevano a galla il veliero centroamericano sospinto dall’incitamento di un pubblico straordinario e numerosissimo.
Nel secondo tempo, Mertens prima e Lukaku (doppietta) chiudevano i giochi, ma ci voleva il miglior Courtois per respingere due pericolosi attacchi dei panamensi.
Martinez può gioire, la sua squadra non può che crescere.

VIVA VIVA L’INGHILTERRA

Convince l’Inghilterra dell’elegantissimo Southgate.
Bel gioco, belle trame e soprattutto grande intensità per oltre mezzora, poi un rigore sciocco (e generoso) ha rimesso in pista una discreta Tunisia.
I tunisini sanno giocare, hanno sofferto ma sono usciti spesso e volentieri palla al piede.
A vincere questa partita ci ha pensato Harry Kane con due gol da vero bomber, nell’area piccola con il fiuto del gol che solo i grandi attaccanti hanno.
Bella anche la divisa tutta rossa dei Tre Leoni.
Ha talento e corsa, questa Inghilterra può arrivare lontano.

I TABELLINI

SVEZIA-COREA DEL SUD 1-0 — Primo tempo 0-0
RETE: 20’st rig. Granqvist (S)
Svezia (4-4-2):
Olsen; Augustinsson, Granqvist, Jansson, Lustig; Claesson, Larsson (36’st Svensson), Ekdal (26’st Hiljemark), Forsberg; Berg, Toivonen (32’st Kiese Thelin).
A disposizione: Johnsson, Nordfeldt, Olsson, Guidetti, Helander, Krafth, Rohden, Durmaz.
Allenatore: Janne

Corea del Sud (4-3-3): Jo; Y.Lee, H.Jang, Y.Kim, J.H.Park (28’pt M.W.Kim); J.S.Lee, S.Y.Ki, J.C.Koo (28’st S.W.Lee); Hwang, S.W.Kim (21’st W.Y.Jung), Son.
A disposizione: S.G.Kim, J.H.Kim, S.J.Joo, Hong, B.S.Oh, Y.S.Yun, S.H.Jeong, S.M.Moon, Y.H.Go.
Allenatore: Shin Taeyong

Arbitro: Aguilar (El Salvador)

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BELGIO-PANAMA 3-0 — Primo tempo 0-0
Marcatori: 2′ st Mertens (B), 24′ e 30 ‘ st Lukaku (B)
Belgio (3-4-3):
Courtois; Alderweireld, Boyata, Vertonghen; Meunier, De Bruyne, Witsel (45′ st Chadli), Carrasco (29′ st Dembele); Mertens (38′ st T. Hazard), Lukaku, E. Hazard.
A disposizione: Mignolet, Casteels, Dendoncker, Fellaini, Tielemans, Januzaj, Batshuayi.
Allenatore: Martinez

Panama (4-1-4-1): Penedo; Murillo, R. Torres, Escobar, Davis; Gomez; Barcenas (18′ st G. Torres), Cooper, Godoy, J. Rodriguez (18′ st Diaz); Perez (28′ st Tejada).
A disposizione: Calderon, A. Rodriguez, Machado, Cummings, Ovalle, Baloy, Pimentel, Avila, Arroyo.
Allenatore: Gomez

Arbitro: Sikazwe (Zambia)

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TUNISIA-INGHILTERRA 1-2 (primo tempo 1-1)
MARCATORI: 11′ e 46′ st Kane; 34′ pt. (rig.) Sassi

TUNISIA (4-3-3): Hassen (16’pt Ben Mustapha); Meriah, Ben Youssef S., Bronn, Maaloul; Skhiri, Badri, Sassi; Ben Youssef F, Khazri (40’st Khalifa), Sliti (28’st Ben Amor). (Mathlouthi, Ben Alouane, Bedoui, Haddadi, Nagguez, Chaaleli, Khalil, Srarfi, Khaoui). All. Maaloul

INGHILTERRA (3-5-2): Pickford; Walker, Stones, Maguire; Trippier, Alli (32’st Loftus Cheek), Henderson, Lingard (45’st Dier), Young; Sterling (25’st Rashford), Kane. (Pope, Butland, Rose, Cahill, Jones, Alexander-Arnold, Delph, Vardy, Welbeck). All. Southgate
ARBITRO: Roldan (Colombia)

Diario #4 – Sorprese

Il resoconto della giornata #4 – Domenica di passione

Match pennichella delle ore 14 quello tra Costarica, rivelazione dell’edizione precedente, e la Serbia dei mille talenti.
Il programma è proseguito nel pomeriggio all’ora del tè con lo scoppiettante Germania-Messico, una classica oramai delle fasi finali, alla sua quarta recita.
Per la serata, l’esordio del Brasile come dessert di una giornata che prometteva sorprese e non ha tradito le aspettative.
Oggi, sei anni fa, mi trovavo in quel di Pachuca, oggi, un ex del Pachuca risolve un match ai Mondiali: ricordi che fanno bene al cuore.

prodezza balistica

Serbia vincente nell’esordio mondiale grazie ad una super punizione di Kolarov, non nuovo a imprese balistiche di questo genere. 
Belli da vedere per tocco e qualità, i serbi hanno denotato i soliti limiti, storici, che li caratterizzano: Mitrovic e Milinkovic hanno sprecato l’impossibile mentre i piedi fini di Ljajic e Tadic sono rimasti inoperosi.
Il Costarica non ha fatto granché e alla fine il gol vittoria di Kolarov è il giusto premio ad una Serbia quanto meno più volitiva.

il messico va

Se l’Argentina aveva steccato, la Germania ha voluto esagerare.
I tedeschi hanno sbagliato completamente partita, lasciando ampi spazi e pericolosi contropiedi ai messicani che hanno colpito con Lozano e, a più riprese, avrebbero potuto chiudere i conti.

