21 giugno – Giorno#10

messi-goal

La partita #27

Argentina v Iran 1-0

Sarà ricordata come: L’impenetrabile regno di Persia e l’impossibilità di essere normali

91 minuti di difesa. I primi 45 di sola difesa. I secondi conditi da sortite pericolose che nascevano dalla sicurezza che aumentava con il passare dei minuti.
E più i minuti passavano, più l’Argentina si intestardiva e sbatteva contro i discendenti degli Immortali del Re Persiano.
Una linea difensiva che non vacillava mai, controllava i non irresistibili attacchi argentini e proponeva un calcio interessante anche in fase di rimessa, dove a ripetizione era il portiere albiceleste Romero a dire no con vere e proprie prodezze su Dejagah e Ghoochannejhad.
Ma più il tempo passava, più la beffa era nell’aria. E solo un guizzo, l’unico di tutta una partita piattissima, di Messi regolava l’Iran e permetteva all’Argentina di guadagnare tre punti oramai insperati.
Perchè Messi non sarà mai un calciatore normale. Potrà sbagliare qualche partita – chi non le sbaglia? – ma la sua indole non è la normalità, bensì la straordinarietà.

I protagonisti del match

In positivo: Romero e Messi per l’Argentina, tutto l’Iran
In negativo: Aguero e Higuain

La giocata del match

Ha deciso il match, l’ennesimo di una carriera a cui manca un alloro con la nazionale. Gli hanno sempre rimproverato di non tenere troppo in considerazione la casacca albiceleste, ma dopo le prime due partite di questo mondiale, molti connazionali si saranno dovuti ricredere.
Meno male che Messi c’è, anche perchè questa Argentina allenata da Sabella non sembra riuscire ad esprimere tutto il suo potenziale.
In soccorso ad una nazionale anemica, arriva il guizzo del campione. L’uomo della Provvidenza. Il tiratore dalla mano caldo che tira da qualsiasi posizione e segna, nei momenti in cui la tua squadra ha bisogno di respirare per stare in partita.
Ecco cosa è stato il goal di Messi, oggi, nel pieno recupero di Argentina-Iran. E’ stato il Kobe Bryant o il Michael Jordan di turno. Pari, mancano pochi secondi. A chi dai la palla? Al tuo miglior tiratore, ovviamente.
E infatti, Messi ha ottenuto il suo uno contro uno e Teymourian lo ha sfidato, regalandogli un metro di troppo.
Errore fatale. L’unico del match per il calciatore iraniano.
Messi si accentrava e lasciava partire un tracciante imparabile che si insaccava alle spalle del portiere Haghighi.
Un goal da cineteca, a giro sul palo lontano, all’ultimo respiro. Come un tiro da tre sulla sirena.
Decisivo come solo i campioni sanno essere.

La statistica del match

70% di possesso palla per l’Argentina

La partita #29

Germania v Ghana

Sarà ricordata come: Fino alla fine, senza risparmio.

Perchè? Perchè è finita Germania contro Ghana? Perchè è durata solo 93 minuti? 93 minuti di rara bellezza con continui capovolgimenti di fronte, rimonte, emozioni, spettacolo allo stato puro.
A sorpresa i ghanesi strappano un punto, ma potevano essere anche tre, come zero. Il bello di partite come queste è che il risultato resta in bilico fino al fischio finale, aperto ad ogni soluzione.
La Germania è la solita squadra che non molla mai e ne da prova quando dopo il goal di Gotze si ritrova sotto grazie ad un uno-due di straordinaria veemenza: prima pareggia Andrè Ayew con un imperioso stacco di testa, poi Gyan trasforma un contropiede con un destro potente che fulmina Neuer.
Finita? Macchè. Il neo entrato Klose, in mischia sugli sviluppi di un calcio d’angolo, insaccava il più semplice dei tap-in. Era il 2-2 finale, il 15 goal di Klose ai Mondiali (record ex aequo con Ronaldo) che valeva un punto buono solo per la classifica dei tedeschi. Ghana attaccato al risultato di Portogallo-Usa. Tutti a tifare Portogallo, per poi giocarsi tutto proprio con i lusitani nell’ultimo match del girone.

