Le 32 protagoniste – Puntata no.19 – Il Portogallo

La Squadra – A Seleção das Quinas

Il Portogallo campione d’Europa si affaccia alla vetrina intercontinentale grazie alla qualificazione ottenuta nel girone B europeo, solo grazie alla differenza reti (seppur in netto vantaggio nei confronti della Svizzera).
Un girone pressochè perfetto, con l’unica macchia arrivata proprio nel primo match di qualificazione: uno 0-2 a Basilea che non prometteva niente di buono.

Da lì in avanti, il percorso è stato netto. 9 vittorie consecutive, 32 reti all’attivo, solo 4 al passivo, 27 punti e una differenza reti monstre (+28).
Si dirà che Ungheria, Lettonia, Far Øer e Andorra non saranno certo ostacoli insormontabili ma Ronaldo e soci non hanno mai commesso mezzo passo falso.

Fernando Santos

L’allenatore Fernando Santos, dopo il miracolo dell’Europeo francese, ha meritato la conferma e i fatti non lo hanno smentito.
Dal 2014 in sella alla panchina portoghese, Santos ha raccolto 33 vittorie su 51 partite, 9 pareggi e 9 sconfitte, un percorso straordinario sul quale, il tecnico lusitano ha costruito i suoi successi.

Cosa attenderci dal Portogallo? Difficile immaginare un Portogallo in grado di bissare il successo europeo. Il Mondiale è molto più complesso e Cristiano Ronaldo potrebbe non bastare per arrivare fino in fondo.
Certo è che i lusitani dovranno rappresentare il Vecchio Continente come i detentori dello scettro europeo e non sarà facile per nessuno superare l’orgoglio e la fierezza portoghese.

I protagonisti

Sta diventando un esercizio fin troppo semplice, quasi stucchevole per la reiterazione ma come si può non indicare Cristiano Ronaldo come protagonista della compagine portoghese?
Recordmen per la nazionale, marcatore implacabile, trascinatore del suo Real Madrid che, pare, essergli diventato stretto.
Un giocatore incredibile. L’esempio di come la fame e la voglia, gli allenamenti, possano cambiare le sorti di una carriera.
Cristiano Ronaldo è il capitano e indiscusso leader tecnico del Portogallo.

Senza voler fare paragoni azzardati, dalle parti di Lisbona sognano un Ronaldo in versione Maradona86, un calciatore in grado di fare la differenza con una squadra non particolarmente dotata.

E questo è, difatti, questo Portogallo. Una buona squadra, a cui mancano troppi tasselli per poter pensare in grande.
Innanzitutto partendo dall’attacco, dove tolto il marziano Ronaldo, nessuno dei convocati pare essere in grado di togliere castagne dal fuoco al tecnico Santos.

Manoel Fernandes

André Silva reduce da un’annata da incubo, Guedes, Gelson Martins e Quaresma, non sembrano in grado di poter trascinare la compagine portoghese a suon di gol.
In mezzo al campo, l’oggetto misterioso Joao Mario, un fantasma all’Inter, l’eterno Joao Moutinho e occhio, potrebbe sorprendere, a Manuel Fernandes, protagonista del campionato russo con la Lokomotiv Mosca, centrocampista offensivo con il vizio del goal. 

In difesa l’esperienza del tenace Bruno Alves, un passato al Cagliari, e Jose Fonte, centrale di posizione (ottimo sulle palle alte) mentre sulle fasce agiranno Cedric e Guerreiro.
Tra i pali, Rui Patricio in vantaggio su Beto e Lopes.

I record del Portogallo (clicca per vedere l’infografica)


Testa a testa – Il Gruppo B

Il gruppo B, all’apparenza, sembra essere un affare a due tra Portogallo e Spagna.
Il primo incontro, nel duello tutto iberico, rappresenterà la cartina tornasole del torneo per entrambe le squadre.
Nei confronti diretti, bilancio favorevolissimo alla Spagna.
Stavolta potrebbe venirne fuori un nulla di fatto, anche per via degli avversari non eccessivamente complicati quali Marocco e Iran.
Allo stesso tempo, occhio ad una sconfitta che potrebbe minare il cammino di una delle due.
Portogallo-Marocco non è un unicum. Nel Mondiale 1986, in Messico, i marocchini sorpresero i lusitani: era un Portogallo alla fine di un’epoca mentre il Marocco fu una delle sorprese del Mondiale.
Anche Portogallo-Iran è un remake. A Germania 2006, vinsero i portoghesi.

