Le 32 protagoniste – Puntata no.28 – Croazia

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LA SQUADRA – (VATRENI; LE FIAMME)

Qualificatasi con qualche difficoltà di troppo, la Croazia approda ai Mondiali brasiliani con una squadra che non manca di talenti (potrebbe essere altrimenti?) ma è lontana parente di quella bellissima debuttante (incompiuta)  del 1998.
Eppure le premesse per fare bene, ci sarebbero, eccome.
Inserita nel girone di qualificazione UEFA con Belgio, Serbia, Scozia, Galles e Macedonia, ha trovato un ostacolo insormontabile nei Diavoli Rossi belgi e ha rischiato l’eliminazione nel confronto con la Serbia; raggiunto il secondo posto del girone i croati hanno disputato un playoff molto rischioso, nel quale hanno superato non troppo agevolmente la Cenerentola Islanda (0-0; 2-0).
Non è stato un biennio facile per i croati. L’eliminazione al primo turno agli Europei2012, l’addio di Mister Bilic, l’arrivo di Stimac e il conseguente subentro di Niko Kovac.
L’obiettivo qualificazione è stato centrato e ora si può pianificare il futuro in maniera più tranquilla.
Rosa di buon livello, dicevo in precedenza, che si avvale di Pletikosa e del monegasco Subasic a giocarsi il ruolo di titolare tra i pali. Il primo è nettamente favorito per esperienza e per carisma.
In difesa, uno dei difensori più forti del mondo, Darijo Srna, un presente allo Shakhtar ma un futuro (si dice) a Barcellona sponda blaugrana. In mezzo alla difesa l’eterna promessa Lovren e Corluka insidiati da Schildenfeld e Vida (l’uomo dell’occhiolino agli attaccanti del Lione, in un Dinamo Zagreb-Lione 1-7, Champions league di qualche anno fa).
Nella rosa, nonostante un anno in chiaro scuro, quel Vrsaljko (Genoa) che tanto piace a mezza serie A, Napoli in testa. Assente per squalifica, Josip Simunic, reo di aver aizzato i suoi tifosi gridando un coro di origine ustascia al termine della partita decisiva contro l’Islanda: dieci giornate di squalifica e addio mondiale.
A centrocampo, il reparto migliore, il faro della nazionale croata e neo campione d’Europa, Luka Modric. Per Kovac c’è solo l’imbarazzo della scelta: Rakitic, uomo in più del Siviglia oppure l’ottimo incursore Perisic, una specie di Thomas Muller alla croata, ex Bruges ed ex Dortmund oggi a Wolfsburg; Mateo Kovacic stellina del prossimo futuro, impiegato da Mazzarri che non ha ancora compreso quale sia il ruolo migliore per il giovanotto nato a Linz ma cresciuto a Zagabria.
Kranjcar rischia di rimanere fuori per l’ennesimo infortunio di una carriera limitata da mille problemi fisici. Sammir, il brasiliano naturalizzato croato, dopo discrete stagioni a Zagabria ha scelto il Getafe e si gioca un pass per il Brasile.
Il legnoso Vukojevic è il mediano di rottura pronto per ogni evenienza.
Alla voce giovani di grande futuro, Mocinic e Ilicevic: per loro, entrare nella rosa dei 23 sarebbe un grandissimo risultato.
In attacco vecchie volpi in grado di dare la zampata giusta: Ivica Olic, già giustiziere della nazionale italiana nel mondiale Coreano del 2002; bomber sulla cresta dell’onda come Mario Mandzukic o Nikica Jelavic; giocatori redivivi dopo gravi infortuni, come Edoardo o giovani in grado di far bene come il viola Rebic e il figlio d’arte Duje Cop (suo padre Davor, un trascorso oscuro nell’Empoli 1987-88).
Inserita nel girone A con i padroni di casa del Brasile, il Messico e il Camerun, la Croazia  potrebbe sfruttare al meglio l’empasse in cui versano le altre contendenti: il Messico non è la squadra pericolosa di qualche anno fa e il Camerun rischia di rimanere l’eterna illusione africana.
Limitare i danni contro il Brasile e riuscire a strappare il secondo posto utile per raggiungere gli ottavi di finale: obiettivo minimo per questa nazionale croata, a metà di un guado apparentemente semplice da attraversare.

 

LA STELLA – LUKA MODRIC

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Il Pirlo croato. Se è impossibile clonare un calciatore, questo centrocampista centrale in grado di giocare anche dietro le punte, quantomeno ha studiato per filo e per segno i movimenti del nostrano Andrea Pirlo. Zazzera bionda, fisico minuto (174cmx65kg) l’ex centrocampista di Dinamo Zagabria e Tottenham, ora è in forza al Real Madrid fresco campione d’Europa. Luka Modric è un centrocampista geometrico, in grado di inserirsi, abilissimo nel servire assist alle punte e dotato di un buon tiro.
La nazionale croata non può prescindere dal suo piccolo genietto che molti hanno accostato a Johan Cruyff.
Un po’ Pirlo, un po’ Cruyff, sicuramente un ottimo giocatore su cui Kovac deve puntare tantissimo. Dai suoi piedi dovranno nascere le invenzioni migliori per innescare gli avanti croati.
Questo è il suo secondo mondiale, il primo da titolare inamovibile. Classe 1985, il talentino deve dimostrare definitivamente il suo valore.
Da ricordare il suo Europeo 2008, nonostante quell’errore dal dischetto durante i quarti contro la Turchia: magra consolazione, il suo inserimento nella top11 del torneo austro-svizzero.

