Ciao Matteo

A differenza di tante altre cessioni “eccellenti” che riguardano il mio amato Toro, questa di Matteo Darmian è quella che mi fa più male.
Dispiace innanzitutto perdere un ragazzo senza grilli per la testa, faccia pulita e sincera, uno che non fa proclami e mai li farà, uno che per la causa ha dato tutto e di più.

Grazie al Toro Darmian è diventato un terzino affidabile, quasi un’ala.
Corridore instancabile e temibile incursore, abile in difesa e uomo per tutte le stagioni: ha giocato terzino a destra, a sinistra, terzo nella difesa a 3 e quinto a destra nel centrocampo a 5.
Mai una parola fuori posto, Matteo Darmian ha conquistato tutti con la semplicità e i fatti, perché quelli contano e le chiacchiere stanno a zero.

Grazie al Toro Darmian ha conquistato la Nazionale, i Mondiali ed è uno dei titolari inamovibili del gruppo azzurro odierno.
Imprescindibile proprio per la sua duttilità, Darmian da oggi è un giocatore del Manchester United.
Questo accade per una serie di ottimi e giustificatissimi motivi.
Il primo è quello economico: troppo forte l’offerta dei Red Devils (sia per Matteo che per le casse del Toro).
Il secondo quello tecnico: giusto che Matteo abbia la sua chance, importante, ad un’età giusta (26 anni), in una squadra che lotta per traguardi molto ambiziosi.
Il terzo è che certe opportunità devono capitare a chi le merita. 

Matteo Darmian andrà a giocare nel Theatre of Dreams, insieme a Rooney, Van Persie, Di Maria (se resterà), Carrick, Herrera, Fellaini e il neoacquisto Depay.
Contenderà il posto a Luke Shaw, Rojo, Blind e Rafael: considerando che il primo Van Gaal non lo ha voluto, il secondo da esterno è stato trasformato anche in centrale, mentre Blind sembra l’unico titolare inamovibile e Rafael pare destinato alla cessione, Matteo avrà le sue possibilità.

Mi dispiacerà non vedere più la maglia numero 36 sulla fascia destra del Toro. Mi dispiace veramente perché ci siamo affezionati a te, Matteo perché hai dato tutto per la maglia che hai onorato sempre in questi anni.
151 volte granata, 4 anni in crescendo: 6 goal realizzati. 
Uno in B con l’Empoli, in mischia, e cinque quest’anno: uno con il Brommapojkarna nei preliminari di Europa League, uno con il Parma, uno con il Copenaghen, uno nel febbraio 2015 a Bilbao e l’ultimo nel derby dell’aprile scorso.
Ne hai fatti segnare tanti con i tuoi cross alti o bassi, hai corso chilometri e chilometri.
Quest’anno ad un certo punto della stagione, della stagione più bella e più lunga della tua carriera, ci siamo resi conto della tua stanchezza: 47 partite con il Toro, recordmen di presenze (insieme a Maksimovic).
Ti abbiamo sempre applaudito e sostenuto perché sapevamo quanto fossi importante per la nostra squadra e quando non ti vedevamo in campo dal primo minuto sapevamo il perché.

Non ti sei mai risparmiato.
Adesso vai perché meriti di andare. L’ho già detto.
Tutti noi che amiamo il Toro ti ringraziamo per tutto quello che hai fatto.
Un aggancio con cross vincente per l’inzuccata di Maxi, uno stop (sbagliato, lo ammettesti anche tu nel dopo gara) con conseguente goal, un assist per Quaglia nel derby del ventennale e un goal di volo nella magica notte di Bilbao: sono questi i miei ricordi personali che molti tifosi come me ricorderanno.

Grazie Matteo. Grazie di tutto.
Buona fortuna.

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