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Le 32 Protagoniste – Puntata no.17 – Spagna

LA SQUADRA – LA SELECCIÓN, FURIA ROJA, LA ROJA

Dopo anni di disfatte più o meno fragorose, l’avvento di una nidiata favolosa ha permesso alle Furie Rosse di infilare un filotto di vittorie che fino a poco tempo fa sembrava impossibile.

 Europei 2008 e 2012, Mondiale 2010 sempre sul gradino più alto del podio: le Furie rosse si sono trasformate da anonima comprimaria a squadra padrona dello scenario internazionale.

La Roja è guidata da Vicente del Bosque, baffuto ex centrocampista del Real, nonchè allenatore delle Merengues e unico tecnico a laurearsi campione del Mondo e d’Europa sia a livello di club che di Nazionali.

Inserita nel girone di qualificazione I lo ha vinto con assoluta facilità relegando la Francia ai playoff continentali. Quattordici gol fatti in 8 partite (era il girone da 5 squadre), solo 3 i gol subiti.
Ovviamente la Spagna figura senza ombra di dubbio nel ristretto lotto delle pretendenti al titolo, anche se da un punto di vista probabilistico appare difficile completare un poker di successi in fila…(ultime parole famose).
La Spagna si schiera con Casillas  – una garanzia tra i migliori portieri del mondo- che verrà accompagnato da Reina e probabilmente da Diego Lopez, mentre Valdes sarà fuori dai giochi per il grave infortunio occorsogli. A comandare la difesa ci sono Piquè e Sergio Ramos e alle loro spalle molti giocatori che possono ambire ad una maglia da titolare, o al limite un pass tra i 23.
Azpilicueta, Juanfran, Albiol, Arbeloa, il pendolino Jordi Alba senza dimenticare i giovani Alberto Moreno, Bartra, Inigo Martinez e Nacho Fernandez: il vivaio spagnolo non sembra accusare battute d’arresto.

A centrocampo dietro i mostri sacri Xavi, Iniesta e il portatore d’acqua Busquets si ripete la litania di pretendenti: sembra incredibile la vasta scelta sia a livello quantitativo, ma soprattutto qualitativo a cui Del Bosque può attingere.
Javi Martinez del Bayern può essere un valido jolly anche in fase difensiva; Thiago Alcantara, Fabregas e Xabi Alonso i cervelli pensanti; Jesus Navas, Isco, Cazorla, David Silva i giocatori in grado di portare fantasia e scompiglio nelle difese avversarie.
Credo, senza timore di essere smentito, che il centrocampo spagnolo sia il migliore della competizione.

Il reparto offensivo è altrettanto competitivo ma qui il posto da titolare, a meno di stravolgimenti tattici, sarà uno solo.
Torres, Diego Costa, David Villa partono in vantaggio sugli altri pretendenti. Negredo e Pedro faranno parte della spedizione mentre rischiano il taglio Soldado (deludente stagione in Inghilterra) e Llorente (nonostante la buona annata italiana).

Sorteggiata nel complicato girone B con Olanda, Cile e Australia, punta a confermarsi per entrare di diritto nella storia. Mi sembra difficile, ma la rosa spagnola sembra attrezzata per tentare il colpo grosso.

LA STELLA – ANDRES INIESTA

Centrocampista geniale e geometrico, abile nello stretto, capace di giocate rapide, uno dei protagonisti della moda catalana di giocare a pallone denominata tiqui-taca e con il suo collega culè, Xavi Hernandez, forma una delle coppie di centrocampisti tra le più forti del mondo.

Ribattezzato Don Andrés dai tifosi blaugrana, ha fisico brevilineo (170×65) e colpisce per la sua abilità nel creare spazi, lavorare per la squadra e costruire il gioco.
Centrocampista moderno, completo e abile a trasformare rapidamente l’azione da difensiva a offensiva, può ricoprire il ruolo di regista e anche quello di interno.

Nato nelle giovanili dell’Albacete e trasferitosi da subito al Barcellona, Iniesta in Catalogna ha fatto incetta sia di titoli di squadra sia individuali.

Abituato a segnare goal pesanti, si vedano la semifinale della Champions 2009 o ancora di più il goal decisivo nella finale del Mondiale 2010, il giocatore ha dichiarato pubblicamente che quel goal nei supplementari della finale contro l’Olanda lo ha salvato da una forte forma di depressione e stress.

