Le 32 protagoniste – Puntata no.15 – L’Egitto

La Squadra – الفراعنة‎  (I Faraoni)

L’Egitto, la nazionale africana e araba più titolata, mancava da 28 anni ad una fase finale del Mondiale.
I Faraoni si riaffacciano sul palcoscenico più importante dopo aver eliminato il Ciad nel secondo turno e nel girone del terzo turno, Uganda, Ghana e Rep. del Congo: 13 punti, 4 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta (contro l’Uganda), 8 reti all’attivo e 4 al passivo.

Agli ordini dell’Hombre Vertical, al secolo Hector Cuper, l’Egitto ha centrato la sua terza partecipazione.
Il tecnico argentino, alla guida dell’Egitto dal 2015, ha disputato 32 partite, vincendone 19, con 5 pareggi e 8 sconfitte.
Spicca, tra le partite perse, la finale della Coppa d’Africa 2017, contro il Camerun (2-1): questa sconfitta non ha fatto altro che alimentare il mito del magnifico perdente, che aleggia, da sempre, intorno alla figura di Cuper.
Un sortilegio che vede l’ex Huracan, sconfitto in 7 finali sulle 10 disputate, con l’onta di quel 5 maggio, che una finale non era, ma ci andava molto vicino.

Hector Cuper

Molte delle fortune dell’Egitto passeranno dai piedi di Mohamed Salah, che nella stagione in corso ha trascinato il Liverpool fino alla finale di Champions League e ha regalato la qualificazione alla sua nazionale, con un rigore al 95′.
Un rigore che rimette in discussione il concetto di esultanza collettiva.

Cosa attenderci dalla compagine egiziana? Se Salah manterrà gli standard annuali, si potrebbero aprire scenari impensati, con un Egitto capace magari di sorprendere la non irresistibile Russia o l’indecifrabile Uruguay.
I Faraoni potrebbero essere la prima squadra su cui puntare se siete alla ricerca di una sorpresa anche se il movimento egiziano mostra i segni di un momento no, non solo a livello calcistico.

I protagonisti

Mohamed Salah
Mohamed Salah

Mohamed Mo Salah. Da lui passano le fortune dell’Egitto. Giocatore talentuoso, veloce, abile sottoporta, capace di trovare il goal con differenti soluzioni, sta vivendo la sua stagione migliore.
Vero è che il merito va anche diviso con Jurgen Klopp che lo ha inserito in un motore tanto bello quanto efficace ma Salah nel calcio del Gegenpressing ci va a nozze.
Contropiedista eccezionale dopo le esperienze italiane è diventato letale, più finalizzatore che assistman.
Qualcuno sostiene che in caso di vittoria in finale di Champions (magari con un gol decisivo) e con partite da protagonista al Mondiale, Salah potrebbe diventare un serio candidato alla vittoria del Pallone d’oro.

Altro calciatore molto atteso è Elneny, centrocampista dell’Arsenal, venticinquenne che ha già raccolto 60 presenze in nazionale.

La Rosa

Leggenda del calcio egiziano, africano e mondiale, Essam El Hadary coronerà una carriera straordinaria con la partecipazione alla sua prima World Cup.
Portiere icona, quarantacinque anni, quasi 1000 partite giocate, 3 Coppe d’Africa consecutive (delle quattro vinte), ha difeso per dodici anni la porta dell’Al-Ahly, vincendo 24 titoli con i Red Devils, tra cui sette campionati egiziani e tre Coppe dei Campioni d’Africa.

Capitano dell’Egitto, è il calciatore più longevo ad aver disputato un incontro in Coppa d’Africa, primato raggiunto nel 2017 all’età di 44 anni e si appresta, verosimilmente, a battere i record di longevità per il giocatore esordiente, capitano e portiere che hanno preso parte ad una manifestazione iridata.

Essam El Hadary
Essam El Hadary

Davanti alla Diga, così è soprannominato El Hadary, agisce una difesa a 4, guidata da Fathi ed Hegazy (gli elementi di maggior esperienza) con Shafy e Rabia o Gabr a completare il reparto difensivo.
A centrocampo Elneny che può essere utilizzato come schermo davanti alla difesa, con l’altro mediano, oppure inserito alle spalle dell’unica punta Hassan.
Se il modulo evolvesse da 4-2-3-1 a 4-3-3, ecco Trezeguet e Salah a sostegno di Hassan, con Elneny nel terzetto di centrocampo, coadiuvato da Hamed ed El Said.

