La Coppa d’Africa 2015 in quattro passi – Il girone D

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GIRONE D

Costa d'Avorio_squadraCosta d’Avorio

FIFA Ranking: 28° posto, agg. 18 dic 2014
Partecipazioni alla Coppa d’Africa: 21
Miglior piazzamento: Vincitrice (1992)

Perdonate l’ardito parallelismo ma la Coppa d’Africa sta alla Costa d’Avorio come il Mondiale di rugby sta alla Nuova Zelanda. Perché? Perché entrambe, nei rispettivi ambiti, sono state per anni le più forti (e le logiche favorite), ma al momento di scendere in campo… addio sogni di gloria. La generazione ivoriana più forte di sempre non è riuscita a bissare l’unico successo ottenuto (11-10 ai rigori contro il Ghana, 1992) e ha perso, sempre ai rigori, tutte e due le finali raggiunte sia nel 2006 (Egitto) che nel 2012 (Zambia). Una vera e propria maledizione. Hervè Renard ha raccolto il testimone da Sabri Lamouchi e deve cancellare il ricordo del fallimento ivoriano al Mondiale 2014. Il tecnico francese, che ha già vinto una volta la Coppa con lo Zambia nel 2012, dovrà rinunciare ad alcuni nomi storici del calcio ivoriano a partire da Didier Drogba, vera icona del movimento, centravanti straordinario, bomber di razza e trascinatore degli Elefanti per più di una decade. Renard ha dichiarato: «Drobga e Zokora (altro veterano che ha abbandonato la nazionale, ndr) hanno preferito dedicarsi ai loro club. Entrambi, del resto, non hanno preso parte al girone di qualificazione. Rispettiamo la loro decisione».

Nonostante le assenze, gli Elefanti restano tra le squadre favorite alla vittoria finale. E se il reparto offensivo è di primissimo livello grazie a Gervinho, Kalou, il gigante Traoré, la potenza di Bony (neoacquisto del City per 35 milioni di euro) e Doumbia e la freschezza di Tallo, per quanto riguarda difesa e centrocampo vanno segnalati la classe di Yaya Touré (pallone d’oro africano per la quarta volta consecutiva), l’esperienza di Kolo Touré (un po’ in disparte a Liverpool) e le nuove leve Ismael e Bailly. Si sta aprendo un nuovo corso che insieme ai resti di quella nidiata straordinaria (ma perdente) proverà a far barrire nuovamente gli Elefanti.

Mali-13-AIRNESS-home-kit-yellow-yellow-yellow-line-upMali

FIFA Ranking: 50° posto, agg. 18 dic 2014
Partecipazioni alla Coppa d’Africa: 9
Miglior piazzamento: Secondo posto (1972)

Il Mali ha uno straordinario in ambito di piazzamenti: nelle otto edizioni a cui hanno partecipato, le Aquile hanno raccolto un secondo posto, due terzi e ben tre quarti posti. Al giramondo polacco Henryk Kasperczak è stato ri-affidato il compito di guidare i maliani e di portarli alla seconda fase, cosa non particolarmente semplice visto il blasone delle concorrenti del girone. Il tecnico ha già sfiorato il bersaglio grosso (1994, terzo con la Tunisia, e 1996, secondo con il Sudafrica) e questa volta si presenta ai nastri di partenza con una squadra piena di incognite.

Calciatore simbolo dei maliani è sicuramente Seydou Keita, faro del centrocampo, uomo ovunque, giocatore di lotta e governo: recordmen di presenze, reti (94/24) e capitano della selezione. Il Mali viaggia a fari spenti, pronto a sgambettare le due favorite del raggruppamento, anche se la qualificazione è stata piuttosto faticosa e la seconda piazza nel non irresistibile girone B alle spalle dell’Algeria (3 vittorie e 3 sconfitte) lo testimonia. Tra i convocati, Modibo Maiga, ventisette anni, una lunga assenza dalla nazionale dopo la malaria che lo contagiò durante le finali del 2012 (disputatesi in Gabon e Guinea) e, sempre in tema di sorprese, il centrocampista Traorè (Bordeaux). Tagliato dalle convocazioni invece il portiere dell’Ajaccio Oumar Sissokho. Da tenere d’occhio Bakary Sako, sette goal con il Wolverhampton Wanderers. Esordio per le Aquile contro il Camerun. Se non darà già decisiva, poco ci manca.