LA SPAGNA AI MONDIALI


 

RECORD

6 come la più bassa differenza reti (2010, come l’Italia nel 1982)

8 come il numero dei goal segnati nel torneo vinto (2010, record negativo)

1.14 mediagoal della squadra vincitrice più bassa di sempre (2010)

2 come i goal subiti da Iker Casillas (2010, ex aequo con Barthez e Buffon)

La Spagna ha al suo attivo la peggior prestazione di una squadra ospitante la manifestazione. Nel 1982, 5 partite, 1 vinta, 2 pareggiate, 2 perse. Percentuale di vittorie più bassa di sempre, il 20%

60 come gli anni trascorsi per vedere la Spagna tra le prime 4 del Mondiale (1950-2010)

8 la miglior striscia di qualificazioni consecutive ai Mondiali, 1986-2014 (escludendo qualificazioni automatiche come paese ospitante o campione in carica, o inviti)

153 come le presenze di Iker Casillas (recordmen)

56 come i goal di David Villa (recordmen)

 

LA BANDIERA – ROJIGUALDA

La bandiera spagnola, così come definita dalla Costituzione spagnola del 1978, è divisa in tre bande orizzontali: rosso, giallo e rosso, con la parte gialla di dimensione doppia rispetto a quelle rosse. Le bandiere e le insegne di stato e di guerra devono essere caricate dello stemma spagnolo, mentre la bandiera civile ne è sprovvista, anche se lo stemma può essere messo a piacimento. Lo stemma deve essere collocato ad una posizione corrispondente ad 1/3 della lunghezza della bandiera partendo dall’asta, e non deve superare in altezza i due quinti dell’altezza della bandiera.

L’attuale stemma spagnolo fu adottato il 19 dicembre 1981, quando rimpiazzò la versione del 1977 già intervenuta a sostituire quella franchista del 1945. Lo stemma costituì l’unico cambiamento, dato che prima i colori erano definiti semplicemente amarillo (giallo) e rojo (rosso), ma erano sostanzialmente gli stessi. Tradizionalmente, la fascia centrale era definita con termini arcaici amarillo gualda (Color di Reseda luteola) ma questa definizione è stata rimossa in seguito dal disegno di Costituzione con un emendamento di Camilo José Cela, uno scrittore incaricato dal re spagnolo nella Corte Costituente.

L’origine dell’attuale bandiera spagnola risale all’insegna navale del Regno di Spagna del 1785, il Pabellón de la Marina de Guerra issato dalle navi di Carlo III di Spagna.

Lungo il XVIII, XIX e XX secolo, questo schema di colori rimase intatto, vedendo alterati soltanto gli stemmi che venivano di volta in volta posizionati nella bandiera. Nella bandiera moderna oltretutto lo stemma è decisamente semplificato rispetto alle versioni passate. Ognuno dei quattro quadranti rappresenta uno dei quattro regni che furono riuniti per formare la prima vera Spagna nel XV secolo, ovvero nell’ordine, Castiglia, rappresentata dal castello, León, identificato nello storico leone, Aragona, rappresentata dalla celebre Senyera, ed infine Navarra, richiamata dalle catene unite. Anche l’antico regno moro di Granada è inserito nel fondo dello stemma, con un frutto di melograno. Il fleur de lys in palo posto al centro degli stemmi dei regni rappresenta la casa reale regnante dei Borboni, mentre le due colonne a lato dello scudo accompagnate dal motto “plus ultra” (dal latino, “più oltre”) richiamano le scoperte e le conquiste spagnole in America: le colonne infatti sono le mitologiche Colonne d’Ercole poste sullo Stretto di Gibilterra, passaggio obbligato per l’Oceano Atlantico), che rappresentano Gibilterra e Ceuta. Lo storico e tradizionale motto “Plus Ultra” rimpiazzò il precedente “Non Plus Ultra” (“Non più oltre”) che campeggiava prima della scoperta dell’America, dato che la Spagna era considerata “il punto più occidentale” della Terra.

La bandiera descritta nella Costituzione Spagnola è la versione semplice di uso civile senza stemma. Il nomignolo popolare della bandiera è rojigualda.