Portogallo v Spagna
1 match ai Mondiali. Spagna-Portogallo 1-0, Sudafrica 2010
Bilancio totale: 35 matches
Portogallo 6 vittorie
Pareggi 13
Spagna 16 vittorie

Portogallo v Marocco
1 match ai Mondiali. Portogallo-Marocco 1-3, Messico 86

Bilancio totale: 1 match
Portogallo 
Pareggi –
Marocco 1 vittoria

Portogallo v Iran
1 match ai Mondiali:
Portogallo-Iran 2-0, Germania 2006
Bilancio totale: 2 matches
Portogallo 2 vittorie
Pareggi –
Iran 


Storie – Lisbona. Calcio e memoria

Il Benfica, il Torino. Lisbona.
1949. La partita per Ferreira, poi quel che accadde.
Il Portogallo. Il ricordo, la memoria, l’affetto.
Mi chiedono spesso, perché ami Lisbona e il Portogallo, rispondo, tra le altre cose, per il rispetto che i portoghesi sanno portare.

Lisbona 2010. Vago per Lisbona. Cerco la fermata di un tram.
Un signore anziano mi guarda e chiede, in un italiano quasi perfetto, se ho bisogno di qualche indicazione.
Nasce una chiacchierata, bellissima, indimenticabile, che sfocia in una serie di ricordi e lacrime.
Il signore parla dell’Italia, della sua esperienza sulle navi da crociera: cameriere, cuoco, pelapatate, mozzo.
Qualunque cosa. Napoli, Palermo, Genova, la Sardegna.
Poi la domanda: “E tu da dove vieni?”

Torino, Grande Torino.

Da Torino, rispondo.
“Ah, Torino. Il Grande Torino. Io quel giorno c’ero.”
Rimango di sasso. “Il giorno dell’amichevole?”
Era piccolino, con suo padre. Dice che a casa da qualche parte deve avere ancora il biglietto.
Rimasero sgomenti quando seppero della notizia.
Rimango a bocca aperta mentre mi accompagna per una salita irta con il suo bastone e la sua voglia di chiacchierare.
“La sua fermata è qui.”

Aspetta con me il tram. E’ tifoso del Benfica, ma non va più allo stadio. 
Ama ricordare la sua giovinezza, i suoi viaggi, le crociere lavorative nel Mediterraneo.
“Una volta sono andato a New York. Ho patito le pene dell’inferno.”
Si lascia andare. 
Ha amato molte donne, ma sua moglie, che non c’è più, è stata qualcosa di più.
Il tram non arriva, parliamo di calcio.

Campioni e figurine

Il signor Antonio mi racconta che Eusebio, la Pantera nera, resta il più forte che abbia mai visto.
Che era potente, tecnico, talentuoso, non una signorina come quelli di adesso.
Gli chiedo: “Ma più forte di Pelè e Maradona?”
Mi risponde: “No. Ma Eusebio era portoghese.”
Poi ritorna sul Grande Torino, su quella partita e sul fatto che, forse, quella fu la prima partita che vide dal vivo con suo padre.

Eusebio

Il tram arriva. Ci salutiamo, io salgo e vado verso Graça.
Me ne vado sapendo che a Lisbona c’è qualcuno che si ricorda del Torino, del Grande Torino, lo rispetta, lo ammira e lo ricorda.

I convocati del Portogallo a Russia2018

Portieri
Anthony Lopes (O.Lione), Beto (Goztepe) e Rui Patrício (Sporting)

Difensori
Bruno Alves (Rangers), Cédric Soares (Southampton), José Fonte (Dalian Yifang), Mário Rui (Napoli), Pepe (Besiktas), Raphael Guerreiro (Borussia Dortmund), Rúben Dias (Benfica) e Ricardo Pereira (FC Porto)

Centrocampisti
Adrien Silva (Leicester), Bruno Fernandes (Sporting), João Mário (West Ham), João Moutinho (Monaco), Manuel Fernandes (Lokomotiv Mosca) e William Carvalho (Sporting)

Attaccanti
André Silva (AC Milan), Bernardo Silva (Manchester City), Cristiano Ronaldo (Real Madrid), Gelson Martins (Sporting), Gonçalo Guedes (Valencia) e Ricardo Quaresma (Besiktas)

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Un commento su “Le 32 protagoniste – Puntata no.19 – Il Portogallo

  1. A. il said:

    Ciao, un solo appunto: “as quinas” sono gli scudi della bandiera del Portogallo; hanno poco a che fare coi navigatori.
    E força Sporting :P
    Saluti!

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