 

LA CROAZIA AI MONDIALI

1

2

RECORD

Miglior piazzamento finale dal debutto di una squadra, dopo il 1934: Croazia (1998), terzo posto (record in comune con il Portogallo 1966)

3 come il maggior numero di cartellini gialli, allo stesso giocatore, nella stessa partita. Errore tecnico di Graham Poll, Croazia v Australia, Germania2006. Il giocatore era Simunic. (61, 90′ e 93′)

111 come le presenze di Darijo Srna, recordmen (all’attivo anche 21 goal). Pletikosa segue a 109.

45 come i goal di Davor Suker, recordmen. In attività il primo dei croati che lo può insediare è Edoardo, con 29.

 

LA BANDIERA – Tri Bojne / Tribojnica (Il tricolore)

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La bandiera della Croazia consiste di tre bande orizzontali di uguale dimensione, nei colori panslavi rosso, biancoe blu che compaiono, disposti in diverso ordine, anche sulle bandiere di altre repubbliche dell’ex-Jugoslavia. Al centro della bandiera è presente lo stemma croato: uno scudo a scacchi rossi e bianchi debordante la fascia bianca, con il primo scacco rosso, sormontato da una corona costituita da 5 scudetti in rappresentanza delle 5 grandi suddivisioni della Croazia: Croazia antica (regione di Zagabria), Ragusa, Dalmazia, Istria e Slavonia.
Il tricolore rosso-bianco-blu è stato usato per la bandiera croata fin dal 1848. Quando la Croazia era parte dellaJugoslavia, il tricolore era lo stesso, ma aveva una stella rossa a cinque punte al posto dello stemma. La bandiera ha acquisito la sua foggia odierna all’atto dell’indipendenza dalla Jugoslavia nel 1991, è stata infatti introdotta l’8 ottobre 1991, ha sostituito la precedente bandiera della Repubblica Socialista di Croazia, (Socijalisticka Republika Hrvatska 1963-1990), identica come disposizione dei colori e proporzioni ma caricata al centro di una stella rossa bordata in oro a ricordo della lotta partigiana.

IL PAESE

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Dati amministrativi
Nome completo                           Repubblica di Croazia
Nome ufficiale                               Republika Hrvatska
Lingue ufficiali                             croato
Capitale                                           Zagabria (792.875 ab. / 2011)
Politica
Forma di governo                     Repubblica semipresidenziale
Presidente                                    Ivo Josipović (SDP)
Primo ministro                          Zoran Milanović (SDP)

Ingresso nell’ONU                     22 maggio 1992
Ingresso nell’UE                        1º luglio 2013
Superficie Totale                       56.594 km² (124º)
Popolazione Totale                   4.200.000 ab. (2011) (117º)
Densità                                            78 ab./km²
Tasso di crescita                       -0,092% (2012)

Economia
Valuta                                        Kuna croata
PIL (nominale)                     56 475 milioni di $ (2012) (74º)
PIL pro capite (nominale) 12 829 $ (2012) (54º)
PIL (PPA)                              77 556 milioni di $ (2012) (80º)
PIL pro capite (PPA)         17 618 $ (2012) (57º)
ISU (2011)                             0,796 (molto alto) (46º)

Inno nazionale – Lijepa naša domovino

 

