25 Giugno – Giorno#14

Argentina's Lionel Messi scores his second goal against Nigeria from a free-kick in Group F.

La partita #43

Nigeria v Argentina 2-3

Sarà ricordata come: Messi, sempre Messi, fortissimamente Messi

Che il Signore lo preservi, avrà pensato quel geniaccio di Sabella dopo la doppietta di questa sera.
Già perché questa Argentina è stranamente Messi-dipendente. Ha risolto tutte e tre le partite del girone con il piglio del campione e ha nascosto le tante lacune della albiceleste.
Alla Nigeria bastava solo che l’Iran, impegnato contro la Bosnia, non vincesse e si è adeguata al ritmo che l’Argentina ha imposto al match, tenendo ben sintonizzata la radiolina che restituiva il risultato di Salvador.
Messi apriva le marcature con un potente tiro sotto la traversa dal cuore dell’area. Nemmeno il tempo di prenderne atto, che Musa pareggiava con un pregevole tiro a giro sul palo lontano.
La partita era piuttosto vivace e Messi riportava avanti i suoi con una punizione deliziosa. Nella ripresa era ancora Musa a pareggiare per i suoi, sempre più interessati al risultato dell’altro match.
Il 2-3 finale lo fissava Rojo su calcio d’angolo, deviando in maniera assolutamente involontaria e fortuita con il ginocchio un pallone vagante.
Alla fine tutti contenti. Argentini che non convincono appieno ma che hanno un attacco straordinariamente vario per qualità e quantità.
I nigeriani superano il primo turno, non accadeva dal 1998.

I protagonisti del match

In positivo: Messi per l’Argentina, Musa per la Nigeria
In negativo: Higuain per l’Argentina

La giocata del match

Messi

Si conoscono dal 2010. Lui è uno dei due calciatori icona di questo millennio, l’altro è un portiere che ha costruito la sua carriera tra Francia e Israele.
Si trovarono di fronte nel girone eliminatorio del mondiale Sudafricano.
Messi contro Enyeama. L’Argentina aveva dominato il match in lungo e in largo e la vittoria striminzita ebbe un unico protagonista: Vincent Enyeama.
Parò di tutto e anche di più. Solo che il tutto e anche il di più lo fece Leo Messi, che quel giorno a Johannesburg si trovò davanti un vero e proprio muro.
Stasera a Porto Alegre, Messi si è preso la sua personale rivincita. Una rivincita che passa soprattutto sulla punizione del momentaneo 2-1.
Una esecuzione degna dei grandi interpreti dei calci piazzati. Non stiamo a scomodare Maradona o Zico. Messi è semplicemente Messi e quella parabola beffarda che ha battuto Enyeama altro non è che figlia della sua fantasia, della sua classe e in parte della sua voglia di rivalsa nei confronti di chi, almeno una volta nella sua carriera, gli aveva chiuso la porta in faccia.
Adesso sono quantomeno alla pari.

La statistica del match

Messi 4 tiri, 2 goal, 63′ giocati, 5,9 km percorsi, 24 passaggi completati

 

La partita #44

Bosnia-Erzegovina v Iran 3-1

Sarà ricordata come: La prima volta della Cenerentola

Sono arrivati fino a qua e potevano stupire tutti. Tornano a casa con una storica vittoria, la prima della loro storia mondiale, e con tanti rimpianti per quello che poteva essere e non è stato.
La Bosnia-Erzegovina più talentuosa della sua pur giovane storia vince per 3-1 la sua partita d’addio al Mondiale brasiliano.
La vince contro un Iran troppo rinunciatario rispetto a quanto ci si potesse immaginare vista la posta in palio: se infatti la Nigeria avesse perso e l’Iran avesse vinto, i mediorientali avrebbero centrato un clamoroso traguardo.
La Bosnia è passata in vantaggio con Dzeko e ha controllato il match gestendo con relativa tranquillità. Nella ripresa ha raddoppiato con Pjanic e poi ha subito il moto d’orgoglio degli uomini di Queiroz che hanno accorciato le distanze con Ghoochannejad.
Non era passato nemmeno un minuto e in azione di contropiede Vrsajevic fissava il punteggio sul 3-1 finale.
Peccato per l’Iran che aveva dimostrato grandi capacità difensive ma è stato praticamente inoffensivo in tutte e tre le partite: alla lunga questo è risultato il problema maggiore della selezione di Queiroz.
La Bosnia saluta e recrimina per gli errori arbitrali che l’hanno danneggiata contro la Nigeria: sarebbe stato veramente un altro Mondiale.