camerunCamerun

FIFA Ranking: 42° posto, agg. 18 dic 2014
Partecipazioni alla Coppa d’Africa: 17
Miglior piazzamento: Vincitrice (1984, 1988, 2000, 2002)

«Eto’o ha dato tanto al Barcellona e all’Inter, ma nel Camerun non ha mai fatto niente»
Roger Milla

Quando c’è un pallone di mezzo e si parla di Africa, il Camerun è tra i Paesi che hanno regalato ad un continente intero una visione più globale del calcio. Le ottime prestazioni nei Mondiali del 1982, del 1990 (prima squadra africana a raggiungere i quarti), delle Olimpiadi (oro nel 2000) e della Confederations Cup (secondo posto, 2003), sono la dimostrazione di una grande tradizione confermata dal maggior numero di partecipazioni ai Mondiali (6), al numero dei palloni d’oro africani vinti da suoi rappresentanti (11) e dai riconoscimenti vinti da Milla, N’Kono e Bell, giocatore e portieri africani del secolo. Stritolati da gestioni federali disastrose, allenatori mercenari e calciatori troppo esuberanti, i camerunensi hanno perso la leadership del continente, dovendo fare i conti con nuove realtà e con un ricambio generazionale solo in parte vincente.

I leoni indomabili si sono qualificati vincendo il girone D, davanti alla Costa d’Avorio. Miglior difesa delle qualificazioni (1 goal subito), guidati dal tedesco Volker Finke considerato un innovatore, seguace del 4-3-3, uomo di cultura e fine psicologo, i camerunensi arrivano in Guinea privi del loro giocatore simbolo, Samuel Eto’o. Capocannoniere della nazionale (56 reti), detentore del record di marcature segnate in coppa d’Africa (18), leader carismatico fuori e dentro al campo: capitano e sindacalista ha abbandonato definitivamente le competizioni internazionali. Una presenza ritenuta, da molti, troppo ingombrante, un personaggio scomodo soprattutto all’interno dello spogliatoio e nelle stanze dei bottoni. Il suo testimone in attacco sarà preso da Aboubakar (Lorient) e da Choupo-Mouting, a lungo inseguito dalla Roma e ora in forza allo Schalke 04. Nel reparto difensivo vanno segnalate le presenze dell’ottimo Nkoulou (Marsiglia) e del tuttofare Stephan Mbia del Siviglia. Dopo il pessimo Mondiale brasiliano e i problemi interni (anche il più giovane Song ha abbandonato la nazionale), la polveriera camerunense è sempre sul punto di scoppiare: a Finke il non facile compito di domare i Leoni. E farli ruggire ancora.

guineaGuinea

FIFA Ranking: 39° posto, agg. 18 dic 2014
Partecipazioni alla Coppa d’Africa: 11
Miglior piazzamento: Secondo posto (1976)

La Syli National (Syli=elefante) si è piazzata alle spalle del Ghana nel girone E di qualificazione. La squadra affidata al francese Michel Dussuyer, già sulla panchina guineana a più riprese, appare la più debole del gruppo D e potrebbe essere l’ago della bilancia per le ambizioni di qualificazione di Camerun, Costa d’Avorio e Mali: fallire con i guineani potrebbe rivelarsi fatale. Il tecnico francese, vessato oltremodo dalla federazione, ha scelto di restare alla guida della squadra anche per la Coppa d’Africa: «Dopo la Coppa si vedrà. Sono totalmente concentrato sull’obiettivo. Per il futuro c’è tempo». Nel suo passato alla guida della Guinea l’eliminazione al primo turno della Coppa d’Africa 2012.

Attenzione, però, a sottovalutare i guineani. Capitanati dall’esterno offensivo Kevin Constant (ex Milan e Genoa), conta su di una una rosa di 21 giocatori su 23 impegnati in campionati europei di prima o seconda divisione. Da tenere d’occhio Ibrahima Contè, classe 1991 in forza all’Anderlecht, e il classe 1996 Francois Kamano, del Bastia. Altro punto di forza dei guineani è l’età media molto bassa (24 anni) ma al contempo potrebbe rivelarsi un boomerang in termini di esperienza. Ipotetica vittima sacrificale del gruppo D, la Guinea affiderà le sue (poche) chances al vice-capocannoniere della fase di qualificazione: Seydouba Soumah. Il piccolo attaccante dello Slovan Bratislava (161 cm) ha l’invidiabile score di 6 reti in 9 presenze.

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