EURO2016 – Il Girone C (Germania, Irlanda del Nord, Polonia, Ucraina)

IL GIRONE C

La Germania e le buone abitudini

Thomas Muller

Ogni volta che si parla della Germania e di un campo di pallone viene fuori la solita storiella di Gary Lineker che dice: “Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine la Germania vince.”
Questa regola applicata agli Europei è particolarmente azzeccata. I tedeschi infatti vantano il maggior numero di vittorie (3), il maggior numero di finali disputate (6, di cui 3 consecutive), il maggior numero di piazzamenti tra le prime quattro (8 volte su 12 partecipazioni) e dal 1972 in avanti si è sempre qualificata per la fase finale disputando la cifra record di 43 partite. Agli Europei, nessuno come loro.
Si riparte da una Germania fresca vincitrice del suo quarto titolo Mondiale e in una fase di stabilizzazione dopo la vittoria brasiliana.
Il gruppo, guidato da Loew, è solido e collaudato con alcuni innesti di spessore: Weigl, Kimmich, Can e Ter Stegen sono la nouvelle vague che chiede spazio, al cospetto dei senatori.
Diciamo che i tedeschi sanno cosa significa pianificare il futuro.
Grande scelta, grandi qualità, individualità, classe e fantasia: cosa chiedere di più?
Il sorteggio è stato benevolo. La Polonia, già incontrata nelle qualificazioni, è l’ostacolo più duro ma Irlanda del Nord e Ucraina non possono far paura.
Qualche dubbio lo ha sollevato Loew al termine dell’ultima amichevole persa contro la Slovacchia ma quel test (con molte assenze) non può essere considerato un reale campanello d’allarme.

Obiettivo
Dire che la Germania punta alla vittoria finale appare quantomeno pronosticabile. La squadra c’è. Probabilmente Muller sarà anche capocannoniere, Neuer chiuderà la saracinesca e li vedremo trionfare ancora una volta.

Resto convinto che siano i favoriti numero 1. 

Perché tifare Germania?
Perché se li dovessimo mai incontrare in una ipotetica partita ad eliminazione diretta, potremmo puntare sull’atavica cacarella che li colpisce quando ci incontrano. Detto ciò, nell’ultima amichevole ci hanno preso a schiaffi (però in amichevole dove conta poco vincere) e pertanto un briciolo in più di timore lo dovremmo avere.

Perché l’espressionismo tedesco è tuttora fonte di ispirazione per questi registucoli da quattro soldi che credono di aver inventato le atmosfere cupe, gotiche and so on.
Perché birra, salsiccia e bretzel sono gustosi e straordinariamente buoni. Perché saranno noiosi e non sanno divertirsi ma l’Oktoberfest è una loro invenzione.
Perché Monaco di Baviera è una bellissima città. La meno tedesca di tutta la Germania. E anche questo è un merito.

L’Irlanda del Nord e l’orgoglio

Kyle Lafferty

Che dire? Ce l’ha fatta anche l’Irlanda quella meno conosciuta. Quella che sembra avvolta da una nube di mistero manco fosse la Corea del Nord.
Ce l’hanno fatta, finalmente, i nipotini di George Best: uno che nonostante un pallone d’oro e magie in serie non riuscì mai a disputare una competizione internazionale.
L’allargamento a 24 squadre ha sicuramente agevolato gli uomini di O’Neill che hanno dominato un girone di qualificazione non certo irresistibile, hanno approffittato della pochezza della Grecia (ultima! a pari punti con le Far Øer), dell’insipienza della Finlandia e si sono lasciati alle spalle Romania e Ungheria.
Un bel risultato, raggiunto anche e soprattutto grazie ai gol di Kyle Lafferty, il bomber sciupafemmine che Zamparini ha cacciato per scarsa professionalità.
L’Irlanda del Nord è oggettivamente una delle squadre più deboli dell’Europeo ma potrebbe rivelarsi un osso più duro del previsto. Come tutte le squadre anglosassoni i verdi sono temibili sulle palle inattive e hanno colpitori di testa molto pericolosi.
Squadra con molti limiti e con poche scelte (e tutte obbligate o quasi).
Da tenere d’occhio il difensore-centrocampista del Man. United, Paddy McNair (21 anni) e Steven Davis, capitano e uomo ovunque del centrocampo nordirlandese.

