14 giugno – Giorno#3

 

La partita del giorno è Inghilterra v Italia. Un goal storico, quello di Capello e prima vittoria azzurra contro i “maestri”

 

La partita #5 – Colombia v Grecia 3-0

Sarà ricordata come:  Forza, velocità e talento contro volontà e fierezza.

Fa caldo a Belo Horizonte. I Cafeteros sono squadra molto talentuosa e amano giocare la palla forse si guardano un po’ troppo allo specchio, ma questa Grecia è avversario troppo morbido per metterli in difficoltà.
Il goal di Armero spiana la strada verso una comoda vittoria, nonostante la tenacia dei greci che resistono fieramente agli attacchi dei colombiani ma in avanti non riescono quasi mai ad essere pericolosi, perché troppo lontani dalla porta e abituati a giocare in maniera a dir poco sparagnina.
Il tocco facile del matto, Teofilo Rodriguez, che, a detta di Basile, ex allenatore dell’Argentina: “Ha un gran destro. Ma non è il piede. E’ il pugno.” – ha chiuso il match. Poteva riaprirlo Gekas, ma il suo colpo di testa a botta sicura ha incocciato la traversa e la partita dei greci è finita lì.
Anzi, non proprio lì, perché il migliore in campo, James Rodriguez su pregevole colpo di tacco di Cuadrado ha insaccato con un sinistro delizioso che vale il 3-0 finale.
Troppa Colombia, poca Grecia.

I protagonisti del match

In positivo: James Rodriguez per la Colombia, Manolas per la Grecia
In negativo: Maniatis per la Grecia

La giocata del match

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James ha preso la palla a centrocampo. Sul centrodestra, per la precisione. Ha lanciato in verticale per Cuadrado che, da par suo, l’ha messa giù. Nel frattempo, James ha iniziato a correre per raggiungere l’area avversaria. Correndo gli sembrerà di essere quasi invisibile perché nessun giocatore greco lo segue, se non tardivamente Maniatis, e nessuno capisce che da quella corsa sta per nascere qualcosa di straordinario.
Cuadrado nel frattempo ha deciso di mettere la palla in mezzo. Cross basso ad attraversare l’area piena di greci: James Rodriguez arriva di gran carriera e ha l’intuizione che vale il vantaggio.
Abile e delizioso nei tocchi, questa volta si fa notare per un non tocco, un velo. Una finta.
Leggiadro, elegante, lascia sfilare il pallone perché sa che alle sue spalle c’è il faticatore Armero che, di piatto, la mette là dove Karnezis non può proprio arrivare.
Invisibile, delizioso e concreto. Il migliore in campo per distacco.

La statistica del match

6 i tiri verso la porta di James Rodriguez

 

La partita #7 – Uruguay v Costarica 1-3

Sarà ricordata come: Potere ai piccoli!!!

Non so se gli uruguaiani pensassero che questa fosse una partita già vinta…Evidentemente la storia non ha insegnato niente e la Celeste ha ampiamente sottovalutato il Costarica. Come giustamente mi faceva notare un amico oggi, il Costarica, piccolo piccolo, ai Mondiali qualche sorpresa l’aveva sempre regalata. E anche stasera a Fortaleza è stata una bella sorpresa.
Rapidi a ripartire, avvolti dal mantello di supereroe di Keylor Navas, il portiere del Levante in Spagna, coriacea in mezzo al campo con Yeltsin Tejeda, orchestrata dal piede caldo di Bolanos e dal talento intermittente di Bryan Ruiz, ma soprattutto fortissima davanti con l’unica punta Campbell: uno che farà molta ma molta strada.
In vantaggio con Cavani, l’Uruguay ha ripetuto la partita della Spagna, con le stesse modalità e si è addormentato dopo il vantaggio, convinto che sarebbe stata una passeggiata senza peraltro creare pericoli alla difesa costaricense.
Più che una passeggiata si è trattato di un brusco sentiero di montagna irto e pieno di pericoli: prima Campbell, poi tre minuti dopo Duarte e infine Urena con la complicità di Muslera.
Una nazione senza esercito, ma composta da guerrieri. Costa rica, pura vida. Tre goal di pregevolissima fattura, uno più bello dell’altro.
Per l’Uruguay serata da dimenticare e mondiale in salita.

I protagonisti del match

In positivo: Campbell per il Costarica
In negativo: Muslera e Maxi Pereira,

La giocata del match

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Il gioco del calcio è un gioco molto semplice. Più semplici sono le cose che si fanno, più belle sono le azioni e più belli anche i goal. La giocata del match è la combinazione che porta al pareggio del Costarica.
Fascia destra dell’attacco centroamericano. Ruiz diagonale per Bolanos che va incontro al pallone e disegna il secondo lato del triangolo: tacco smarcante e in profondità per l’accorrente Gamboa che, in corsa e in extremis, centra.
In area i difensori uruguaiani bucano e lasciano la palla a Campbell, quello che comperava pacchetti di figurine Panini per trovarsi…ma senza troppa fortuna. La fortuna è del Costarica perchè Campbell stoppa e lascia partire un sinistro a mezza altezza che folgora Muslera.
L’azione è meravigliosa, la giocata di Bolanos da applausi.

La statistica del match

1 come il primo rosso dei Mondiali a Maxi Pereira, Uruguay

 

La partita #8 – Inghilterra v Italia 1-2

Sarà ricordata come: Ops, we did it again!