Hirving Lozano

Il Messico è sembrata fino ad ora la squadra atleticamente migliore. Corsa (tanta) e fisico che hanno annichilito i teutonici, apparsi la brutta copia della squadra che ha dominato la Conf cup del 2017.
Colpiti nelle loro peculiarità, sempre a rincorrere gli avversari (molto spesso imprendibili) i messicani sono stati superiori anche nei duelli individuali.
I migliori in campo, sono stati Herrera e Layun su tutti, con Lozano che ha fatto letteralmente ammattire i difensori tedeschi.

Toni Kroos è sembrato l’unico tra i tedeschi ad avere una minima idea di quanto stava accadendo in campo: uno dei pochi sussulti del match lo ha regalato lui con un tiro stampatosi sulla traversa sul finire del primo tempo.
Germania involuta e con poche idee. 

IL Brasile e lo specchio

Coutinho tira e segna

Il match serale vedeva l’esordio del Brasile. La compagine allenata da Tite ha giocato un buon primo tempo, mostrando trame divertenti e andando vicina al goal a ripetizione.
Gol che è poi arrivato con una magia di Coutinho con un destro potente e angolato che non ha lasciato scampo a Sommer.
Solito campionario di giocate da applausi ed ecco che il solito Brasile ha lasciato spazio alle sue vanità, dimenticando che palcoscenici come quello del Mondiale, non perdonano ogni minima distrazione.

Distrazione che puntualmente è arrivata, su calcio d’angolo. Zuber lasciato libero ha avuto modo di battere a rete, solo soletto davanti ad un incolpevole Alisson.
Da lì in avanti il Brasile ci ha provato in tutti i modi, Sommer ha compiuto buoni interventi e la Svizzera si è resa pericolosa in contropiede.
I verdeoro recriminano per un dubbio intervento su Gabriel Jesus (prova impalpabile la sua) in area, troppo poco per aver ragione di questa Svizzera, contata in piedi nel primo tempo, ma capace di resistere e pareggiare.

TABELLINI

COSTA RICA-SERBIA 0-1 — Primo tempo 0-0
RETE: Kolarov all’11’ s.t.
COSTA RICA (5-4-1): Navas; Gamboa, Acosta, Gonzalez, Duarte, Calvo; Ruiz, Borges, Guzman (dal 28’ s.t. Colindres), Venegas (dal 15’ s.t. Bolanos); Ureña (dal 21’ s.t. Campbell).
A disposizione: Pemberton, Moreira, Smith, Oviedo, Waston, Gutierrez, Wallace, Azofeifa, Tejeda.
Allenatore: Ramirez.

SERBIA (4-2-3-1):
 Stojkovic; Ivanovic, Milenkovic, Tosic, Kolarov; Milivojevic, Matic; Tadic (dal 37’ s.t. Rukavina), Milinkovic, Ljajic (dal 24’ s.t. Kostic); Mitrovic (dal 45 s.t. Prijovic).

A disposizione: Rajkovic, Dmitrovic, Spajic, Veljkovic, Rodic, Zivkovic, Grujic, Radonjic, Jovic).
Allenatore: Krstajic.

ARBITRO: 
Dedhiou (Senegal).

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GERMANIA-MESSICO 0-1 — Primo tempo 0-1
RETE: 36′ Lozano
GERMANIA (4-2-3-1): Neuer; Kimmich, Hummels, Boateng, Plattenhardt (78′ Gomez); Khedira (60′ Reus), Kroos; Ozil, Mueller, Draxler; Werner (87′ Brandt). 
A disposizione: Ginter, Goretzka, Gundogan, Hector, Rudiger, Rudy, Sule, Ter Stegen, Trapp. 
Allenatore: Loew.

MESSICO (4-3-3): Ochoa; Ayala, Salcedo, Moreno, Gallardo; Herrera, Guardado (70′ Marquez), Layun; Lozano (64′ Jimenez), Hernandez, Vela (58′ Alvarez).
A disposizione: Aquino, Corona J., Corona J., Dos Santos G. Dos Santos J., Fabian, Gutierrez, Peralta, Talavera.
Allenatore: Osorio.

ARBITRO: Alireza Faghani (IRI)

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BRASILE-SVIZZERA 1-1 — Primo tempo 1-0
MARCATORI:
 20′ Coutinho (B), 5′ st Zuber (S)
BRASILE (4-2-3-1)
: Alisson; Danilo, Miranda, Thiago Silva, Marcelo; Casemiro (dal 15′  st Fernandinho), Paulinho (dal 22′ st Renato Augusto); Willian, Coutinho, Neymar; Gabriel Jesus (dal 34′ st Firmino).
A disposizione
: Ederson,Cassio, Fagner, Filipe Luis, Pedro Geromel, Marquinhos, Douglas Costa, Firmino, Renato Augusto, Fernandinho, Taison. 

Allenatore: Tite

SVIZZERA (4-2-3-1): Sommer; Lichtsteiner (dal 42′ st Lang), Schär, Akanji, Rodriguez; Xhaka, Behrami (dal 26′ st Zakaria); Shaqiri, Dzemaili, Zuber; Seferovic (al 40′ st Embolo).
A disposizione: Burki, Mvogo, Djourou, Elvedi, Lang, Moubandje, Fernandes, Zakaria, Freuler, Drmic, Embolo, Gavranovic. 
Allenatore: Petkovic