Obiettivo
Innanzitutto non farsi travolgere e fare una figura dignitosa. Non credo che l’Irlanda del Nord riuscirà a qualificarsi per gli ottavi di finale ma tra le quattro migliori terze potrebbero accomodarsi proprio loro. Ad una condizione. Vincere almeno una partita e non prenderne troppi nelle altre due.


Perché tifare Irlanda del Nord?
Perché Pat Jennings era lo Zoff dell’Ulster e la sua capigliatura anni Settanta immortalata nelle figurine Panini di Spagna 82 era qualcosa di assolutamente incredibile.

Perché Bloody Sunday è una di quelle giornate che ti fanno riflettere sulle ingiustizie che gli uomini compiono in nome di chissà quali leggi o convinzioni.
Perché i murales di Belfast sono una testimonianza di quel periodo nero che colpì la regione ed è giusto che siano ancora lì, con la forza visiva, con il loro saper raccontare anche a chi non c’era, cosa effettivamente siano stati i Troubles alla fine degli anni ’70.

La Polonia: solida realtà o bluff?

Lewandowski e Glik

C’è stato un momento storico in cui la Polonia era considerabile una delle nazioni più forti d’Europa, se non del mondo. Il terzo posto nei mondiali del ’74 e dell’82 stanno a testimoniare la concretezza del movimento calcistico polacco. Poi iniziò un lungo declino. Finita l’epoca dei Lato, Szarmach, Tomaszewski, Boniek, Młynarczyk e Zmuda (solo per citarne alcuni dei tanti) il calcio polacco segnò il passo mancando più di un appuntamento.
Movimento stanco, federazione immobile e caduta del Muro fecero il resto.
Ora però si può parlare di una nuova ondata di gocatori che possono ben figurare a livello internazionale. Partiamo da Robert Lewandowski, il centravanti dei sogni, fenomenale uomo d’area e cannoniere implacabile.
Al suo fianco Arkadiusz Milik, altro attaccante formidabile, in rampa di lancio sul palcoscenico del calcio che conta.
Poi veniamo ai volti che conosciamo meglio, come Kamil Glik, primo capitano straniero del Torino e Piotr Zielinski, estroso trequartista che a Empoli sta facendo molto bene.
Altro giocatore tutto da scoprire è Salamon che dopo un lungo girovagare per la nostra penisola, potrebbe aver finalmente trovato la sua strada: non sarà titolare in questi Europei, ma è sicuramente un giocatore per il futuro di questa squadra.

Obiettivo
La partita con la Germania, vinta 2-0 nella fase di qualificazione è stata la prima vittoria polacca negli incontri tra le due nazionali e sicuramente ha creato grandi aspettative nei confronti di Glik e co. al momento del sorteggio del girone.

Incontrare nuovamente la Germania (dopo quella partita ci fu il ritorno con vittoria tedesca, ndr) è stimolante e pericoloso allo stesso tempo: vincere nuovamente significherebbe avere ulteriori conferme che la squadra polacca stia puntando in alto. Perdere (e magari malamente) vorrebbe dire ritornare con i piedi per terra.
Già perché i polacchi in fondo in fondo sanno che questa volta potrebbero rispolverare i fasti di un tempo passato.
Considerando che passeranno il girone, con un incrocio fortunato vedo i polacchi tra le prime 8 d’Europa: ai quarti, perché no?