LA MIA CROAZIA

La mia Croazia è un poster della Jugoplastika Spalato: ci sono Kukoc, Radja e Naumoski, Perasovic, Savic e Tabak. Erano i miei idoli di ragazzino e quel poster, da qualche parte lo conservo ancora.
La mia Croazia è una signora anziana che mi affitta una casa a Spalato, mi viene a prendere in stazione, mi trascina a forza sulla sua 126 blu e mi porta nel suo appartamento, dove in un italiano molto deciso, mi invita in maniera altrettanto decisa ad alloggiare dalla sua famiglia. È il 1997 e Spalato è una delle poche città non colpite dalla guerra.
Ci sono voluto andare perchè su un vecchio libro di storia delle medie, vidi raffigurato il Palazzo di Diocleziano, costruito ai tempi dei Romani, con un lato praticamente adagiato nel mare Adriatico.
La mia Croazia è una partita di calcio tra Bosnia e Danimarca. Siamo sempre nel 1997, l’anno dopo ci sono i Mondiali di Francia e la Croazia sta lottando con i danesi per il primo posto nel girone. Succede che la piccola Bosnia rifila un sonoro 3-0 ai danesi. Se non ricordo male, Bolic fece doppietta e alla fine del primo tempo, la partita era già chiusa. Clamoroso favore ai croati.
Ma no, non era così per tutti. In una nazione dove in bar, ristoranti e case private, campeggiavano le foto di Franjo Tudjman, quel favore, suonava come uno sgarbo. La mia affittuaria, non a caso, disse: “Non accettiamo favori da nessuno. Figuriamoci dai bosniaci.”
La mia Croazia è un inter-rail con le bandiere croate issate in qualsiasi luogo possibile e immaginabile. Un treno che parte da Spalato pieno di ultras che vanno a Zagabria, con la polizia che partecipa ai cori dei tifosi dell’Hajduk.
La mia Croazia è una coppia di calciatori, gemelli. Zoran e Zlatko Vujovic, classe 1958 e del secondo mi ricordo un imperioso stacco di testa, qui al vecchio Comunale, in una partita di Coppa UEFA, contro l’Hajduk Spalato nel 1985. Finì 1-1 e al ritorno, Sliskovic, il vento, ancora Vujovic e Gigi Radice ci misero del loro per condannare il mio Toro all’eliminazione.
C’era vento a Spalato quel giorno. E c’era ancora la Jugoslavia.

INNO NAZIONALE – Lijepa naša domovino (La nostra bella Patria)

Versione croata

Lijepa naša domovino,
Oj junačka zemljo mila,
Stare slave djedovino,
Da bi vazda sretna bila!

Mila kano si nam slavna,
Mila si nam ti jedina,
Mila kuda si nam ravna,
Mila kuda si planina!

Teci Dravo, Savo teci,
Nit’ ti Dunav silu gubi,
Sinje more svijetu reci:
Da svoj narod Hrvat ljubi!

Dok mu njive sunce grije,
Dok mu hrašće bura vije,
Dok mu mrtve grobak krije,
Dok mu živo srce bije!

Traduzione italiana*

Oh, Bella nostra patria
Patria nostra bella,
O cara terra eroica,
Focolare d’antiche glorie,
ove tu sia sempre raggiante!

Cara sei a noi gloriosa,
Cara sei a noi tu sola
Cara dove sei pianura,
Cara dove sei montagna

Scorri, Sava, scorri Drava!
E anche tu Danubio, non perdere forza!
Mare blu profondo, dillo al mondo!
Che il Croato ama il suo popolo!

Finché i campi il sole gli riscalderà,
Finché le querce la bora gli sferzerà!
Finché i morti la tomba gli coprira!
Finché il suo cuore vivo batterà!

*In realtà la traduzione non mette in luce alcune sottigliezze del testo, non rendibili in lingua straniera:

Domovina è il diminutivo di Dom, luogo natio, l’Heimat tedesco. Domovina (piccola patria, amato luogo natio) è un termine proprio per la Croazia e assai raramente viene usato per indicare altre nazioni.
Stare slave Djedovino (terra degli Avi di antica gloria) invece, più che riferirsi al parallelo concetto di Vaterland, richiama il medioevale Regno di Croazia.
Hrvat scritto in maiuscolo, non è il croato individualmente preso, ma tutto il popolo personalizzato che ama il narod, che può significare sia popolo che nazione, in questo contesto la frase significa che tutti i croati sostengono l’Idea nazionale.
L’inno è estremamente popolare e spesso viene cantato fuori dall’ufficialità. Anche lijepa naša, come domovina è nomignolo “ufficiale” della Croazia. In italiano, tradotto letteralmente, sarebbe “Bella Nostra”, insomma, “Bel Paese”.

I CONVOCATI DELLA NAZIONALE CROATA

Portieri: Stipe Pletikosa (Rostov), Danijel Subašić (Monaco), Oliver Zelenika (Lokomotiva Zagreb)

Difensori: Darijo Srna (Shakhtar), Dejan Lovren (Southampton), Vedran Ćorluka (Lokomotiv), Gordon Schildenfeld (Panathinaikos), Danijel Pranjić (Panathinaikos), Domagoj Vida (Dynamo Kiev), Šime Vrsaljko (Genoa)

Centrocampisti: Luka Modrić (Real Madrid), Ivan Rakitić (Sevilla), Ognjen Vukojević (Dynamo Kiev), Mateo Kovačić (Internazionale), Marcelo Brozović (Dinamo), Sammir (Getafe), Ivan Močinić (Rijeka)

Attaccanti: Ivan Perišić (Wolfsburg), Mario Mandžukić (Bayern), Ivica Olić (Wolfsburg), Eduardo Alves da Silva (Shakhtar), Nikica Jelavić (Hull City), Ante Rebić (Fiorentina)

LE DIVISE UFFICIALI DELLA NAZIONALE CROATA

Croatia 2014 World Cup Home Kit (1)

Croatia 2014 World Cup Away Kit

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