I protagonisti del match

In positivo: Muntari, Andrè Ayew e Gyan per il Ghana, Schweinsteiger, Klose e Kroos per la Germania
In negativo: Boateng K. per il Ghana, Lahm per la Germania

La giocata del match

Andrè Ayew ha segnato ancora. Non è una grande novità, visto che il ragazzo ha la stoffa del bomber. La notizia è che lo fa colpendo di testa in una area affollata di corazzieri teutonici.
Ayew per batterli li ha semplicemente anticipati. Dico semplicemente perchè è l’unica cosa sensata da fare nel caso tu volessi volare sopra le teste dei tuoi avversari. Prenderli sul tempo e staccare angolando il più possibile il pallone, altrimenti quell’altro corazziere, quello tra i pali, rende vano il tuo gesto tecnico.
Gesto di grande tecnica, ma anche di grande scaltrezza.
Il cross dalla destra di Harrison Afful cadeva proprio al centro di un’area affollata da Mertesacker, Hummels e Mustafi e dagli avanti ghanesi Gyan, Jordan Ayew. La marcatura a uomo tradiva proprio Mustafi che non poteva far altro che stare a guardare il colpo da maestro del calciatore del Marsiglia.
Ayew la accarezzava con la fronte e la mandava a morire dove Neuer non ci poteva arrivare.
Un goal da specialista del colpo di testa, cosa che Andrè, non sarà mai.

 

La statistica del match

20 i tiri del Ghana

 

La partita #28

Nigeria v Bosnia-Erzegovina 1-0

Sarà ricordata come: Il calcio non cambierà mai

Se al termine di una partita come questa è la Nigeria a portare a casa i tre punti ci sono essenzialmente tre motivi che decretano la vittoria degli africani. Il primo è che la Nigeria ha giocato meglio e con più continuità dei bosniaci; il secondo è che i bosniaci hanno affrontato il match troppo timidamente e si sono svegliati quando oramai era troppo tardi. Terzo ma non minore dei motivi, l’arbitraggio del Sig. O’Leary che non convalida un goal regolarissimo a Dzeko e ignora il fallo da cui nasce il goal della Nigeria.
Partita anarchica con capovolgimenti di fronte, veloce, rapida, a tratti anche divertente.
Quando la Bosnia, e soprattutto il suo allenatore Susic, ha inserito una punta in più (Ibisevic) la squadra ha creato più occasioni e solo la mira sballata e un po’ di sfortuna (palo di Dzeko a tempo praticamente scaduto) non ha consentito ai bosniaci di pareggiare e tenere viva le speranze di qualificazione.
E’ giunta al capolinea questa prima esperienza mondiale dei bosniaci: un peccato mortale.
Ai nigeriani manca un punto per essere sicuri degli ottavi. Iran in agguato: in casa di vittoria sulla Bosnia e sconfitta dei nigeriani, conterà la differenza reti. Tutto ancora da definire.

I protagonisti del match

In positivo: Emenike per la Nigeria, Begovic per la Bosnia
In negativo: Spahic per la Bosnia

La giocata del match

Al termine della partita, Edin Dzeko era disperato. Lui è l’uomo dei goal pesanti, abituato tra l’altro, a segnarli sempre in extremis nei minuti di recupero delle partite. Forse perchè i difensori sono più stanchi o meno concentrati, forse perchè Dzeko è un inguaribile ottimista, forse perchè è conscio delle sue capacità o peggio perchè è come quegli studenti che rimandano sempre il momento di studiare.
Anche stavolta il copione era stato rispettato. Dzeko si era fatto trovare pronto solo in una occasione (il goal ingiustamente annullato) ma poi era tornato il solito studente svogliato che continuava a rimandare: il tempo trascorreva inesorabile e proprio sul gong, ecco che Dzeko si faceva vivo con una giocata da vero bomber.
Assalto all’arma bianca da parte dei bosniaci. Il lungo lancio della difesa era recapitato in una area affollatissima.
Dzeko, spalle alla porta, stoppava il pallone e al volo, rapidamente, girava di sinistro. Enyeama era reattivo e deviava il pallone sul palo.
Sfortunato Dzeko, sfortunata la Bosnia.
Un insegnamento. Non rimandare mai a domani le cose che puoi fare oggi.

La statistica del match

26 cross per la Bosnia

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