Perché tifare Polonia?
Innanzitutto perché Krystzof Kieslowski era un grandissimo regista e il Decalogo e la Trilogia dei colori sono qualcosa di assolutamente straordinario. Perché Cracovia è una città gioiello anche considerando la presenza, in un anonimo museo cittadino, de La dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci, sopravvissuto a guerre Mondiali, nazisti, cacciatori d’arte. Roba che a scriverci una sceneggiatura c’è da uscirne con le ossa rotte.
Bisognerebbe tifare Polonia per un uomo che ha lottato per i diritti degli operai e non solo di quelli polacchi: l’immagine modesta e baffuta di Lech Wałęsa, che da elettricista ai cantieri navali di Danzica diventa nell’ordine capo di Solidarnosc (movimento sindacale di stampo cattolico), Premio Nobel e infine Presidente della Polonia. Il tutto alternando prigione, confino, arresti domiciliari. Uomo del popolo, insegna nelle Università, ma è sprovvisto del titolo di scuola superiore.


L’Ucraina dei senatori

Andriy Yarmolenko

Da due anni a questa parte la situazione politica dell’Ucraina è mutata in maniera sensibile. La rivoluzione, gli scontri, la riammissione della Crimea alla Russia, i bombardamenti a Donetsk hanno riportato il paese in uno stato di incertezza e di scarsa tranquillità.
In piccolo ne ha risentito anche il calcio con lo Shakhtar obbligato a giocare a Lviv mentre la nazionale ha scelto Kiev (e Lviv) come sede delle sue partite amichevoli e di qualificazione.
Uno smottamento per una nazionale insospettabile, qualificatasi sì soltanto agli spareggi, ma che nell’ultimo quadriennio sotto la guida di Fomenko ha il seguente record: 34 partite, 24 vittorie, 6 pareggi e 4 sconfitte.
Un ruolino impressionante che non dà la dimensione reale della squadra ucraina.
Squadra con alcuni senatori over 30 – basti pensare che della rosa fanno parte, Tymoschuk (37), Rotan (34) e Shevchuk (37) e Kucher (33) – ma con notevole qualità soprattutto sugli esterni dove Konoplyanka e Yarmolenko garantiscono imprevedibilità, fantasia, classe e anche qualche golletto.
Da tenere d’occhio il 19enne Zinchenko, trequartista che gioca in Russia: non è titolare ma la storia di queste competizioni è piena di giocatori che si alzano dalla panchina e finiscono per diventare protagonisti.
Non mi garba molto l’estremo difensore, Pyatov, e l’attacco risente dell’assenza di un puntero vero e proprio.

Obiettivo
Se gli uomini migliori saranno all’altezza, l’Ucraina può puntare a giocarsi il secondo posto con la Polonia, anche se credo che questo sia uno dei gironi che qualificherà la migliore terza e quindi la nazionale gialloblù passerà il turno.
Massimo risultato? Gli ottavi. Molto difficile vederli oltre.

Perché tifare Ucraina?
Perché Il maestro e Margherita di Bulgakov è uno dei libri più belli che siano mai stati scritti. Perché Shevchenko è stato uno degli attaccanti più forti che abbia mai visto e con Rebrov formava una coppia devastante. Peccato che un giorno uno sia diventato un campione e l’altro solo un mezzo campione. Pazienza.

Perché il Colonnello Lobanowsky è stato un grande maestro di calcio e ha raggiunto risultati impensabili: 2 coppe delle coppe con la Dinamo Kiev (prima squadra russa a centrare una vittoria in campo internazionale), 1 supercoppa europea, 1 bronzo olimpico e un secondo posto con l’URSS, agli Europei del 1988, battuto solo dall’Olanda di Gullit e Van Basten.

Calendario

Scontri diretti

Ultimo incontro: 2009, Polonia 1-1 Irlanda del Nord (Qualificazioni Mondiali 2010)
Ultimo incontro: 2011, Ucraina 3-3 Germania (Amichevole)
Ultimo incontro: 2003, Ucraina 0-0 Irlanda del Nord (Euro Qualifiers 2004)
Ultimo incontro: 2015, Germania 3-1 Polonia (Euro qualifiers 2016)
Ultimo incontro: 2013, Ucraina 1-0 Polonia (Qualificazioni Mondiali 2014)
Ultimo incontro: 2005, Irlanda del Nord 1-4 Germania (Amichevole)

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