I record dell’Egitto (clicca per vedere l’infografica)


Testa a testa – Il Gruppo A

Il gruppo A potrebbe essere il gruppo delle sorprese.
Non essendoci una netta favorita, i pronostici potrebbero saltare a scapito delle squadre più blasonate.
Difficile immaginare una Russia eliminata al primo turno, ma se così fosse, probabilmente il merito sarebbe degli egiziani, quotati come underdogs di questo girone.
Nessun precedente con la Russia, in vantaggio negli scontri con l’Arabia e in svantaggio con l’Uruguay, il cammino degli egiziani è in discesa con l’ultimo incontro che potrebbe essere decisivo (o addirittura inutile) per il prosieguo del torneo.

Egitto v Uruguay
Bilancio totale: 1 match
Egitto 
Pareggi –
Uruguay 1 vittoria

Egitto v Russia
nessun precedente

Egitto v Arabia Saudita
Bilancio totale: 6 match
Egitto 4 vittoria
Pareggi 1
Arabia Saudita 1 vittoria


Storie – Re Mido

Mido

Mido è come me, ma peggio.
Zlatan Ibrahimovic suo ex compagno ai tempi dell’Ajax

Parola di Zlatan. E così sia.
Uno dei migliori talenti inespressi della storia del calcio recente. Egiziano ma cittadino del mondo, amante della bella vita, del cibo e delle donne.
Il calciatore che relegò in panchina Zlatan Ibrahimovic.
Tutto questo è, è stato, Abdelamid Hossam Ahmed Hussein – meglio noto come Mido.

Gemelli diversi

C’è una parte di questa storia, l’inizio, in cui Mido è considerato un fenomeno mentre Zlatan lo è ma, ma solo sulla carta. Lo svedese deve dimostrare ancora parecchio, l’egiziano invece segna e incanta.
Giocano nell’Ajax e sono amici.
Solo che Mido è titolare e Zlatan fa la panchina.
Sono talmente amici, e talmente matti, che la sera si sfidano lungo la tangenziale di Amsterdam in gare di velocità con le loro supercar. Spettatore interessato, Andy Van der Meyde che ogni tanto scommette su chi vincerà la sfida.
Le notti nei night club di Amsterdam si susseguono e le cose iniziano a peggiorare perché Mido si allena poco, non fa vita da atleta e il rapporto con il suo allenatore, Ronald Koeman, si incrina.

Mido entra nella spirale negativa. Viene spedito a giocare con la squadra riserve e il rapporto con la squadra peggiora e detona all’interno dello spogliatoio.
Litiga con tutti e lancia un paio di forbici a Zlatan. L’Ajax lo cede in prestito al Celta Vigo dove comunque Mido continua a segnare in maniera impressionante.
Ma la carriera di Mido è burrascosa. Passa al Marsiglia dove forma una coppia devastante con Didier Drogba.

Ma Mido è genio e sregolatezza. Follia, inquietudine, bella vita, poca voglia di allenarsi, di crescere, migliorarsi.
Quando lascia il Marsiglia, dimenticando l’ex amico Drogba (diventato nel frattempo un nemico), per trasferirsi alla Roma, incrocerà, seppur da lontano, il destino con quello di Zlatan, trasferitosi nel frattempo alla Juve.
La stagione romana sarà un disastro e culminerà con un litigio al calor bianco con Rosella Sensi. Quando Mido capisce che dovrà vedersela con Totti, per un ruolo da attaccante, chiama il suo procuratore Mino Raiola (toh!) e gli chiede di andare via.
Poche presenze, 0 goal. Un ectoplasma.

Tappe

L’ennesima tappa di una carriera che poteva essere diversa, è in quel di Londra, sponda Tottenham.
Mido non cambia. Vita notturna, cibo, pochi allenamenti, ma comunque doppia cifra con gli Spurs, che gli rinnovano il contratto.
Peccato che l’interruttore di Mido sia in modalità professionista off e il talento cristallino non può bastare a nascondere le magagne di un calciatore che si porta appresso 10-12 kg in più del suo peso forma.

A Londra diventa un habituè di KFC, mangia in maniera sregolata, e affoga nel cibo i dispiaceri per l’ennesimo colpo di testa, anche in questo caso, non vincente.
Quando litiga con il ct della nazionale egiziana, gli viene comminata una squalifica di 6 mesi che gli fa saltare la finale di Coppa d’Africa, si capisce che il declino sta arrivando molto più in fretta di quanto si possa immaginare.
Trasferimenti in serie, in prestito, in Inghilterra a Middlesbrough, Wigan, West Ham e Barnsley), il ritorno all’Ajax e poi in Egitto, allo Zamalek.
Sipario. Mido è un calciatore al capolinea, il cui talento è andato sprecato a causa di un carattere impossibile.
Si ritira a 30 anni. Prova la carriera da allenatore, con scarso successo, e abbandona tutto, nel suo stile, per godersi la vita: grasso ma felice.

Posso competere con tutti ma non con Totti. Portami via.
Mido a Mino Raiola

I convocati dell’Egitto a Russia2018

Portieri: 

Difensori: 

Centrocampisti: 

Attaccanti:

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