Se dovessi dire che mi aspettavo un’Italia di questo genere, sarei un bugiardo. Avevo poche certezze ed ero abbastanza convinto che Prandelli non sapesse bene che pesci pigliare. Per fortuna mi sbagliavo. Compatta nei reparti, precisa nel gioco a terra, con un centrocampo tutto qualità, l’Italia stasera ha vinto e convinto.
L’Inghilterra era partita forte, pressando alto, inibendo le nostre fonti di gioco: era un fuoco di paglia, perché Pirlo e Verratti iniziavano a giocare più liberi, appoggiati da De Rossi, dalla profondità di Candreva e dalle sfuriate di Darmian in fascia destra.
Gli Azzurri passavano in vantaggio con uno schema su calcio d’angolo, con Pirlo che faceva velo per Marchisio: collo destro nell’angolino. Hart non ci arrivava.
Nemmeno il tempo di esultare, che su una rapida azione di contropiede, Rooney trovava Sturridge sul secondo palo. 1-1 e tutto da rifare.
Gli inglesi tornano di nuovo a far male e Sirigu deve svolgere più che l’ordinaria amministrazione. Sul finire del primo tempo prima Balotelli e poi Candreva vanno vicinissimi al gol del 2-1.
Nella ripresa il canovaccio non cambia. Siamo ordinati e continuiamo a macinare gioco. Il gol del vantaggio è una chicca: Candreva lavora alla grande un pallone sulla destra e centra sul secondo palo dove Balotelli, di testa, non può fallire.

I protagonisti del match

In positivo: Darmian, Candreva, Balotelli per l’Italia, Baines e Sterling per l’Inghilterra
In negativo: Paletta per l’Italia, Rooney per l’Inghilterra

La giocata del match

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Giocare al fianco di un genio deve essere speciale, magari stargli vicino ti fa diventare un po’ più forte, più decisivo, più concreto.
Forse Antonio Candreva, stasera, guardando Andrea Pirlo che non sbagliava un passaggio neanche a morire, deve avere avuto un’illuminazione. Un istante di intelligenza calcistica allo stato puro.
Si era sull’1-1. Darmian correva veloce sulla fascia destra e serviva lungo linea Candreva. Il numero sei azzurro piroettava su se stesso e riusciva a portarsi il pallone dal destro al sinistro, ingannando Baines.
Il più era fatto? Ma nemmeno per sogno, perché Candreva decideva di fare le cose per bene e di andare fino in fondo. Così il mancino della Lazio pennellava un cross sul secondo palo dove Balotelli (movimento straordinario il suo) si faceva trovare pronto per il goal vittoria.

La statistica del match

602 passaggi completati dalla nazionale italiana

 

La partita #6 – Costa d’Avorio-Giappone 2-1

Sarà ricordata come: L’ingresso del caro Leader Didier

La partenza degli Elefanti africani era stata piuttosto decisa. Ma come spesso capita nel calcio ad andare in vantaggio è la squadra che subisce le iniziative avversarie. Honda portava in vantaggio i suoi con un gran sinistro dal limite dell’area che fulminava imparabilmente Barry.
Gli ivoriani accusavano il colpo e non riuscivano a reagire.
La nazionale dei Samurai unisce sano cinismo, ereditato dal tecnico italiano Zaccheroni ad una solida organizzazione e spirito di sacrificio.
Gli africani iniziavano a prendere le misure e sul finale del tempo si intravedevano segnali di risveglio, stoppati solo dalla fine del primo tempo. Si ricomincia e gli ivoriani spingevano sull’acceleratore ma mancava sempre qualcosa per risollevare le sorti del match: quel qualcosa, anzi quel qualcuno era Didier Drogba. Lasciato in panchina da Lamouchi subentrava ad uno spento Serey Die. Era il 62′. L’ingresso del totem mandava in tilt la difesa giapponese e nel giro di quattro minuti la Costa d’Avorio ribaltava il risultato. Al 64′ e al 66′ su due cross fotocopia di Aurier arrivavano i gol di Bony e di Gervinho, entrambi di testa.
Drogba da par suo impegnava la difesa giapponese, aiutava i compagni in difesa, sfiorava il gol in due occasioni e faceva respirare i suoi guadagnando falli e tempo.
Il Giappone non riusciva più a pareggiare e Zaccheroni incassa la sua prima sconfitta mondiale.

I protagonisti del match

In positivo: Drogba, Aurier e Gervinho per la Costa d’Avorio, Honda per il Giappone
In negativo: Okazaki per il Giappone, Serey Die per la Costa d’Avorio

La giocata del match

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La partita è ancora ai suoi albori, quando Keisuke Honda cancella mesi e mesi di frustrazioni e scarica in rete un sinistro al fulmicotone su cui Barry nulla può.
Ma la giocata del match precede solo di un istante il gol giapponese e la compie sempre lui, Honda.
Sugli sviluppi di una rimessa laterale, Nagatomo si accentra e scarica per il numero 4 giapponese che riceve il pallone, si allarga ingannando Yaya Tourè (non proprio l’ultimo arrivato) e stoppa il pallone con il destro, portandoselo avanti quel tanto che basta per liberarsi al tiro.
Qui la sua indole, ma anche le sue grandi capacità balistiche lo hanno indotto a tirare di sinistro: per due motivi molto semplici. Il primo è che in questo modo ha rubato il tempo al portiere ivoriano battendolo sul proprio palo e il secondo è che con il destro avrebbe avuto un angolo disponibile molto ridotto, avrebbe dovuto dare molto giro e quindi rallentare la velocità del pallone.
Insomma, scacco in due mosse per Barry, freddato dalla saetta di Honda.

La statistica del match

 19 i tiri della Costa d’Avorio 

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