I protagonisti del match

In positivo: Pjanic, Vrsajevic per la Bosnia, Ghoochannejad per l’Iran
In negativo: Queiroz, allenatore dell’Iran

La giocata del match

Jimmy Greaves diceva: “Desidero talmente tanto il gol che anche il solo desiderio mi provoca dolore”. E aveva ragione. Per un attaccante il goal è l’aria che respiriamo. E’ la conditio sine qua non. E’ l’inizio di molto e, spesso, la fine di tutto. Lo Ying e lo Yang.
Edin Dzeko vive per il goal. Sognava un goal al Mondiale. Lo aveva sfiorato nella seconda partita, mentre nella prima era rimasto ai blocchi di partenza, stritolato dall’emozione. Lui come tutta la squadra.
Però stasera, in una partita tutto sommato inutile e con relativo stress sulle spalle, Edin Dzeko si è liberato di un peso e lo ha fatto con il goal di apertura del match.
Un goal lontano dalle sue corde di bomber d’area.
Bello il triangolo con Pjanic e poi palla sul sinistro, dai venti-venticinque metri a centrare l’angolo basso dove il buon Haghighi non ci poteva proprio arrivare.
La palla baciava il palo e terminava la sua corsa in rete. Era il goal del primo vantaggio bosniaco nella storia dei Mondiali.
Il primo goal di Dzeko ai Mondiali.

La statistica del match

62% di possesso palla per la Bosnia

 

CLASSIFICA FINALE GIRONE F

ARGENTINA 9, NIGERIA 4, BOSNIA-ERZEGOVINA 3, IRAN 1

 

La partita #41

Honduras v Svizzera 0-3

Sarà ricordata come: L’indiavolato Shaqiri e gli orgogliosi honduregni

Doveva essere vittoria e vittoria è stata. E’ stata soprattutto la vittoria di Xherdan Shaqiri che ha siglato la tripletta vincente per battere un orgoglioso Honduras punito oltremodo da un risultato ingeneroso almeno per quanto si è visto nella ripresa.
Tre goal di pregevole fattura, buon ritmo e rapidi capovolgimenti di fronte: questa è stata Honduras-Svizzera, condita anche da un paio di errori da matita rossa per l’arbitro Pitana.
Shaqiri segna la 5oesima tripletta nella storia del campionato del Mondo e la Svizzera cancella il disastro con la Francia e si issa al secondo posto del girone E che vuol dire, sfida con l’Argentina. Non certo un avversario facile.
L’Honduras saluta il Mondiale con le solite tre partite generose, un po’ sfortunate nelle quali più di tanto, la H non poteva fare.