IL PAESE

Dati amministrativi

Nome completo Regno di Spagna
Nome ufficiale Reino de España
Lingue ufficiali spagnolo
Coufficiali (nelle rispettive aree di diffusione): catalano, valenciano, gallego, basco, dialetto occitano aranese
Capitale Madrid (3.233.527 ab. / 2012)

Politica
Forma di governo monarchia parlamentare
Re Juan Carlos I
Presidenti del Governo Mariano Rajoy
Ingresso nell’ONU 14 dicembre 1955
Superficie Totale 504.645km² (53º)
Popolazione Totale 46.076.989 ab. (2012) (28º)
Densità 86 ab./km²
Tasso di crescita 0,654% (2012)

Economia
Valuta Euro
PIL (nominale) 1 323 500 milioni di $ (2012) (13º)
PIL pro capite (nominale) 28 670 $ (2012) (28º)
PIL (PPA) 1 387 576 milioni di $ (2012) (14º)
PIL pro capite (PPA) 30 058 $ (2012) (29º)
ISU (2011) 0,878 (molto alto) (23º)

INNO NAZIONALE – MARCHA REAL

LA MIA SPAGNA

La mia Spagna è il Mundial1982. Il mio primo Mondiale. O meglio, quello di cui ho i primi ricordi vividi di partite e protagonisti. Il fatto che poi lo vinse l’Italia, non è un dettaglio secondario. Purtroppo fui così ingenuo dal pensare che ogni quattro anni l’Italia avrebbe trionfato. Ero bambino e si sa, i bambini si illudono facilmente.

La mia Spagna è un paese da attraversare. Dal confine francese fino a quello portoghese, passando da Barcellona e Madrid, fermandosi a mangiare nei pressi di Saragozza, dove c’è un locale di cui non ricordo il nome, ma di cui riconosco l’insegna dove la ternera è straordinariamente buona.
La mia Spagna sono tori e pale eoliche che mi accompagnano in un paesaggio lunare, su una autovia che si snoda tra salite e discese, lungo il mio cammino.
La mia Spagna è un’infrazione stradale proprio nei pressi di Saragozza. Settanta euro, per tre chilometri orari in più del limite di velocità. Centotre contro cento. Non fu sufficiente ricordare ai poliziotti Pardeza, Esnaider, Poyet ma soprattutto Nayim e la vittoria del Real Saragozza nella finale di Coppa delle Coppe contro l’Arsenal.

La mia Spagna è un viaggio per due in Andalusia anche se, di fatto, eravamo in tre.
Io in trance agonistica da cibo e da birrette che andavano via senza soluzione di continuità, lei che non poteva mangiare nemmeno una fettina di jamon e lui che piano piano cresceva nel pancino della mamma.

La mia Spagna è un pranzo sulla spiaggia a pochi chilometri da Malaga, nel gennaio più caldo della mia vita.
La mia Spagna è il dolce ricordo di un compleanno passato nell’Alhambra.
La mia Spagna è un amico che in Spagna ci vive. Lo sento ogni tanto tramite i social network e lo vedo quando ritorna in Italia a trovare suo papà che è stato il mio parrucchiere per anni.
Me lo ricordo ragazzino, amante del pallone sul campo polveroso dell’oratorio dove siamo cresciuti.

La vita gli ha riservato un grande amore, delle belle sorprese e una grande fortuna. La merita. Ma il meglio, deve ancora venire.

INNO NAZIONALE – MARCHA REAL (L’INNO SPAGNOLO NON HA UN TESTO UFFICIALE, MA SOLO MUSICA)

Marcha real

I (pre)CONVOCATI DELLA NAZIONALE SPAGNOLA

Portieri
Casillas (Real Madrid)
De Gea (Manchester United)
Reina (Napoli)

Difensori
Albiol (Napoli)
Javi Martinez (Bayern Monaco)

Azpilicueta (Chelsea)
Jordi Alba (Barcellona)
Juanfran (Atletico Madrid)
Piquè (Barcellona)
Sergio Ramos (Real Madrid)

Centrocampisti
Busquets (Barcellona)
Cazorla (Arsenal)
Fabregas (Barcellona)
Iniesta (Barcellona)
Koke (Atletico Madrid)
Mata (Manchester United)
Silva (Manchester City)
Xabi Alonso (Real Madrid)
Xavi (Barcellona)
Pedro (Barcellona)

Attaccanti
Diego Costa (Atletico Madrid)
Torres (Chelsea)
Villa (Atletico Madrid)

 

LE DIVISE UFFICIALI DELLA NAZIONALE SPAGNOLA

Spain 2014 World Cup Home Kit (6)Spain 2014 World Cup Away Kit (1)

Pubblicato da Danilo Baccarani

Di Torino, amante di calcio e sport, laureato in storia del Cinema, innamorato di Caterina e Francesco, sposato con il Toro. Se rinascessi vorrei la voleè di McEnroe e il cappotto di Bogart. Ché non si sa mai.

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