I protagonisti del match

In positivo: Shaqiri per la Svizzera
In negativo: Bernadez per l’Honduras

La giocata del match

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Xherdan Shaqiri è un calciatore abituato ai grandi palcoscenici. Gioca nel Bayern in Bundesliga e in Champions. Gioca poco è vero. Ma al Bayern i campioni non mancano.
Ecco perché Shaqiri ha chiesto di essere ceduto. Vuole giocare di più e Guardiola questa sicurezza non la assicura a nessuno e così il piccolo tuttocampista è sul mercato.
Ma in Brasile, Shaqiri non è un comprimario nella sua Svizzera. Lui è l’uomo in più, la fantasia al potere. 
Dei suoi tre goal che lo fanno entrare nella storia della competizione, il primo è il capolavoro che indirizza la partita verso la vittoria e verso la qualificazione.
Shaqiri scivola parallelamente alla linea dell’area. Scivola con due avversari alle calcagna.
Si accentra, continua a correre palla al piede e guarda il pallone: non guarda dove sta la porta, lo sa, la sente e lascia partire da venticinque metri, un tiro che sfiora i 90km/h, diretto sotto la traversa.
Valladares sembra goffo nel suo intervento mancato ma basta guardare il giro della palla, la forza della stessa e l’angolo, per capire che il portiere honduregno non poteva fare molto di più.

La statistica del match

7 parate per Benaglio

 

La partita #42

Ecuador v Francia 0-0

Sarà ricordata come: Arbitri che sbagliano

Non era semplice per l’Ecuador ma stasera la strada dei sudamericani è stata bloccata anche e soprattutto dall’arbitro ivoriano Doue reo di aver dimenticato il cartellino per una gomitata plateale di Sakho (era rosso diretto) e non aver avuto il minimo dubbio sul contrasto duro e pericoloso di Antonio Valencia a cui invece ha sventolato sotto il naso un rosso diretto che ha chiuso i giochi.
Verso il finire della contesa, ancora un’altra gomitata plateale di Giroud non veniva minimamente considerata dal solito Doue.
Deschamps ha fatto un discreto turnover e i rincalzi hanno risposto in maniera positiva: non a caso, il migliore in campo è risultato il portiere avversario Dominguez.
L’Ecuador ci ha provato senza troppa fortuna e ha messo in mostra i suoi gioielli Enner Valencia (vicinissimo al Porto) e Jefferson Montero.
Un torneo positivo per la Tri che ha mostrato buon gioco e qualche individualità di spicco: la macchia c’è. L’Ecuador sarà l’unica squadra sudamericana ad essere stata eliminata nella fase a gironi.
La Francia ha goduto di un sorteggio morbido che ha permesso un altrettanto comodo rodaggio, in vista degli scontri ad eliminazione diretta.
Sarà Francia-Nigeria. Sulla carta e per quanto visto, non dovrebbero esserci problemi nel raggiungimento dei quarti.

I protagonisti del match

In positivo: Dominguez per l’Ecuador
In negativo: Doue, arbitro del match

La giocata del match

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Alexander Dominguez è un portiere sui generis. Alto, dinoccolato, stilisticamente non eccellente ma terribilmente efficace.
Gioca nell’LDU di Quito e stasera ha chiuso a chiave la porta ecuadoregna.
Era in serata di grazia e i francesi, a ripetizione, hanno provato a batterlo con l’unico risultato di esaltarne le doti rendendolo invincibile.
Nel suo pigiamone verde e nelle movenze, Dominguez ricordava Superpippo.
196 centimetri al servizio del suo paese che sono serviti tutti quando il tiro di Loic Remy si stava per insaccare irrimediabilmente alle sue spalle. Un tiro di sinistro a giro sul palo lontano: un tiro che Dominguez non vedeva nemmeno partire perché coperto da alcuni compagni.
Per prendere quel pallone, Dominguez si è spinto con tutte le sue forze alla sua destra e con la punta delle dita ha impedito alla Francia di passare in vantaggio.
Quando si dice, questione di centimetri. 

La statistica del match

Possesso palla 60%-40% per la Francia

 

CLASSIFICA FINALE GIRONE E

FRANCIA 9, SVIZZERA 6, ECUADOR 3, HONDURAS 0   


OTTAVI DI FINALE

BRASILE v CILE
OLANDA v MESSICO
COSTARICA v GRECIA
COLOMBIA v URUGUAY
ARGENTINA v SVIZZERA
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